Azolla caroliniana

Azolla caroliniana
Azolla caroliniana
Classificazione scientifica
DominioEukaryota
RegnoPlantae
SottoregnoTracheophyta
DivisionePolypodiophyta
ClassePolypodiopsida
SottoclassePolypodiidae
OrdineSalviniales
FamigliaSalviniaceae
GenereAzolla
SpecieA. caroliniana
Nomenclatura binomiale
Azolla caroliniana
Willd.

Azolla caroliniana Willd., 1810[1] è una pteridofita acquatica appartenente alla famiglia Salviniaceae, in grado di stabilire una simbiosi con il cianobatterio azotofissatore Anabaena azollae.

Distribuzione e habitat

La pianta è nativa delle Americhe (Carolina) e si estende dal Nord America all'Ontario, e dalle coste dell'est del Wisconsin e del Texas sino ai Caraibi e nell'America del Sud dal sud-est del Messico (Chiapas) sino al nord dell'Argentina e dell'Uruguay.

Descrizione

È nota per essere una pianta ossigenante acquatica, con piccole fronde di lunghezza variabile tra i 5 e i 10 mm, di un colore variabile dal verde scuro al rossiccio nella stagione invernale. La superficie delle piante è coperta di una leggera peluria e conferisce loro un effetto vellutato. Può sopravvivere in acqua anche alla temperatura di minimo 5 °C, ma cresce in maniera migliore in estate, con temperature comprese tra i 25 ed i 30 °C.

Coltivazione e usi

Azolla caroliniana viene tutt'oggi coltivata in Asia come biofertilizzante naturale nelle risaie, rinomata per la sua abilità di fissare i nitrati (v. caratteristiche generali dell'Azolla). Le piccole fronde sono inoltre utilizzate come cibo per i pesci, anatre e maiali e come piante decorative in terrarium o acquari con specie tropicali, come in vasche a cielo aperto; si propaga per divisione e come tale cresce molto rapidamente ma di difficile eradicazione.

Per il suo estremo vigore prolifico che in poco tempo può ricoprire la superficie degli specchi d'acqua impattando sugli equilibri ecologici, è inserita nella lista nera delle piante alloctone invasive della Regione Lombardia, che invita a non diffonderla in natura, essendo ampiamente reclamizzata e commercializzata[2].

Note

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