Atala Stamaty

Un ritratto di Atala Varcollier dipinto da Hortense Haudebourt-Lescot nel 1833

Atala Stamaty, anche nota come Atala Varcollier in seguito al matrimonio (Roma, 11 agosto 1803 – Parigi, 5 settembre 1885), è stata una pittrice francese.

Biografia

Paulina Maria Francisca Atala Stamaty era figlia di Constantin Stamaty (1761-1818), un diplomatico originario di Costantinopoli,[1] e di Marie-Thérèse Nanine Surdun (1776-1846). Aveva due fratelli: Camille-Marie Stamaty (1811-1870) e Pie-Joachim-Amédée-Emmanuel Stamaty (1805-1831). Venne battezzata il 13 agosto del 1803 a Roma, e il suo padrino fu François-René de Chateaubriand, l'autore del romanzo Atala.[2][3]

Stamaty divenne un'allieva di Ingres, un artista francese che risiedette in Italia dal 1806 al 1824, grazie a una borsa di studio. Ingres ritrasse la famiglia della sua allieva in un disegno del 1818 circa, conservato al museo del Louvre:[2][4] sullo sfondo è presente un tondo che ritrae la testa della Grande odalisca, dipinta da Ingres nel 1814.[5] Secondo alcuni studiosi, invece di essere la riduzione dipinta dallo stesso Ingres e oggi conservata a Cambrai, il tondo raffigurato nel disegno sarebbe una copia disegnata proprio da Atala, datata 1816 e conservata al museo Ingres Bourdelle di Montauban.[6][7] Allora la Grande odalisca non era nota al grande pubblico, in quanto sarebbe stata esposta per la prima volta solo al Salone del 1819.[8] Lo studioso Dimitri Salmon ha ipotizzato che il volto dell'odalisca possa corrispondere a quello della giovane Atala, ma va detto che quest'ultima aveva solo dieci anni quando venne dipinta l'opera.[3][9]

Un ritratto a matita di Atala Stamaty disegnato da Ingres nel 1855

Intorno al 1820, poco dopo aver compiuto sedici anni, ella sposò Michel Augustin Varcollier (1795-1882), consigliere della prefettura della Senna, e in seguito capo della divisione di belle arti della prefettura della Senna.[10] Ella espose al Salone dal 1827 al 1833.

Fu una copista di professione, e nel 1831 lo stato francese acquistò una sua tela che si rifaceva alla Sacra Famiglia di Raffaello.[5] Nella cattedrale di Sant'Andrea a Bordeaux si conserva una copia della pala d'altare dipinta da Guillaume Courtois, detto il Borgognone, per l'altare maggiore della chiesa di Sant'Andrea al Quirinale, a Roma.[5] In seguito Atala Stamaty avrebbe realizzato una copia del celebre Autoritratto a 24 anni del suo maestro Ingres (dopo i ritocchi effettuati da quest'ultimo nel 1850).[11][12]

Morì all'età di ottantadue anni nella sua casa situata nel settimo arrondissement di Parigi. Venne sepolta l'8 settembre del 1885 nella sedicesima divisione del cimitero di Montmartre.

Note

  1. ↑ (EN) (#50) * Atala Varcollier, née Stamaty Paris 1803 - 1885, su Sothebys.com. URL consultato l'8 ottobre 2025.
  2. 1 2 (FR) Jean-Auguste-Dominique Ingres, La famille Stamaty, 1818. URL consultato l'8 ottobre 2025.
  3. 1 2 (FR) Les collections du département des arts graphiques - La famille Stamaty - INGRES Jean Auguste Dominique, su arts-graphiques.louvre.fr. URL consultato l'8 ottobre 2025.
  4. ↑ Salmon 2006, p. 23.
  5. 1 2 3 (FR) Aleksandra Kovacevic, Atala Stamaty-Varcollier (1803-1885), su Femmes copistes, 15 gennaio 2020. URL consultato l'8 ottobre 2025.
  6. ↑ Jacques Foucart, Ingres in Italia, (1806-1824, 1835-1841): mostra all'Accademia di Francia, Villa Medici, Roma 26 febbraio - 28 aprile 1968, De Luca, 1968, p. 74. URL consultato l'8 ottobre 2025.
  7. ↑ (FR) Odalisque, su collections.museeingresbourdelle.com. URL consultato l'8 ottobre 2025.
  8. ↑ Sharifzadeh 2013, p. 13.
  9. ↑ Salmon 2006, pp. 24-25.
  10. ↑ Johnson e Ogawa 2005, p. 52.
  11. ↑ Tinterow et alii 1999, p. 457.
  12. ↑ Cuzin e Salmon 2006, p. 82.

Bibliografia

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