Auro D'Alba

Auro D'Alba, pseudonimo di Umberto Bottone (Schiavi di Abruzzo, 14 marzo 1888 – Roma, 15 aprile 1965), è stato un poeta italiano del periodo fascista e attivista del regime.

Auro D'Alba
Dati militari
Paese servitoItalia (bandiera) Italia
Forza armata MVSN
GradoLuogotenente generale
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Biografia

Originario di Schiavi in Abruzzo, sin da giovane visse a Roma.

Inizialmente seguace di D'Annunzio, esordì con Lumi d'argento (1905), raccolta di poesie dai toni crepuscolari. Fece seguito nel 1910 la raccolta Corde ai fianchi, alcune delle liriche della quale furono declamate da Marinetti nel corso delle sue celebri serate futuriste. Nel 1913 conobbe personalmente Marinetti e aderì al movimento futurista, componendo poesie come Baionette e collaborando con la rivista di Poesia. Dal 1916 decise di firmare con lo pseudonimo Auro D'Alba tutta la sua produzione successiva, a partire dalle sue opere teatrali I carri e Il cambio, che furono inserite nell'antologia Teatro futurista sintetico. È del 1916 la raccolta di novelle in versi Canzoni della guerra, a cui farà seguito A l'alpeggio, bozzetti frontiera con la xilografia in copertina di Mario Bellusi, pubblicata nel 1917 dall'editore Taddei.

Nell'intento di rompere con la tradizione letteraria italiana, collaborò dal 1915 al 1917 con la rivista La Diana del napoletano Gherardo Marone che si ispirava all'avanguardismo. Arruolatosi, combatté al fronte nella prima guerra mondiale guadagnando una medaglia d'argento e una croce di guerra.

Nel 1919 abbandonò il movimento futurista, entrò nei Fasci di combattimento e divenne collaboratore del Popolo d'Italia; fondò una propria squadra detta La Guascona, partecipando a diverse azioni e alla marcia su Roma. L'entusiasmo per il regime di Mussolini lo portò a dedicarsi soprattutto alla poetica della cosiddetta "ebbrezza fascista": a questo periodo appartengono inni come Battaglioni M, Preghiera del legionario prima della battaglia e Inno della SS italiana, ma anche la Preghiera del vigile del fuoco del 1940. Questi componimenti gli valsero la nomina a «poeta ufficiale della milizia».[1]

Fu fra i 250, chiamati a partecipare ai lavori e a firmare, il Manifesto degli Intellettuali Fascisti, voluto da Giovanni Gentile, nel 1925[2].

Nel 1930 ebbe un discreto successo il romanzo Nostra famiglia che, come il resto della sua produzione degli anni '30, esaltava alcuni valori del regime come la famiglia, la disciplina, la colonizzazione e la guerra.

Una vicenda privata tuttavia provocò una svolta nella sua produzione letteraria: il suicidio della figlia diciottenne, Ofelia d'Alba, nel 1932 lo portò alla riscoperta del cattolicesimo e all'introduzione di tematiche religiose nei suoi testi. Questi in realtà vennero ugualmente utilizzati in chiave politica per propagandare la conciliazione tra fascismo e Chiesa cattolica, sulla scia della recente stipula dei Patti Lateranensi.[1]

D'Alba fu ricambiato con riconoscimenti anche di rilievo, come la nomina di console generale a capo dell'ufficio stampa della Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale ed in seguito luogotenente generale.

Alla fine della guerra fu collaboratore de Il Popolo e in seguito, dal 1947 al 1965, dell'Osservatore romano della Domenica firmandosi come Benigno. Nel contempo pubblicò Riù (1949) e I tetti hanno freddo (1954), due raccolte di poesie a tema religioso e l'autobiografia Formato tessera (1956).[1]

Onorificenze e Ricompense

Medaglia d'argento al valore militare - nastrino per uniforme ordinaria
«Mirabile essempio di intrepidezza e di alto spirito militare, sapeva infondere il proppio entusiasmo in un nucleo di uomini male armati da lui raccolti, e li manteneva saldi per ben 18 ore, su di un terreno scoperto, a difessa dell'estrema ala destra della brigata, rallentado con vigorosa resistenza l'avanzata del nemico fino a che tutta la brigata ebbe tempo di retirarsi per ricomporsi in una nuova posizione retrostante. - Cepletischis (Udine), 25-26 otobre 1917.»
Medaglia d'argento al valore militare - nastrino per uniforme ordinaria
«Capo durante tutta la campagna italo-etiopica del reparto mobile stampa, propaganda e storico della M.V.S.N., animato da fervida passione e da piena consapevolezza dei suoi doveri, non esitava a recarsi sulle prime linee in mezzo alle camicie nere combattenti. Durante la battaglia dell'Endertà nella notte del 16 febbraio 1936, sulla posizione di Adi Serghen, tenuta dalla 109a Legione della divisione « 3 Gennaio » e soggetta a reiterati attacchi del nemico, dava bella prova di calmo ardimento, di sereno sprezzo del pericolo, riuscendo di sicuro esempio alle camicie nere impegnate. Durante la battaglia dello Scire nella sera del 4 marzo 1936, nella impervia regione del passo di Af Gagà, sotto la fucileria avversaria e la incombente minaccia di una imboscata, si prodigava di sua iniziativa per riordinare e spingere avanti una colonna di autocarrette, da, cui dípendeva il vettovagliamento ed II munizionamento della Divisione « 21 Aprile » e brillantemente raggiungeva lo scopo con avvedute disposizioni, con vibrante cameratismo, con elevato spirito di sacrificio. - Campagna italo-etiopica 1935-1936 - Adi Serghen, 10 febbraio 1936 - Af Gagà, 4 marzo 1936-XIV.»
Medaglia di bronzo al valore militare - nastrino per uniforme ordinaria
«Benchè sofferente per postumi di gravi lessioni, raggiungeva di sua iniziativa la linea di fuoco della Divisione CC. NN. « 3 Gennaio » impegnata in azione. Nella notte del 16 febbraio, duranti ripetuti violenti attacchi del nemico, si prodigava volontariamente sulla linea con sangue freddo e sprezzo del pericolo. Esempio di valoroso comportamento, di ardente fede e di spirito di sacrificio. - Quamquam - Adi Serghen, 16-17 febbraio 1936-XIV.»

Note

  1. 1 2 3 Manuel Galbiati, Giorgio Seccia, Dizionario biografico della Grande Guerra, Nordpress Edizioni, Chiari (BS), 2009, vol. 1, p. 149. ISBN 9788895774152
  2. ↑ Nuova Storia Contemporanea, Bimestrale di Studi Storici e Politici sull'Età Contemporanea - Il Manifesto degli Intellettuali Fascisti..., Firenze, Editrice Le Lettere, Anno XVII Numero 1 Gennaio Febbraio 2013.

Voci correlate

Collegamenti esterni

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