Nota per la presenza sul territorio comunale del massiccio del Monte Cavallo (2250m s.l.m.), Aviano è meta turistica invernale ed estiva della nota località sciistica di Piancavallo (1250mslm) che ospitò dal 1979 ai primi anni novanta varie gare femminili della Coppa del Mondo di sci alpino.
Origini del nome
Attestato per la prima volta nel 1161 (in Aviano), è sicuramente un prediale derivato dai nomi personali Avidius o Avi(l)lius, se non direttamente da Avianus.
Giovanni Frau cita numerose paraetimologie: amnis avium "fiume degli uccelli", avia "luoghi disastrati, impervi e fuori strada", avius "fuori da strada frequentata", ad viam "verso la strada", ad Janum "presso (un tempio di) Giano"[8].
Il centro abitato sorge ad un'altitudine di 178 m s.l m. (zona Municipio). La quota minima è di 101 m s.l m., mentre la quota massima è pari a 2.251 m s.l m., in corrispondenza di Cima Manera, la vetta più alta del massiccio del Cavallo.
Clima
Il clima di Aviano (classificazione climatica: zona E) è di tipo temperato umido, influenzato dalla vicinanza delle Prealpi Carniche e dalla posizione di raccordo tra la pianura friulana e l'area montana. Gli inverni sono generalmente freddi e piovosi, con frequenti gelate notturne e occasionali nevicate, più frequenti rispetto alla vicina pianura pordenonese. Le temperature medie di gennaio si attestano intorno ai 2-3 °C.
Le stagioni intermedie risultano particolarmente variabili, caratterizzate da rapide alternanze tra periodi miti e fasi più fresche e perturbate. In primavera e in autunno le precipitazioni sono abbondanti, favorite dall'effetto di sbarramento esercitato dai rilievi prealpini. L'estate è generalmente calda ma meno afosa rispetto alle aree di pianura, grazie alle correnti provenienti dalle montagne e alle frequenti precipitazioni temporalesche. Nei mesi di luglio e agosto le temperature massime superano spesso i 28-30 °C, pur mantenendosi generalmente inferiori rispetto alle zone più meridionali della provincia.
Le precipitazioni sono distribuite durante tutto l'anno e raggiungono valori elevati, tipici dell'area pedemontana friulana, con massimi generalmente registrati in primavera e in autunno. La nebbia è un fenomeno relativamente poco frequente e meno persistente rispetto alla pianura, grazie alla maggiore ventilazione e alla vicinanza dei rilievi montuosi.
Stazioni meteorologiche
Nel territorio comunale è ubicata la stazione meteorologica di Aviano, utilizzata per il monitoraggio delle condizioni climatiche dell'area pedemontana pordenonese.
Nella tabella sottostante sono riportati i valori climatologici medi relativi al trentennio di riferimento climatico 1961-1990, registrati presso la stazione meteorologica di Aviano; in particolare, i valori medi mensili e stagionali di temperatura e precipitazioni rilevati nel territorio comunale durante tale periodo di riferimento.
Il territorio avianese è stato classificato con rischio sismico di grado 2 su 4 ovvero zona con pericolosità sismica media. (Ordinanza del PCM n. 3519/2006).
Storia
Reperti ritrovati ad Aviano dimostrano che la zona era popolata sin dall'età del bronzo; i romani colonizzarono il territorio intorno al II secolo a.C.; diventando una zona agricola dipendente dal municipium di Concordia Sagittaria. Il nome stesso, Aviano, deriva da un nome prediale, cioè riferito ad un terreno appartenente ad un proprietario fondiario di nome Avilius o Avidius.
Nell'Alto Medioevo Aviano era composta da pievi e villaggi in corrispondenza delle attuali frazioni.
Attorno all'XI secolo su una collina che dominava la pianura circostante venne edificato dal Patriarcato di Aquileia un castello che venne dato a feudatari locali.
Il castello fu più volte assediato, durante il XIV secolo prima dai Da Camino e poi dai Carraresi, nel 1411 viene espugnato dalle truppe ungheresi dell'imperatore Sigismondo.
Nel 1420, come tutto il resto del territorio del Patriarcato di Aquileia, Aviano entrò a far parte della Repubblica di Venezia.
Nel 1477 e nel 1499 Aviano ed i paesi limitrofi furono devastati da incursioni di truppe turche in cui gran parte della popolazione fu uccisa o fatta prigioniera.
Nel 1631 nella frazione di Villotta nacque Marco d'Aviano, oggi beato, il sacerdote e predicatore dell'ordine cappuccino che fu la guida spirituale dei cattolici durante l'assedio di Vienna del 1683 da parte dell'impero ottomano, il cui fallimento mise fine ai tentativi di sua espansione in Europa occidentale.
Il primo simbolo della Comunità di Aviano è un sigillo della metà del XV secolo riportante un'aquila, ispirata probabilmente all’emblema del patriarcato d'Aquileia. In documenti datati al
1742 è presente un'aquila bicipite sormontata da una corona. L'aquila continuò ad avere due teste anche dopo l'Unità d'Italia ma lo stemma non venne utilizzato durante la prima guerra mondiale poiché troppo simile al simbolo della monarchia austro-ungarica. Nel 1925, l'aquila bicipite venne sostituita con delibera consiliare da un'«aquila italiana a volo spiegato reggente negli artigli un nastro con il motto latino: COMUNITAS AVIANENSIS».[9]
Lo stemma comunale venne riconosciuto ufficialmente con decreto del capo del governo del 16 febbraio 1943.[10]
«D'azzurro, all'aquila monocefala d'argento, coronata d'oro. Al capo del Littorio.[11]»
L'emblema attualmente in uso riprende la figura storica dell'aquila bicipite, sormontata da un giglio schiacciato e caricata in petto di uno scudetto d'argento recante la scritta COMUNE DI AVIANO.
Il gonfalone, concesso con D.P.R. del 1º febbraio 1956, è un drappo di colore bianco fiancheggiato di azzurro.[11]
Chiesa di San Gregorio; in località Castello, all'interno vi è un ciclo affrescato della Passione di Cristo di Gianfrancesco da Tolmezzo risalente alla fine del XV secolo (1497).
Santuario della Madonna del Monte: costruito nel 1615 sul luogo di un'apparizione mariana, avvenuta secondo la tradizione nel 1510, fu rimaneggiato successivamente in stile barocco[12].
Chiesetta di Santa Caterina, in località Marsure, costruita nel XV secolo e affrescata riccamente con scene della vita della Santa.Chiesa parrocchiale di Villotta di Aviano
Chiesa parrocchiale di Giais, conserva una pala barocca di Osvaldo Gortanutti.
Chiesa parrocchiale di San Martino (frazione di San Martino di Campagna). Custodisce al suo interno una tela di Pomponio Amalteo e alcune opere lignee del XVII secolo.
Castello di Aviano; costruito nella prima metà del X secolo su una collina, ne restano due torri, resti del mastio e parte della cinta muraria entro la quale si trovano la chiesa di Santa Maria e Giuliana in Castello ed alcune abitazioni. Nella medesima frazione è degno di menzione il Parco Policreti, oggi sede di un golf club[13].
Il paese di Aviano presenta una totalità di 7 ville venete tutelate dall'Istituto Regionale Ville Venete (IRVV)[14]. Oltre a Villa Policreti-Fabris con l'annesso oratorio affrescato, sono visitabili Villa Bonassi e Villa Zanussi-Fabris. Si deve poi ricordare l'imponente presenza di Villa Menegozzi-Brazzoduro risalente alla metà del XVIII secolo (l'interno è impreziosito da vedute paesaggistiche eseguita con la tecnica a tempera).
Architetture militari
Caccia-bombardieri F-15E dell'USAF all'aeroporto di AvianoLa Base aerea di Aviano (in inglese Aviano Air Base o semplicemente Aviano AB) è un'infrastruttura militare italiana utilizzata dall'USAF, l'aeronautica militare statunitense. Si trova nel comune di Aviano, in Friuli-Venezia Giulia, ai piedi delle Prealpi Carniche, circa 15 chilometri a nord di Pordenone. Nella base ha sede il 31st Fighter Wing dell'aeronautica militare statunitense, a sua volta parte dell'USAFE (United States Air Forces in Europe). La base, dal 1992 al 1º novembre 2005, fu anche il quartier generale della Sixteenth Air Force, ora situata alla base aerea di Ramstein in Germania. L'Aeronautica Militare ha il comando dell'aeroporto "Pagliano e Gori" di Aviano, per "garantire la sovranità nazionale e sovrintendere all'applicazione degli accordi bilaterali relativi alla presenza di reparti USAF rischierati sulla base".
Su una delle cime del Monte Cavallo è posta una Madonna in bronzo, opera dello scultore pordenonese Pierino Sam (1921-2010). Dello stesso autore la statua in bronzo di padre Marco d'Aviano in via Villanova a Pordenone.
un Faggio (Fagus sylvatica L.) sul Pian delle More, ad un'altitudine di 1170 m s.l.m. (latitudine su GIS 46° 07' 46,3''; longitudine su GIS 12° 31' 41,45''): questo Faggio si presenta con una circonferenza del fusto di 470cm e si sviluppa per un'altezza di 18 metri;
un Acero campestre (Acer campestre L.) sul Colle di San Giorgio, ad un'altitudine di 264 m s.l.m. (latitudine su GIS 46° 04' 36,19''; longitudine su GIS 12° 34' 11,95''): questo Acero vanta una circonferenza del fusto di 679cm ed un'altezza di 13 metri;
una Sofora del Giappone (Styphnolobium japonicum (L.) Schott) a Castello d'Aviano, ad un'altitudine di 131 m s.l.m. (latitudine su GIS 46° 02' 58,95''; longitudine su GIS 12° 33' 51,66''): l'albero, alto 8 metri, ha una circonferenza del fusto di 180cm.
I tre alberi sono stati classificati come monumentali secondo i criteri di età e/o dimensioni e per forma e portamento.
Ad Aviano, accanto alla lingua italiana, la popolazione utilizza la lingua friulana. Ai sensi della Deliberazione n. 2680 del 3 agosto 2001 della Giunta della Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia, il Comune è inserito nell'ambito territoriale di tutela della lingua friulana ai fini della applicazione della legge 482/99, della legge regionale 15/96 e della legge regionale 29/2007[17]. La lingua friulana che si parla ad Aviano rientra fra le varianti appartenenti al friulano occidentale[18].
Particolarità dei cognomi
Caso raro (ma non unico) in Italia, ad Aviano si rileva un'altissima frequenza di doppi cognomi. Infatti, a partire dalla seconda metà dell'Ottocento, non è chiaro se in seguito a un evento particolare, si è cominciato ad ufficializzare i soprannomi di famiglia, evitando così la confusione generata dalla presenza di omonimi. Questo fenomeno è avvenuto in modo irregolare: alcuni cognomi non sono mai stati accompagnati dai rispettivi soprannomi, di altri esistono sia la forma doppia sia la forma singola, altri ancora sono provvisti di trattino per separare i due elementi; vi sono poi famiglie che nel tempo hanno perso il secondo cognome. Ciò fa intuire come l'ufficializzazione del soprannome non sia stata obbligata, ma che derivi da una scelta volontaria dei singoli[19].
Il fenomeno si rileva con una certa abbondanza anche nei vicini comuni di Frisanco e Maniago[19].
Cultura
Nel mese di agosto, sin dal 1969 si tiene il Festival Internazionale del Folclore di Aviano-Piancavallo a cui partecipano numerosi gruppi folcloristici provenienti da diverse nazioni. L'evento è organizzato dal gruppo folcloristico Federico Angelica e dalla Pro Loco Aviano.
Ad Aviano ha sede il C.R.O. (Centro di Riferimento Oncologico) che si occupa di prevenzione, diagnosi, cura e ricerca sui tumori, uno dei pochi presenti in Italia e punto di riferimento per il nord-est italiano.
Il 3 luglio 2004 la 1ª tappa del Giro Rosa 2004 è transitata nel territorio comunale di Aviano.
Il 22 maggio 2011 la 15ª tappa del Giro d'Italia 2011 (Conegliano - Gardeccia/Val di Fassa) è transitata per Piancavallo con il GPM aggiudicato a Emanuele Sella
Il 26 maggio 2017 la 19ª tappa del Giro d'Italia 2017 si è conclusa a Piancavallo con la vittoria di Mikel Landa.
Il 18 ottobre 2020 è terminata la 15' tappa del giro d'Italia con la vittoria di Tao Geoghegan Hart.
In inverno, dal versante veneto di Tambre a Piancavallo, viene disputata la manifestazione di Sci di alpinismo "Transcavallo"
In estate, da Aviano a Piancavallo, viene disputata la manifestazione di corsa in montagna "10 miglia Aviano Piancavallo"
Note
↑Toponimo ufficiale in lingua friulana, sancito dal DPReg 016/2014, vedi Toponomastica ufficiale, su arlef.it.
↑Carla Marcato, Aviano, in Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, Garzanti, 1996, p.49, ISBN88-11-30500-4.
↑Mario Giovanni Battista Altan, Lo stemma del comune di Aviano, in Avian rivista 52. Congres, 21 setembar 1975, Società filologica friulana, 1975, pp.155-159.
↑Aviano, su Archivio Centrale dello Stato. URL consultato il 1º luglio 2023.