Arrhenechthites
Arrhenechthites Mattf., 1938[1] è un genere di piante angiosperme eudicotiledoni della famiglia delle Asteracee (sottofamiglia Asteroideae).[2][3]
Etimologia
Il nome scientifico del genere è stato definito dal botanico Johannes Mattfeld (1895-1951) nella pubblicazione "Botanische Jahrbücher für Systematik, Pflanzengeschichte und Pflanzengeographie. Leipzig" (Bot. Jahrb. Syst. 69(2): 288) del 1938.[4]
Descrizione
Habitus. Le specie di questo genere hanno un habitus di tipo robusto-erbaceo perenne, oppure arbustivo.[5][6][7][8][9]
Radici. Le radici in genere sono secondarie da rizoma e possono essere fibrose. I rizomi sono striscianti o legnosi.
Fusto. La parte aerea è eretta; semplice o ramosa.
Foglie. Le foglie cauline sono disposte in modo alternato e sono picciolate. La forma della lamina è intera ellittico-ovata con margini interi o da dentati a seghettati.
Infiorescenza. Le sinflorescenze sono composte da più capolini organizzati in formazioni di pannocchie terminali. Le infiorescenze vere e proprie sono formate da un capolino terminale peduncolato di tipo disciforme. Alla base dell'involucro può essere presente un minimo calice formato da brattee fogliacee. I capolini sono formati da un involucro, con forme cilindriche, composto da diverse brattee, al cui interno un ricettacolo fa da base ai fiori di due tipi: quelli esterni del raggio e quelli più interni del disco. Le brattee, da 5 a 8, strette e lineari, sono disposte in modo embricato su una o più serie e possono essere connate alla base. Il ricettacolo è nudo (senza pagliette a protezione della base dei fiori); la forma è piatta e a volte è alveolato.
Fiori. I fiori sono tetra-ciclici (formati cioè da 4 verticilli: calice – corolla – androceo – gineceo) e pentameri (calice e corolla formati da 5 elementi). I fiori periferici sono pochi e femminili, sono inoltre più o meno zigomorfi; mentre quelli del disco centrale (tubulosi e actinomorfi) sono bisessuali o a volte funzionalmente maschili.
- */x K , [C (5), A (5)], G 2 (infero), achenio[10]
- Calice: i sepali del calice sono ridotti ad una coroncina di squame.
- Corolla: nella parte inferiore i petali della corolla sono saldati insieme e formano un tubo. In particolare le corolle dei fiori del disco centrale (tubulosi) terminano con delle fauci dilatate a raggiera con cinque lobi. I lobi possono avere una forma da deltoide a triangolare-ovata. Nella corolla dei fiori periferici (ligulati) il tubo si trasforma in un prolungamento filiforme. Il colore delle corolle è porpora nei fiori periferici, è bianco-crema nei fiori centrali.
- Androceo: gli stami sono 5 con dei filamenti liberi. La parte basale del collare dei filamenti può essere dilatata. Le antere invece sono saldate fra di loro e formano un manicotto che circonda Lo stilo. Le antere sono provviste di un collare. La struttura delle antere è di tipo tetrasporangiato, raramente sono bisporangiate. Il tessuto endoteciale è radiale o polarizzato. Il polline è tricolporato (tipo "helianthoid").[11]
- Gineceo: lo stilo è corto e biforcato con due stigmi dilatati nella parte apicale. Gli stigmi sono troncati; possono inoltre essere ricoperti da minute papille. Le superfici stigmatiche sono separate o parzialmente confluenti, oppure continue. L'ovario è infero uniloculare formato da 2 carpelli.
Frutti. I frutti sono degli acheni con pappo. La forma degli acheni è oblunga; la superficie è percorsa da diverse coste longitudinali e può essere glabra. Possono essere presenti delle ali o degli ispessimenti marginali. Il carpoforo è distinguibile. In alcuni casi gli acheni sono dimorfici (gli acheni fertili sono cilindrici e nervati; gli acheni sterili sono compressi). Il colore del frutto può essere nero o bruno. Il pappo, non persistente, è formato da numerose fini setole bianche e snelle.
Biologia
Impollinazione: l'impollinazione avviene tramite insetti (impollinazione entomogama tramite farfalle diurne e notturne).
Riproduzione: la fecondazione avviene fondamentalmente tramite l'impollinazione dei fiori (vedi sopra).
Dispersione: i semi (gli acheni) cadendo a terra sono successivamente dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (disseminazione mirmecorica). In questo tipo di piante avviene anche un altro tipo di dispersione: la zoocoria. Infatti gli uncini delle brattee dell'involucro (se presenti) si agganciano ai peli degli animali di passaggio disperdendo così anche su lunghe distanze i semi della pianta. Inoltre per merito del pappo il vento può trasportare i semi anche a distanza di alcuni chilometri (disseminazione anemocora).
Distribuzione e habitat
Le specie di questo genere sono distribuite in Indonesia, Nuova Guinea e Australia.[3]
Tassonomia
La famiglia delle Asteracee (o Compositae, nomen conservandum) è la più numerosa del mondo vegetale, comprende oltre 23000 specie distribuite in 1720 generi[12]. La famiglia attualmente (2021) è divisa in 16 sottofamiglie; la sottofamiglia Asteroideae è una di queste e rappresenta l'evoluzione più recente di tutta la famiglia.[2][8][9]
Specie
Questo genere comprende 8 specie:[3]
- Arrhenechthites albus J.Kost.
- Arrhenechthites dolichophyllus Mattf.
- Arrhenechthites haplogynus (F.Muell.) Mattf.
- Arrhenechthites hydrangeoides C.Jeffrey
- Arrhenechthites mastigothrix Mattf.
- Arrhenechthites mixtus (A.Rich.) Belcher
- Arrhenechthites novoguineensis (S.Moore) Mattf.
- Arrhenechthites tomentellus Mattf.
Filogenesi
Il genere di questa voce appartiene alla sottotribù Senecioninae della tribù Senecioneae (sottofamiglia Asteroideae). In base ai dati filogenetici la sottotribù, all'interno della tribù, occupa il "core" della tribù e insieme alla sottotribù Othonninae forma un "gruppo fratello".[9]
I seguenti caratteri sono indicativi per la sottotribù:[9]
- il portamento è molto vario (erbe, arbusti, liane, epifite, alberelli o alberi)
- le foglie sono sia basali che cauline disposte in modo alternato
- sono presenti capolini sia radiati, disciformi o discoidi
- le antere sono tetrasporangiate, raramente bisporangiate
La struttura della sottotribù è molto complessa e articolata (è la più numerosa della tribù con oltre 1200 specie distribuite su un centinaio di generi) e al suo interno sono raccolti molti sottogruppi caratteristici le cui analisi sono ancora da completare. Il genere di questa voce, nell'ambito della filogenesi della sottotribù, occupa una posizione abbastanza "basale" (si separato precocemente dalla sottotribù) e insieme ai generi Crassocephalum Moench, 1794, Dendrocacalia Nakai ex Tuyama, 1936 e Erechtites Raf., 1817 forma un clade ben supportato. In questo clade Arrhenechthites e Dendrocacalia formano un "gruppo fratello". A questo clade appartiene anche il gruppo "Senecio s.str." e, nidificato tra i generi Arrhenechthites e Dendrocacalia, la specie Senecio thapsoides che quindi dovrebbe essere esclusa da Senecio.[9]
Il cladogramma seguente (semplificato) mostra l'attuale conoscenza filogenetica di questo gruppo.[9]
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I caratteri distintivi per le specie del genere Arrhenechthites sono:[8]
- le foglie sono picciolate
- i capolini sono disciformi con fiori tubulosi esterni
- il colore dei fiori è porpora o da bianco a crema
- l'areale di queste piante è Indonesia, Nuova Guinea e Australia
Il numero cromosomico della specie è più o meno: 2n = 100.[8]
Note
- ↑ (EN) Arrhenechthites Mattf., su The International Compositae Alliance (TICA). URL consultato il 9 luglio 2026 (archiviato l'11 ottobre 2025).
- 1 2 (EN) The Angiosperm Phylogeny Group, An update of the Angiosperm Phylogeny Group classification for the ordines and families of flowering plants: APG IV, in Botanical Journal of the Linnean Society, vol. 181, n. 1, 2016, pp. 1-20.
- 1 2 3 (EN) Arrhenechthites Mattf., su Plants of the World Online, Royal Botanic Gardens, Kew. URL consultato il 9 luglio 2026.
- ↑ (EN) The International Plant Names Index, su ipni.org. URL consultato il 23 ottobre 2022.
- ↑ Pignatti 1982, vol. 3, pag. 1.
- ↑ Strasburger 2007, pag. 860.
- ↑ Judd 2007, pag. 517.
- 1 2 3 4 Kadereit & Jeffrey 2007, pag. 228.
- 1 2 3 4 5 6 Funk & Susanna 2009, pag. 503.
- ↑ Judd 2007, pag. 520.
- ↑ Strasburger 2007, vol. 2, pag. 760.
- ↑ (EN) Accepted genera of Asteraceae, su Plants of the World Online, Royal Botanic Gardens, Kew. URL consultato il 09/07/2026.
Bibliografia
- (EN) Joachim Walter Kadereit e Charles Jeffrey, The Families and Genera of Vascular Plants, Volume VIII. Asterales, Berlin, Heidelberg, 2007.
- (EN) Victoria "Vicki" Ann Funk, Alfonso Susanna, Tod F. Stuessy e Randall J. Bayer, Systematics, Evolution, and Biogeography of Compositae (PDF), Vienna, International Association for Plant Taxonomy (IAPT), 2009, ISBN 978-3-9501754-3-1 (archiviato il 17 agosto 2025).
- Judd S.W. et al., Botanica Sistematica - Un approccio filogenetico, Padova, Piccin Nuova Libraria, 2007, ISBN 978-88-299-1824-9.
- Eduard Strasburger, Trattato di Botanica. Volume secondo, Roma, Antonio Delfino Editore, 2007, ISBN 88-7287-344-4.
- Sandro Pignatti, Flora d'Italia, Bologna, Edagricole, 1982, ISBN 88-506-2449-2.
- (EN) Alfonso Susanna, Bruce G. Baldwin, Randall J. Bayer, José Mauricio Bonifacino, Núria Garcia-Jacas, Sterling C. Keeley, Jennifer R. Mandel, Santiago Ortiz, Harold Robinson e Tod F. Stuessy, The classification of the Compositae: A tribute to Vicki Ann Funk (1947–2019), in Taxon, vol. 69, n. 4, 2020, pp. 807-814 (archiviato il 26 febbraio 2025).
- Giacomo Nicolini, Enciclopedia Botanica Motta, Milano, Federico Motta Editore, 1960.
Voci correlate
Altri progetti
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Collegamenti esterni
- (EN) Arrhenechthites Mattf., su Plants of the World Online, Royal Botanic Gardens, Kew. URL consultato il 9 luglio 2026. - Database
