Armando Pajalich

Armando Pajalich (Venezia, 1949 – 15 luglio 2026) è stato un anglista, traduttore e poeta italiano.

Professore ordinario di letteratura inglese all'Università Ca' Foscari Venezia, è stato tra i pionieri in Italia degli studi postcoloniali, con particolare attenzione alle letterature africane anglofone, e ha contribuito allo sviluppo degli studi postcoloniali a Ca’ Foscari.[1]

Biografia

Nato a Venezia nel 1949, si è laureato all'Università Ca' Foscari con una tesi su Thomas Stearns Eliot e ha trascorso nell'ateneo veneziano l'intera carriera accademica.[1] Nell'anno accademico 1975-1976 ha tenuto un seminario annuale sul poeta nigeriano Christopher Okigbo, dal quale è nato il saggio Modularità del canto e della preghiera in “Havensgate” di Christopher Okigbo, pubblicato nel 1978 negli Annali della Facoltà di Lingue e Letterature Straniere di Ca' Foscari.[1]

In seguito a viaggi in Africa e a ricerche nelle biblioteche britanniche, ha approfondito lo studio delle letterature africane di lingua inglese e ha tradotto autori quali Wole Soyinka e Athol Fugard. È subentrato a Bernard Hickey nell'insegnamento delle letterature dei paesi di lingua inglese ed è diventato professore ordinario. Tra la metà degli anni ottanta e l'inizio degli anni novanta si sono formati sotto la sua guida studiosi come Marco Fazzini, Annalisa Oboe, Simona Bertacco, Roberta Cimarosti e Shaul Bassi.[1]

Nel 1988 è stato tra i promotori della casa editrice veneziana Supernova, che ha pubblicato opere letterarie e saggistiche, con una particolare attenzione alle letterature anglofone contemporanee.[1] È stato inoltre tra i fondatori della rivista di studi postcoloniali Il Tolomeo[2] e ha presieduto l'Associazione italiana di studi sulle letterature in inglese (AISLI), in seguito denominata Associazione italiana di studi sulle culture e letterature di lingua inglese (AISCLI).[1]

Dopo il pensionamento ha vissuto dividendosi tra Venezia e Corfù, continuando a pubblicare poesie, racconti e romanzi. È morto il 15 luglio 2026, all'età di settantasette anni.[3]

Attività scientifica e letteraria

I suoi primi studi sono stati dedicati al modernismo, in particolare a Wyndham Lewis, Eliot, William Butler Yeats ed Ezra Pound. Successivamente ha concentrato la propria ricerca sulle letterature africane anglofone, sulla rappresentazione del colonialismo e sulle culture postcoloniali. Tra i suoi principali volumi critici figurano La musica, la maschera, la storia, Una letteratura africana coloniale di lingua inglese, Filiazioni e affiliazioni e Il bianco, il nero, il colore, dedicato al cinema dell'Impero britannico e delle sue ex colonie.[4]

All'attività accademica ha affiancato quella di traduttore e curatore, contribuendo alla diffusione italiana di scrittori africani e sudafricani. Ha tradotto fra gli altri Soyinka, Fugard, Okigbo e Jeremy Cronin; con Domenico Tarizzo ha tradotto inoltre I taccuini di Francis Scott Fitzgerald per Einaudi e con Francesca Piviotti Inghilleri il Libro della misericordia di Leonard Cohen.[5]

È stato anche autore di raccolte poetiche, racconti e romanzi. La sua prima produzione in versi, caratterizzata dalla centralità della parola, dal ricorso al mito e da ambientazioni veneziane e oniriche, è stata oggetto di uno studio di Alberto Zava.[6] Nel 2021 Marco Fazzini e Shaul Bassi hanno curato il volume collettaneo Our Friend in Venice. Saggi e poesie in onore di Armando Pajalich.[7]

Opere scelte

Saggistica

  • Wyndham Lewis: l'apprendistato e il vortice, Brescia, Paideia, 1982.
  • La letteratura angloafricana: dalle origini al 1960, 2 voll., Abano Terme, Piovan, 1986-1988.
  • con Giannina Perrucchini, Yeats Pound Eliot. From Symbolism to Modernism, Milano, Principato, 1987.
  • La musica, la maschera, la storia. Saggi angloafricani, 1978-1989, Venezia, Libreria Editrice Cafoscarina, 1991.
  • Una letteratura africana coloniale di lingua inglese, Venezia, Supernova, 1991.
  • Filiazioni e affiliazioni nel testo periferico africano, Venezia, Supernova, 1995.
  • Il bianco, il nero, il colore. Cinema dell'Impero britannico e delle sue ex-colonie, 1929-1972, Firenze, Le Lettere, 2008, ISBN 978-88-6087-126-8.

Poesia e narrativa

  • Un po' di poesia, Venezia, Cafoscarina, 1975.
  • Se anche solo una notte hai creduto, Venezia, Artigianelli, 1984.
  • Gipsoteca, Venezia, Supernova, 1990.
  • Cantari di Penelope e di Gilgamesh, Venezia, Supernova, 1993.
  • New York Tales, Venezia, Supernova, 1999.
  • Età d'argento, Venezia, Supernova, 2011.
  • Porto fantastico, un giorno d'estate, Venezia, Supernova, 2012.
  • Quattro stagioni, a Kerkyra, alla luna, Venezia, Supernova, 2013.
  • Api. Poesie giovanili 1968-1984, Venezia, Supernova, 2018.

Traduzioni e curatele

  • Francis Scott Fitzgerald, I taccuini, con Domenico Tarizzo, Torino, Einaudi, 1980.
  • Wole Soyinka, Stagione di anomia, Milano, Jaca Book, 1981.
  • Christopher Okigbo, Labirinti e altre poesie, Abano Terme, Piovan, 1987.
  • Athol Fugard, Sizwe Bansi è morto, Venezia, Supernova, 1989.
  • Jeremy Cronin, Dentro, Venezia, Supernova, 1991.
  • Wole Soyinka, Ogun Abibimañ, Venezia, Supernova, 1992.
  • Athol Fugard, Verso la Mecca, Venezia, Supernova, 1993.
  • con Marco Fazzini, Poeti sudafricani del Novecento, Venezia, Supernova, 1994.
  • Athol Fugard, Trilogia della famiglia, con Annalisa Oboe e Paolo Bertinetti, Venezia, Supernova, 1999.
  • Leonard Cohen, Book of Mercy – Libro della misericordia, con Francesca Piviotti Inghilleri, Venezia, Supernova, 2000.

Note

  1. 1 2 3 4 5 6 Shaul Bassi, Gli studi postcoloniali a Ca' Foscari, in Anna Cardinaletti, Laura Cerasi e Patrizio Rigobon (a cura di), Le lingue occidentali nei 150 anni di storia di Ca' Foscari, Venezia, Edizioni Ca' Foscari, 2018, pp. 293-302, DOI:10.30687/978-88-6969-262-8/013, ISBN 978-88-6969-263-5.
  2. ↑ Il Tolomeo, vol. 17 (PDF), su Edizioni Ca' Foscari, 2015. URL consultato il 21 luglio 2026.
  3. ↑ Addio al prof. Armando Pajalich, su Università Ca' Foscari Venezia. URL consultato il 21 luglio 2026.
  4. ↑ Armando Pajalich – Pubblicazioni, su Università Ca' Foscari Venezia. URL consultato il 21 luglio 2026.
  5. ↑ Our Friend in Venice. Saggi e poesie in onore di Armando Pajalich, su Supernova Edizioni. URL consultato il 21 luglio 2026.
  6. ↑ Alberto Zava, Spunti e suggestioni nella scrittura del primo Armando Pajalich, in Quaderni Veneti, vol. 3, 2014, pp. 307-312, DOI:10.14277/1724-188X/QV-3-1/2-14-32.
  7. ↑ Marco Fazzini e Shaul Bassi (a cura di), Our Friend in Venice. Saggi e poesie in onore di Armando Pajalich, Venezia, Supernova, 2021, ISBN 978-88-6869-258-2.

Bibliografia

Collegamenti esterni

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