Assedio della Fortezza di Santa Maria

Assedio della Fortezza di Santa Maria
parte della Campagna d'Italia, durante la guerra della Sesta coalizione
Xilografia delle fortezze del Varignano e di Santa Maria nel 1889
Data26-30 marzo 1814
LuogoPortovenere
EsitoResa della guarnigione francese
Schieramenti
Comandanti
Effettivi
Meno di 100 tra soldati ed ufficialiQualche migliaio di uomini, svariati cannoni
Perdite
Resa dell'intera guarnigioneTrascurabili o nulle
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L'assedio della Fortezza di Santa Maria è avvenuto nel marzo 1814. I difensori, una piccola guarnigione di soldati francesi, trattenne per diversi giorni la divisione del generale britannico Montresor, diretta verso Genova. La guarnigione si arrese il 30 marzo.

Contesto storico

L'entrata in guerra dell'Austria causò l'apertura di un nuovo fronte, quello italiano, che Napoleone non poteva trascurare. L'imperatore, che aveva previsto le mosse della corte austriaca, aveva già inviato il proprio figliastro, Eugenio, a difendere la penisola dalle armate austriache. Gli scontri tra le due fazioni ebbero esiti alterni: inizialmente i franco-italiani godettero di un buon momento ma presto, a causa del fronte eccessivamente esteso per le poche truppe a loro disposizione, una serie di rovesci, uniti alla defezione della Baviera, li costrinsero ad arretrare. Per un paio di mesi il fronte si spostò sull'Adige,[1] poi sul Mincio, a causa della defezione dei napoletani.[2]

Antefatti

Mentre in Pianura Padana le due fazioni si trovavano in una fase di stallo da diverse settimane, sul versante del Tirreno il generale Bentinck iniziava la propria campagna: sbarcato sulle coste della Toscana, precisamente a Livorno, era intenzionato a risalire il litorale della penisola per arrivare sino a Genova, il cui porto aveva un incredibile valore sia per i napoleonici sia per gli alleati.[3][4] Dopo aver portato il primo contingente della sua armata sulla sinistra del fiume Magra,[5] si preparò ad attaccare i francesi a Lerici, dove un folto gruppo di rinforzi sarebbe arrivato nei giorni seguenti. Infatti, il 25 marzo, una flotta capitanata dal vice ammiraglio Rowley giunse nei pressi della città ligure, sbarcando ed occupando il castello della città.[6][7] Quando i francesi capirono che ogni tentativo sarebbe stato vano si ritirarono, lasciando l'intera Riviera di Levante scoperta, eccezion fatta per un'unica roccaforte, la Fortezza di Santa Maria, nei pressi di Portovenere.[7]

La roccaforte era stata presidiata da una piccola guarnigione francese, con l'unico scopo di rallentare la marcia delle divisioni inglesi verso Genova.[7][8] La zona circostante fu immediatamente circondata il 26 marzo dagli inglesi che, dopo aver occupato La Spezia, chiesero l'immediata resa della guarnigione francese. Al rifiuto degli ufficiali, iniziò l'assedio della fortezza.[9]

L'assedio

Il generale Montresor

Dopo il rifiuto del comandante della guarnigione di trattare con gli inglesi, questi ultimi aprirono il fuoco contro la piccola fortezza. I britannici circondarono la fortezza e la colpirono ripetutamente ma questo primo bombardamento non ebbe grandi risultati e si dovette attendere per l'arrivo di artiglieria di calibro maggiore.[9]

Il 28 di marzo giunsero sul posto dei pezzi d'artiglieria più adatti all'assedio. Accanto alla prima batteria installata dal capitano Dundas vennero posizionati un cannone da 36 libbre, uno da 24 libbre e due mortai da 13 pollici mentre altri due cannoni da 36 libbre, sempre posizionati lì vicino, vennero protetti da alcune trincee. Il posizionamento di tutti questi cannoni richiese tutta la giornata del 28 marzo e parte di quella del 29. Conclusosi il lavoro, il comandante della guarnigione venne convocato nuovamente: dopo un secondo rifiuto, la fortezza venne nuovamente bombardata. Il fuoco dell'artiglieria inglese cessò solamente dopo che quella francese venne messa a tacere.[10]

Il bombardamento aveva prodotto danni così gravi alla fortezza che ogni resistenza era divenuta pressoché impossibile. Nonostante ciò, la piccola guarnigione francese rifiutò di arrendersi, continuando ad occupare ciò che rimaneva della fortezza sino alle 11:30 del mattino del 30 marzo. Fu solo quando gli inglesi si prepararono ad un assalto che il comandante francese issò bandiera bianca e consegnò la propria guarnigione.[11]

Conseguenze

La prolungata resistenza dei francesi trattenne per quattro giorni le forze del generale Montresor, permettendo al resto delle forze napoleoniche di riunirsi e progettare un piano d'azione per resistere agli inglese. Gli occupanti della fortezza, 78 soldati e 3 ufficiali, vennero fatti prigionieri degli inglesi.[11] La fortezza, invece, giaceva in rovina, praticamente distrutta dal fuoco dei cannoni britannici. Venne ricostruita solo decenni dopo.

Note

  1. ↑ (FR) Abel Hugo, France militaire. Histoire des l'armées françaises de terre et de mer de 1792 a 1833., vol. 5, Parigi, Delloye, 1837, pp. 156-163.
  2. ↑ Vignolle, pp. 117-119.
  3. ↑ Antonio Coppi, Annali d'Italia dal 1750, vol. 7, Stamperia de Romanis, 1834, pp. 118-119.
  4. ↑ Carlo Botta, Storia d'Italia dal 1789 al 1814, Parigi, 1824, pp. 559-560.
  5. ↑ Vignolle, p. 168.
  6. ↑ La battaglia del golfo (PDF), in La Gazzetta della Spezia, n. 4, La Spezia, marzo 2014, pp. 19-31. URL consultato il 24 dicembre 2021.
  7. 1 2 3 Weil, pp. 434-435.
  8. ↑ de Vaudoncourt 1817, p. 178.
  9. 1 2 Weil, p. 440.
  10. ↑ Weil, p. 442.
  11. 1 2 Weil, pp. 449-450.

Bibliografia

Voci correlate

Collegamenti esterni

  • La battaglia del golfo (PDF), in La Gazzetta della Spezia, n. 4, La Spezia, marzo 2014, pp. 19-31. URL consultato il 23 settembre 2021.