Asperoteuthis mangoldae

Asperoteuthis mangoldae
Immagine di Asperoteuthis mangoldae mancante
Stato di conservazione
Dati insufficienti[1]
Classificazione scientifica
DominioEukaryota
RegnoAnimalia
PhylumMollusca
ClasseCephalopoda
OrdineOegopsida
FamigliaChiroteuthidae
GenereAsperoteuthis
SpecieA. mangoldae
Nomenclatura binomiale
Asperoteuthis mangoldae
R. E. Young, Vecchione & Roper, 2007

Asperoteuthis mangoldae R. E. Young, Vecchione & Roper, 2007 è una specie di calamaro appartenente alla famiglia Chiroteuthidae, descritta formalmente nel 2007 da Richard E. Young, Michael Vecchione e Clyde F. E. Roper. Questa specie è conosciuta esclusivamente nelle acque al largo delle isole Hawaii.[2]

Descrizione

A. mangoldae si distingue dalle specie affini, come Asperoteuthis acanthoderma, per l'assenza di tubercoli cutanei e per la presenza di un apparato di bloccaggio dell'imbuto con una caratteristica scanalatura curva.[2] Il corpo presenta una consistenza gelatinosa, con braccia relativamente corte rispetto alla lunghezza del mantello. Le pinne sono quasi circolari, con una lunghezza pari al 40% della lunghezza del mantello e una larghezza simile.[3]

Distribuzione e habitat

Gli esemplari di A. mangoldae sono stati raccolti principalmente nelle acque profonde al largo di Oahu, Hawaii, a profondità comprese tra 820 e 870 metri durante il giorno.[3] La specie è considerata endemica di questa regione.[2]

Tassonomia

Il primo esemplare noto è stato catturato nel 1972, ma la specie è stata descritta ufficialmente solo nel 2007.[2] Nel luglio 2019, A. mangoldae è stato filmato per la prima volta in vita al largo dell'isola di Jarvis, a una profondità di 930 metri, dall'imbarcazione EV Nautilus.[4]

Il nome specifico mangoldae è un omaggio alla biologa marina svizzera Dr. Katharina Mangold-Wirz (1922-2003), che ha dedicato parte della sua carriera allo studio dei cefalopodi nelle Hawaii.[2]

La descrizione di A. mangoldae ha contribuito a una migliore comprensione del genere Asperoteuthis, che comprende specie di calamari meso-batipelagici caratterizzati da peculiarità morfologiche uniche, come la presenza di fotofori oculari e l'assenza di tubercoli cutanei in alcune specie.[3]

Conservazione

Attualmente, l'Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN) classifica Asperoteuthis mangoldae come Data Deficient (DD), indicando che le informazioni disponibili sono insufficienti per valutare il rischio di estinzione.[1]

Note

  1. 1 2 (EN) Barratt, I. & Allcock, L. 2014, Asperoteuthis mangoldae, su IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2020.2, IUCN, 2020.
  2. 1 2 3 4 5 Richard E. Young, Michael Vecchione e Clyde F. E. Roper, Asperoteuthis mangoldae Young, Vecchione and Roper, 2007, su tolweb.org, The Tree of Life Web Project, 2019.
  3. 1 2 3 R. E. Young, M. Vecchione e C. F. E. Roper, A new genus and three new species of decapodiform cephalopods (Mollusca: Cephalopoda) (PDF), in Reviews in Fish Biology and Fisheries, vol. 17, n. 2-3, 2007, pp. 353-365, DOI:10.1007/s11160-007-9044-z.
  4. ↑ Sinuous Asperoteuthis Mangoldae Squid Filmed Alive for First Time, su Nautilus Live, 26 luglio 2019. URL consultato il 28 luglio 2019.

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