Arpad Kertesz

Arpad Kertesz (Roma, 4 settembre 1940 – Roma, 15 luglio 2016[1]) è stato un fotografo, modello e attore italiano.

Biografia

Arpad Kertesz, di origine ungherese, inizia la carriera come modello e negli anni sessanta lavorò come attore di fotoromanzi per la Lancio[2][3]. Poi si dedicò alla fotografia, specializzandosi in ritratti di star musicali, fissando e interpretando, attraverso i suoi scatti, un periodo come gli anni settanta, che vede emergere talenti come Renato Zero e Antonello Venditti e tendenze artistiche mondiali come la disco music.

Ha ritratto cantanti come Renato Zero, Loredana Bertè, Mia Martini, Alice, Anna Oxa, Gianna Nannini, Easy Going, Luca Barbarossa, Scialpi e Bobby Solo[4].

Instaurò una collaborazione duratura con Renato Zero, per il quale realizzò le copertine degli album più significativi dell'artista[5][6].

Kertesz è stato inoltre il fotoreporter esclusivo del tour italiano di Michael Jackson[1], oltre al aver fotografato diverse edizioni del Festival di Sanremo e di Saint Vincent.

Tra le sue opere un libro (Gremese Editore, 1980) su Renato Zero in collaborazione con Dario Salvatori.

Nel 2009 ha realizzato una mostra fotografica a Roma, "I migliori anni” che fissava la scena musicale italiana ed internazionale degli anni settanta ed ottanta in oltre 30 fotografie.

È scomparso nel 2016 all'età di 75 anni[4]. Pochi giorni prima della sua morte, pubblica un altro libro (IN BIANCO E ZERO - RD Editore), in collaborazione con l'amico Raffaele Donnarumma, dedicato all'artista Renato Zero.

Note

  1. 1 2 Addio ad Arpad Kertesz, il fotografo di Renato Zero Spettakolo.it
  2. ↑ Topilio - Testata Sabrina, su fotoromanzi-topilio.it.
  3. ↑ Topilio - Testata Marina, su fotoromanzi-topilio.it.
  4. 1 2 Addio allo storico fotografo Arpad Kertesz. Sue le copertine dei dischi di Renato Zero Archiviato il 5 settembre 2017 in Internet Archive. Mondospettacolo.com
  5. ↑ Dario Salvatori, Renato Zero: fotografie di Arpad Kertesz, Gremese editore, 1982. URL consultato il 12 dicembre 2025.
  6. ↑ Renato Zero "padre" del glam italiano | Sky Arte, su arte.sky.it. URL consultato il 12 dicembre 2025.