Argo (cane)

Argo
''Ulisse e Argo riuniti'' di James Baldwin
SagaCiclo Troiano
Nome orig.Ἄργος (Árgos)
Lingua orig.Greco antico
AutoreOmero
Caratteristiche immaginarie
Speciecane
SessoMaschio

Argo (in greco antico Ἄργος?, Árgos) è il cane di Ulisse (Odissea, XVII, 290-327).

Allevato come cane da caccia dall'eroe prima di partire per Troia, nel poema di Omero compare in un passo, ad Itaca, soltanto nella terza e ultima parte: ormai vecchio, disteso «su cumuli di letame di muli e buoi addossato dinanzi all'ingresso», tormentato dalle zecche; ugualmente, riconosce subito il padrone Odisseo che è travestito da mendicante dopo averlo lungamente atteso. Nonostante la prolungata assenza, agita la coda e abbassa le orecchie, non avendo la forza di avvicinarsi a lui. Argo allora viene «preso dalla nera morte per sempre[1], dopo essere riuscito a rivedere alla fine Odisseo dopo vent'anni», e Odisseo si asciuga di nascosto una lacrima (l'unica che versa dopo il suo ritorno ad Itaca), senza che Eumeo se ne accorga. Il cane Argo rappresenta la fedeltà nei confronti del padrone.

Odisseo e Argo

Note

  1. ↑ Secondo il mito è una dea, Ker, una Figlia della Notte, a chiudere gli occhi di Argo. Cfr. Jean Prieur, Gli animali hanno un'anima, su books.google.it, Edizioni Studio Tesi, 1990, p. 76.

Bibliografia

  • Roger Grenier, Le lacrime di Ulisse, Roma, edizioni e/o, 2003, ISBN 978-88-7641-568-5.

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