Ars topiaria

L'arte topiaria (o ars topiaria, in latino) consiste nel potare alberi e arbusti al fine di dare loro una forma geometrica, diversa da quella naturalmente assunta dalla pianta, per scopi ornamentali. Si formano così siepi formali oppure, partendo da esemplari singoli o piccoli gruppi, soggetti con varie forme, astratte oppure di animali, oggetti, persone.
Etimologia
In greco è documentato il denominativo neutro singolare τόπιον (topion), che ha origine da τόπος (topos, luogo); il plurale τόπια, nel senso di "luoghi", non è testimoniato prima del VIII-IX sec. La prima attestazione in latino di topia/topiarius è contenuta in un'epistola ciceroniana (Ad Quintum fratrem III, 1, 5). L'umanista Niccolò Perotti ricostruisce in questo modo significato e uso di questa costellazione lessicale: «Sunt praeterea in hortis topiaria, hoc est opera ex arboribus aut fruticibus aut herbis facta ad decorem, ut sunt testudines, camerae, naves, columnae, aviculae alia que huiusmodi, quae ex sansuco, libanotide, hedera, buxo, aliisque herbis atque arboribus fieri conspicimus [...]. Cicero: "Topiarium laudavi: ita omnia convestivit hedera". Plinius: "Accedit in topiario opere lauri genus, quae taxa dicitur, excrescente in medio folio parvula veluti lacinia [...]. Ramos spargit a radice topiarii ac coronarii operis. Hinc Topiarii dicuntur, qui topiaria faciunt, sicut coronarii, qui faciunt coronas […]. Sativae myrti genera topiarii faciunt"».
Si può quindi ritenere che "topia" abbia nel tempo assunto una connotazione specifica all'interno del lessico del giardinaggio per indicare i luoghi, i "posticini" particolarmente gradevoli o bizzarri che i giardinieri ornamentali sapevano creare; su questo termine è poi stato coniato l'aggettivo corrispondente "topiarius" (anche nel senso di "giardiniere").
Storia
Questa arte è nata all'epoca dell'Antica Roma. Le piante vengono fatte crescere a volte con appositi supporti lignei (pergole) o metallici per guidarle verso la forma definitiva. Piante potate secondo questi criteri richiedono un'elevata manutenzione dovuta ai numerosi interventi sui nuovi rami, per mantenere la forma scelta. Tale attività raggiunge il punto più alto durante l'età flavia, come dimostra il Templum Pacis, costruito sotto Vespasiano.
L'arte topiaria è impiegata nella formazione dei parterre tipici dei giardini costruiti fra il XVI e il XVIII secolo, dove basse siepi di bosso disegnano in modo più o meno complesso settori riempiti da piante fiorite, a formare una sorta di arazzo vegetale apprezzabile soprattutto se visibile da un luogo sopraelevato. Negli antichi giardini, dove gli unici colori erano le sfumature di verde delle diverse piante e il colore della ghiaia dei giardini, era necessario dare alle piante delle forme artistiche, per concentrare la bellezza del giardino in quegli elementi dominanti.
Al giorno d'oggi l'arte topiaria è utilizzata solitamente su singole piante, come elemento caratterizzante del giardino, oppure simmetrica su molte piante se si vuole creare un effetto maestoso.
Tipi di piante
Per ottenere sculture vegetali vengono impiegate svariate specie, perlopiù sempreverdi a crescita contenuta: Laurus nobilis, Cupressus e conifere simili, Buxus sempervirens, Taxus baccata, Ligustrum jonandrum sono fra i più diffusi. L'impiego di alcune di queste piante ai fini dell'arte topiaria è testimoniato anche da fonti letterarie di età moderna, come gli Gli Asolani di Bembo.[1]
Note
- ↑ Libro I, capitolo V: «...si chiudeva dalla parte di verso il giardino, solo che dove facea porta nel pergolato, da una siepe di spessissimi e verdissimi ginevri, che al petto avrebbe potuto giugnere col suo sommo di chi vi si fosse accostar voluto, ugualmente in ogni parte di sé la vista pascendo, dilettevole a riguardare. Dall'altra onorati allori, lungo il muro vie più nel cielo montando, della più alta parte di loro mezzo arco sopra la via facevano, folti e in maniera gastigati».
Bibliografia
- Francesco Pona Il Paradiso de' Fiori overo Lo archetipo de' Giardini (manuale di giardinaggio con sezioni sull'arte topiaria) 1622, Angelo Tamo, Verona.
- Paolo Villa, Giardino Giusti (Verona, storia del giardino all'italiana nel XVII secolo), nel testo oltre 200 diapositive, flora secondo nomenclatura linnea e del XVII secolo (PDF), in tesi Accademia delle Belle Arti di Bologna, Verona, 2013 formato pdf [A.A. 1993 - 1994 prima edizione cartacea].
- Ermanno Malaspina, Topia=«Pergolato»? Dai dialetti romanzi al latino (nota a Vitr. 5,6,9; Copa 7; Plin. Nat. 12,22; Spart. Hadr. 10,4) (PDF), in Regionis forma pvlcherrima. Percezioni, lessico, categorie del paesaggio nella letteratura latina. Atti del Convegno di studio Palazzo Bo, Università degli studi di Padova, 15-16 marzo 2011, Leo S. Olschki, 2013, pp. 243-274.
Voci correlate
- Storia dei giardini
- Giardino
- Edward mani di forbice - film (1990)
Altri progetti
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Collegamenti esterni
- (EN) topiary, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
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