Atto di primavera

Atto di primavera
Maria ai piedi della croce
Titolo originaleActo de primavera
Paese di produzionePortogallo
Anno1963
Durata94 min
Generedrammatico
RegiaManoel de Oliveira
SoggettoFrancisco Vaz De Guimaraes
SceneggiaturaManoel de Oliveira
ProduttoreManoel de Oliveira
FotografiaManoel de Oliveira
MontaggioManoel de Oliveira
Interpreti e personaggi
  • Nicolau Nunes Da Silva: Cristo
  • Ermelinda Pires: Madonna
  • Maria Madalena: Maddalena
  • Amélia Chaves: Veronica
  • Luis De Sousa: Accusatore
  • Francisco Luís: Ponzio Pilato
  • Renato Palhares: Caifa
  • Germano Carneiro: Giuda
  • José Fonseca: Spia
  • Justiniano Alves: Erode
  • João Miranda: San Pietro
  • João Luís: San Giovanni
  • Manuel Criado del Val: Diavolo

Atto di primavera (Acto de primavera) è un film del 1963 diretto da Manoel de Oliveira.

Gli abitanti del villaggio portoghese di Curalha rappresentano ogni anno, in occasione della Pasqua, la Passione di Gesù seguendo il testo del XVI secolo di Francisco Vaz de Guimarães. Il film si conclude con immagine documentaristiche: esplosioni nucleari, scene della seconda guerra mondiale e della guerra del Vietnam.

Acto da Primavera è reperibile sul web in versione originale con sottotitoli in inglese o in italiano.[1]

Accoglienza

Mariolina Diana muove da una testimonianza dello stesso regista che parlò dello spettacolo della rappresentazione popolare della passione di Cristo cui si trovò ad assistere casualmente per scrivere che «come Pasolini e Rossellini anche de Oliveira ci fa vedere il volto del Cristo, della Vergine, dei discepoli sulle facce dei contadini di un piccolo villaggio del Portogallo del Nord».[2]

Atto di primavera rappresenta il ritorno del regista dopo un'assenza dagli schermi di sette anni, essendo il film precedente datato 1956. L'opera, che «segna l’inizio del cinema moderno in Portogallo, [...] non ha nulla a che vedere con i normali documentari sul folklore contadino, che erano finanziati dal governo di Salazar all’ epoca».[3]

Critica

Bruno Roberti parla di coscienza della finzione, di matrice brechtiana che «non attiene però precisamente a uno straniamento quanto a una sorta di stato ipnotico e piuttosto di sogno lucido [...], un plesso animato-inanimato, che è fluido, che si muove impercettibilmente».[4]

Note

  1. ↑ youtube.com, https://www.youtube.com/watch?v=Bg_xG5H6ME4.
  2. ↑ Mariolina Diana, Manoel de Oliveira, in Il Castoro Cinema, Milano, Editrice Il Castoro, maggio-giugno 2000, pp. 29-30.
  3. ↑ festival.ilcinemaritrovato.it, https://festival.ilcinemaritrovato.it/film/__trashed-137/.
  4. ↑ Bruno Roberti, Manoel de Oliveira. Il visibile dell'invisibile, Roma, Edizioni Fondazione Ente dello Spettacolo, novembre 2012, pp. 58-59.

Collegamenti esterni