Arcangiolo Birelli

Arcangiolo Birelli, Conversione dell'Innominato, ca 1881. Lecco, Museo Manzoniano.

Arcangiolo Birelli (Castelnuovo di Val di Cecina, 1859 – Terni, 21 ottobre 1928) è stato un pittore italiano.

Biografia

Nacque in Toscana a Castelnuovo di Val di Cecina nel 1859[1], figlio di Leopoldo e Caterina Pecchini[2]. Formatosi in ambiente toscano, svolse la sua attività prevalentemente a Firenze tra gli anni '80 e '90 del XIX secolo, in questo periodo dipinge il suo quadro più noto Conversione dell'innominato (1881 circa, Lecco, Museo Manzoniano)[3][4], e nel 1886 sposa la contessa Adele Ruiz de Cardenas[2].

All'inizio degli anni '90 partecipò ad alcune edizioni della Münchener Jahresausstellung (Esposizione annuale di Monaco di Baviera) negli anni tra il 1891 e il 1894[5][6][7][8] ed anche a San Francisco in California[1]. Tra la fine del 1894 e l'inizio 1895 si trasferisce con la moglie ad Otricoli[8][9], e sempre nel 1895 due opere alla Esposizione annuale della permanente di Milano due opere: Il cantastorie e Promesse[9], la prima delle quali potrebbe corrispondere a Un pubblico attento (1890 circa, collezione privata).

Agli inizi dell'XX secolo una lunga malattia rallentò e successivamente interruppe la sua carriera artistica. Morì a Terni il 21 ottobre 1928[1][2].

Opere (parziale)

Arcangiolo Birelli, Un pubblico attento (Il cantastorie?), ca 1890. Collezione privata.
  • Conversione dell'innominato (1881 circa), olio su tela. Lecco, Museo Manzoniano[3];
  • Veduta di Castelnuovo, 1884, olio su tela. Collezione privata[2];
  • Studienköpfe (1888 circa). Ubicazione sconosciuta[10];
  • Un pubblico attento (= Il cantastorie?) (1890 circa), olio su tela. Collezione privata ;
  • Alte Frau (1891 circa). Ubicazione sconosciuta[5];
  • Der Balladensänger (1893 circa). Ubicazione sconosciuta[7];
  • Lebhafte Unterhaltung (1894 circa). Ubicazione sconosciuta[8];
  • Il cantastorie (= Un pubblico attento?) (1895 circa). Ubicazione sconosciuta[9];
  • Promesse (1895 circa). Ubicazione sconosciuta[9];
  • Carriage in the courtyard of an Italian palace (non datato), olio su tela. Collezione privata[11];
  • Ornamenti al tempio (non datato), olio su tela. Collezione privata[1].

Note

  1. 1 2 3 4 (EN) Sold at Auction: Arcangiolo Birelli (Castelnuovo Val di Cecina, 1859 - Terni, 1928), su invaluable.com. URL consultato il 19 luglio 2026.
  2. 1 2 3 4 Roberto Benedetto Filippo Castiglia, CASTELNUOVO VAL DI CECINA NELL'OTTOCENTO Evoluzione del contesto urbano ed edilizio, 1º gennaio 2024. URL consultato il 19 luglio 2026.
  3. 1 2 (EN) Conversione dell'Innominato dipinto post 1890 - ante 1899, su catalogo.beniculturali.it. URL consultato il 19 luglio 2026.
  4. ↑ Fratelli Alinari, Catalogo generale delle riproduzioni fotografiche, G. Barbèra, 1881, p. 113. URL consultato il 19 luglio 2026.
  5. 1 2 (DE) Münchener Jahres-Ausstellung von Kunstwerken aller Nationen im Kgl. Glaspalaste 1891: (Sammlung der darauf bezügl. Drucksachen.), 1891, p. 9, n. 123. URL consultato il 18 luglio 2026.
  6. ↑ (DE) VI. Internationale Kunstausstellung 1892 im kgl. Glaspalaste zu München: (Sammlung von darauf bezüglichen Schriften), Verlagsanstalt für Kunst u. Wissenschaft vormals Friedr. Bruckmann, 1892, p. 9, n. 180. URL consultato il 18 luglio 2026.
  7. 1 2 (DE) Münchener Jahresausstellung von Kunstwerken aller Nationen im Kgl. Glaspalaste 1893: (Sammlung von darauf bezüglichen Schriften), 1893, p. 7, n. 120. URL consultato il 18 luglio 2026.
  8. 1 2 3 (DE) Münchener Jahresausstellung von Kunstwerken aller Nationen im Kgl. Glaspalaste 1894: (Sammlung darauf bezüglicher Schriften), 1894, p. 5, n. 81. URL consultato il 18 luglio 2026.
  9. 1 2 3 4 Catalogo ufficiale della esposizone annuale alla permanente del 1895, su bdl.servizirl.it. URL consultato il 19 luglio 2013.
  10. ↑ (DE) Kunstchronik: Wochenschrift für Kunst und Kunstgewerbe (23.1888), su digi.ub.uni-heidelberg.de, p. 268. URL consultato il 18 luglio 2026.
  11. ↑ (EN) Arcangiolo Birelli | Carriage in the courtyard of an Italian palace (1928) | MutualArt, su www.mutualart.com. URL consultato il 19 luglio 2026.

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