Aster bellidiastrum
| Astro falsa pratolina | |
|---|---|
![]() | |
| Stato di conservazione | |
Specie non valutata | |
| Classificazione APG IV | |
| Dominio | Eukaryota |
| Regno | Plantae |
| (clade) | Angiosperme |
| (clade) | Mesangiosperme |
| (clade) | Eudicotiledoni |
| (clade) | Eudicotiledoni centrali |
| (clade) | Superasteridi |
| (clade) | Asteridi |
| (clade) | Euasteridi |
| (clade) | Euasteridi II |
| Ordine | Asterales |
| Famiglia | Asteraceae |
| Sottofamiglia | Asteroideae |
| Tribù | Astereae |
| Sottotribù | Asterinae |
| Genere | Aster |
| Specie | A. bellidiastrum |
| Classificazione Cronquist | |
| Dominio | Eukaryota |
| Regno | Plantae |
| Superdivisione | Spermatophyta |
| Divisione | Magnoliophyta |
| Classe | Magnoliopsida |
| Sottoclasse | Asteridae |
| Ordine | Asterales |
| Famiglia | Asteraceae |
| Genere | Aster |
| Specie | A. bellidiastrum |
| Nomenclatura binomiale | |
| Aster bellidiastrum (L.) Scop., 1771 | |
| Nomi comuni | |
|
Bellidiastro | |
L'astro falsa pratolina (Aster bellidiastrum (L.) Scop., 1771) è una piccola pianta erbacea, perenne spontanea dei pascoli collinari e montani appartenente alla famiglia delle Asteracee.[1]
Descrizione
L'altezza di queste piante può variare da 1 – 2 dm. La forma biologica della pianta è definita come emicriptofita rosulata (H ros): ossia è una pianta perennante per mezzo di gemme al livello del terreno protette dalla lettiera o dalla neve, mentre le foglie sono disposte a formare una rosetta basale.
Radici
Fusto
- Parte ipogea: la parte sotterranea del fusto consiste in un rizoma troncato di tipo fittonante.
- Parte epigea: la parte aerea è eretta, più o meno pelosa (pelosità appressata).
Foglie
Sono presenti solo foglie radicali disposte in rosetta a forma ovato-spatolata (o anche oblaceolata); la superficie è peloso-irsuta; i margini sono dentati (con 13 – 19 denti). Dimensione della lamina: larghezza 17 – 25 mm; lunghezza 30 – 50 mm.
Infiorescenza

L'infiorescenza è composta da un solo capolino con la tipica forma di una margherita. La struttura dei capolini è quella delle Asteracee: il peduncolo sorregge un involucro cilindrico composto da diverse squame che fanno da protezione al ricettacolo nudo e piano nella parte terminale sul quale s'inseriscono due tipi di fiori: i fiori esterni ligulati, e i fiori centrali tubulosi. In particolare quelli periferici sono femminili, sono disposti su un'unica circonferenza (o raggio o serie)[2] ed hanno una corolla ligulata con la ligula molto allargata; quelli interni, tubulosi, sono altrettanto numerosi e sono ermafroditi. Le squame dell'involucro sono spiralate in più serie (2 – 3 o più). Lunghezza dei peduncoli: 2 – 3 cm. Diametro del capolino: 2 – 3,5 cm. Diametro dell'involucro: 8 mm. Dimensioni delle squame: larghezza 1 - 1,5 mm; lunghezza 6 – 8 mm.
Fiore
I fiori sono zigomorfi (quelli periferici ligulati) e attinomorfi(quelli centrali tubolosi). Entrambi sono tetra-ciclici (formati cioè da 4 verticilli: calice – corolla – androceo – gineceo) e pentameri (calice e corolla formati da 5 elementi).[3]
- * K 0/5, C (5), A (5), G (2), infero, achenio[4]
- I sepali del calice sono ridotti ad una coroncina di squame quasi inesistenti.
- I petali della corolla sono 5; i fiori di tipo tubuloso sono saldati a tubo e terminano in cinque dentelli (o lacinie) appena visibili, quelli ligulati sono saldati a tubo nella parte basale e si prolungano in una ligula nastriforme lanceolata o quasi lineare. I fiori periferici (ligulati) sono bianchi e porporini al rovescio; quelli centrali (tubulosi) sono giallo-chiaro. Dimensione dei fiori ligulati: larghezza 2 mm; lunghezza 14 mm. Lunghezza dei fiori tubulosi: 6 – 7 mm.
- Gli stami (5) hanno delle antere arrotondate alla base; sono saldate e formano una specie di manicotto avvolgente lo stilo.
- Gineceo: i carpelli sono due e formano un ovario bicarpellare infero uniloculare. Lo stilo è unico, appiattito e terminante in uno stigma bifido con appendici sterili e brevi peli..
- Fioritura: da maggio a luglio.
Frutti
Biologia
Riproduzione
Questa specie si riproduce per impollinazione tramite insetti (impollinazione entomogama).
La dispersione dei semi avviene inizialmente a causa del vento (dispersione anemocora); una volta caduti a terra sono dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (mirmecoria).
Distribuzione e habitat
- Distribuzione: il tipo corologico (area di origine) è Orofita – Sud Est Europeo.
Distribuzione della specie in Italia (Distribuzione regionale[5] – Distribuzione alpina[6])
In Italia è comune nelle Alpi, più a sud è più rara. Fuori dall'Italia è comune ovunque in Europa dalla Francia al Montenegro, fino alla Transilvania e Carpazi (sono esclusi i rilevi più a occidente come i Pirenei). - Habitat: l'habitat tipico sono le vicinanze a sorgenti, le rupi stillicidiose e i pascoli alpini; ma anche le torbiere basse. Il substrato preferito è calcareo o misto con pH basico, terreno a bassi valori nutrizionali e mediamente umido.
- Distribuzione altitudinale: sui rilievi queste piante si possono trovare a quote comprese tra 1100 e 2500 m s.l.m. (raramente da 200 a 2800 m s.l.m.); frequentano quindi i seguenti piani vegetazionali: montano e subalpino.
Fitosociologia
Dal punto di vista fitosociologico la specie di questa voce appartiene alla seguente comunità vegetale[6]:
- Formazione: delle comunità delle praterie rase dei piani subalpino e alpino con dominanza di emicriptofite
- Classe: Elyno-Seslerietea variae
- Formazione: delle comunità delle praterie rase dei piani subalpino e alpino con dominanza di emicriptofite
Tassonomia
La famiglia delle Asteracee (o Compositae, nomen conservandum) è la più numerosa del mondo vegetale, comprende oltre 23000 specie distribuite in 1720 generi[7].
Il basionimo per questa specie è: Doronicum bellidiastrum L. (1753).
Sinonimi
L'elenco che segue indica alcuni tra i sinonimi più comuni[8]:
- Bellidastrum michelii Cass. (1817)
- Bellidiaster montanus Dumort. (1829)
- Bellidiastrum montanum Bluff & Fingerh. (1825)
- Bellidiastrum subalpinum Schrank (1816)
- Doronicum bellidiastrum L.
Specie simili
Si distingue dalle specie del genere Bellis in quanto le setole del pappo sono persistenti. Un altro fiore simile è la "Pratolina" (Bellis perennis); si distinguono in quanto quest'ultimo fiore è più piccolo e la rosetta basale è appiattita. Altri fiori simili sono le "classiche margherite" (genere Leucanthemum), ma sono più alte e possiedono foglie caulinari.
Usi
Questo fiore viene usato nei giardini rocciosi e alpini in zone semi-ombreggiate. Può essere moltiplicato per divisione del piede a primavera (ma si riproduce anche per seme).[9]
Note
- ↑ (EN) Aster bellidiastrum, su Plants of the World Online, Royal Botanic Gardens, Kew. URL consultato il 19 marzo 2026.
- ↑ Pignatti, vol. 3, pag. 7.
- ↑ Pignatti, vol. 3, pag. 1.
- ↑ Tavole di Botanica sistematica, su dipbot.unict.it. URL consultato il 20 dicembre 2010 (archiviato dall'url originale il 14 maggio 2011).
- ↑ An annotated checklist of the Italian Vascular Flora, pag. 61.
- 1 2 Flora Alpina, vol. 2, pag. 432.
- ↑ (EN) Accepted genera of Asteraceae, su Plants of the World Online, Royal Botanic Gardens, Kew. URL consultato il 22 febbraio 2026.
- ↑ Index synonymique de la flore de France, su www2.dijon.inra.fr. URL consultato il 2 gennaio 2011.
- ↑ Motta, vol. 1, pag. 282.
Bibliografia
- Giacomo Nicolini, Enciclopedia Botanica Motta. Volume primo, Milano, Federico Motta Editore, 1960, p. 282.
- Funk V.A., Susanna A., Stuessy T.F. and Robinson H., Classification of Compositae (PDF), in Systematics, Evolution, and Biogeography of Compositae, Vienna, International Association for Plant Taxonomy (IAPT), 2009. URL consultato il 3 gennaio 2011 (archiviato dall'url originale il 14 aprile 2016).
- AA.VV., The Astereae Working Group.
- Sandro Pignatti, Flora d'Italia. Volume terzo, Bologna, Edagricole, 1982, pp. pag.20, ISBN 88-506-2449-2.
- D.Aeschimann, K.Lauber, D.M.Moser, J-P. Theurillat, Flora Alpina. Volume secondo, Bologna, Zanichelli, 2004, p. 432.
- 1996 Alfio Musmarra, Dizionario di botanica, Bologna, Edagricole.
- F.Conti, G.Abbate, A.Alessandrini, C.Blasi, An annotated checklist of the Italian Vascular Flora, Roma, Palombi Editore, 2005, p. 61, ISBN 88-7621-458-5.
- Eduard Strasburger, Trattato di botanica. Vol. 2: Evoluzione sistematica ed ecologia, Roma, Carlo Delfino editore, 2007, ISBN 9788872873458.
Altri progetti
Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Aster bellidiastrum
Wikispecies contiene informazioni su Aster bellidiastrum
Collegamenti esterni
- Bellidiastrum michelii Catalogazione floristica - Università di Udine
- Bellidiastrum michelii Flora delle Alpi Marittime Database
- http://193.62.154.38/cgi-bin/nph-readbtree.pl/feout?FAMILY_XREF=&GENUS_XREF=Bellidiastrum Flora Europaea (Royal Botanic Garden Edinburgh) Database
- Bellidiastrum michelii Erbe e fiori del Cuneese
- Bellidiastrum michelii, su Germplasm Resources Information Network (GRIN). URL consultato il 20 gennaio 2021 (archiviato dall'url originale il 13 dicembre 2012).
- Bellidiastrum michelii IPNI Database
- Bellidiastrum michelii Tropicos Database
- Bellidiastrum michelii ZipcodeZoo Database
