Aretalogia
Aretalogia, da ἀρετή (aretḗ, "virtù") + -logia, o aretology[1][2] (dal greco antico aretê, "eccellenza, virtù") nel senso più stretto è una narrazione sui miracoli compiuti da una figura divina[3], in cui vengono elencate le qualità di una divinità in forma di poesia o testo in prima persona. L'equivalente in sanscrito è ātmastuti.[4] Non ci sono prove che queste narrazioni costituissero un genere chiaramente definito, ma esiste una letteratura che conteneva lode ai miracoli divini.[5] Queste opere letterarie erano di solito associate ai culti orientali.[5]
Uso
Spesso ogni riga inizia con la formula standard "Io sono …". Di solito le aretalogie sono autocelebrative. Si trovano nei testi sacri dell'Antico Egitto, della Mesopotamia e in epoca greco-romana. Le aretalogie di Iside venivano recitate ogni giorno da un aretalogo che doveva memorizzare una lunga lista di attributi da recitare (i sacerdoti e le sacerdotesse di Iside avevano pari rango nel tempio). Le aretalogie dell'antico Egitto forniscono alcune delle informazioni più complete sulle loro divinità.[6] Le aretalogie si trovano già nei Coffin Texts. In una aretalogia tolemaica, Iside dice di sé stessa: "Io sono Iside, sovrana di ogni terra. Sono stata istruita da Ermes (Thot) e con Ermes ho ideato lettere, sia geroglifiche che demotiche, affinché non tutto fosse scritto nello stesso modo. Ho dato leggi all'umanità e ho ordinato ciò che nessuno può cambiare.".[7]
Nel mondo greco-romano, le aretalogie rappresentano un ramo religioso della retorica e costituiscono uno sviluppo in prosa dell'inno come poesia di lode. Asclepio, Iside e Serapide sono tra le divinità con aretalogie sopravvissute sotto forma di iscrizioni e papiri.[8] I primi resoconti delle azioni divine provengono da inni cultuali per queste divinità, incisi su pietre e mostrati nei templi. L'aretologos greco (ἀρετολόγος, "parlatore di virtù") era un funzionario del tempio che recitava le aretalogie e poteva anche interpretare i sogni.
Per estensione, una aretalogia è anche un "catalogo di virtù" riferite a una persona; per esempio, la lista e descrizione delle virtù di Pompeo Magno in Cicerone, nel discorso Pro Lege Manilia.[9] L'aretalogia divenne parte della tradizione retorica cristiana dell'agiografia.[10]
In senso ancora più ampio, l'aretalogia è filosofia morale che tratta della virtù, della sua natura e dei mezzi per raggiungerla. È anche il titolo di un trattato etico di Robert Boyle pubblicato negli anni 1640.[11] Altri studiosi considerano come aretalogia anche la letteratura che elogia la saggezza.[2]
Note
- ↑ Helmut Koester, History, Culture, and Religion of the Hellenistic Age, Second Edition, New York, Walter de Gruyter, 1995, ISBN 3110146932.
- 1 2 Merrill C. Tenney, The Zondervan Encyclopedia of the Bible, Volume 1: Revised Full-Color Edition, Zondervan Academic, 2010, ISBN 9780310876960.
- ↑ Robert Fortna, The Fourth Gospel and Its Predecessor, London, T&T Clark International, 2004, ISBN 9780567080691.
- ↑ George Thompson, Ahaṃkāra and Ātmastuti: Self-Assertion and Impersonation in the Ṛgveda, in History of Religions, vol. 37, n. 2, 1997, pp. 141–171, DOI:10.1086/463494, JSTOR 3176343.
- 1 2 Daniel King, Experiencing Pain in Imperial Greek Culture, Oxford, Oxford University Press, 2018, ISBN 9780198810513.
- ↑ Barbara S. Lesko, The Great Goddesses of Egypt, University of Oklahoma, 1999, pp. 196-199, ISBN 0-8061-3202-7.
- ↑ Barbara S. Lesko, The Great Goddesses of Egypt, University of Oklahoma, 1999, ISBN 978-0-8061-3202-0.
- ↑ Laurent Pernot, Rhetoric in Antiquity, Catholic University of America Press, 2005.
- ↑ Roger Rees, Panegyric, in A Companion to Roman Rhetoric, Blackwell, 2007.
- ↑ Alistair Stewart-Sykes, From Prophecy to Preaching: A Search for the Origins of the Christian Homily, Brill, 2001.
- ↑ John T. Harwood, The Early Essays and Ethics of Robert Boyle, Southern Illinois University Press, 1991, p. xvii.
Bibliografia
- Jesus Sirach, 36, 17. In San Gerolamo è stata accettata la lectio facilior ἄρρητα λογία ςου.
- Per le traduzioni del termine, vedi Longo, Aretalogie nel Mondo Greco, Genova, 1969, p. 11.
- Suet, Aug, 74.
- Iuv., Sat., XV, v.16.
- Reitzenstein, Hellenistische Wunderzählungen, Leipzig, 1906, pp. 7–18.
- A. Kiefer, Aretalogische Studien, Leipzig, 1929.
- Pauly-Wissowa, Real-Encyclopädie der classichen Altertumwissenschaft, Stoccarda, I, 1900.
- Una bibliografia piuttosto completa degli studi moderni si trova in Longo, op. cit., Introduzione.
- Per le discussioni sull'origine del termine e della sua derivazione, la trattazione più completa, che riassume anche tutti gli studi precedenti, è in Longo, op. cit., introduzione.
- (FR) Des Places, La prière cultuelle dans la Grèce ancienne, in Revue des Sciences Religeuses, n. 33, 1959, pp. 343-359.
- Longo, op. cit., pp. 48–9.
- (FR) Chapot-Laurot, Corpus des prières grecques et romaines, Turnhout, 2001, pp. 191-195.
- Questo è il pensiero di Longo, op. cit., che nell'Introduzione riprende e analizza le testimonianze moderne ed antiche sull'uso del termine e sulla sua origine.
- Sfameni-Gasparro, Oracoli Profeti Sibille, Roma 2002;, p. 320.
- Grandjean, Une Nouvelle Arétalogie d'Isis à Maronée, Leyde 1975, nella conclusione.
- Un riassunto dello stato di questi studi si trova in Grandjean, op. cit., e in Longo, op. cit. Tra i più vigorosi sostenitori della tesi grecista troviamo Nock e Festugière, per la tesi egiziana soprattutto Harder.
- (DE) Jan Bergman, Ich bin Isis. Studien zum memphitischen Hintergrund der griechischen Isisaretalogien, in Acta Universitatis Upsaliensis. Historia religionum 3, Uppsala, 1968.
- (EN) Moses Hadas e Morton Smith, Heroes and Gods: Spiritual Biographies in Antiquity, New York, Harper & Row, 1965, ISBN 0-8369-1880-0.
- (EN) Morton Smith, Prolegomena to a Discussion of Aretalogies, Divine Men, the Gospels and Jesus, in Journal of Biblical Literature, vol. 90, n. 2, 1971, pp. 174-199, DOI:10.2307/3263759.
- (EN) Howard C. Kee, Aretalogy and Gospel, in Journal of Biblical Literature, vol. 92, n. 3, 1973, pp. 402-422, DOI:10.2307/3263581.
- (EN) Jonathan Z. Smith, Good News Is No News: Aretalogy and Gospel, a cura di Jacob Neusner, collana Christianity, Judaism and other Greco-Roman cults: studies for Morton Smith at sixty, vol. 1, Leida, Brill, 1975, pp. 21-38, ISBN 90-04-04215-6.
Collegamenti esterni
- Approfondimento su Aretologia dall'Universal Encyclopedia of Philosophy
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