Azoturo di litio
| Azoturo di litio | |
|---|---|
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| Nome IUPAC | |
| azoturo di litio | |
| Nomi alternativi | |
| litio azide azotidrato di litio | |
| Caratteristiche generali | |
| Formula bruta o molecolare | LiN3 |
| Numero CAS | |
| Numero EINECS | 243-177-1 |
| PubChem | 88163 e 4176279 |
| SMILES | [Li+].[N-]=[N+]=[N-] |
| Indicazioni di sicurezza | |
| Simboli di rischio chimico | |
L'azoturo di litio, nome sistematico triazoturo di litio,[1][2] è il sale di litio dell'acido azotidrico HN3; la sua formula minima è LiN3.[3]
In condizioni ambiente si presenta come un solido cristallino incolore o polvere bianca; è molto igroscopico e solubilissimo in acqua; è discretamente solubile in alcol etilico assoluto e in idrazina, ma è praticamente insolubile in etere etilico.[4]
Il triazoturo di litio cristallizza nel sistema monoclino, nel gruppo spaziale C2/m (No 12), con Z = 2 (2 unità LiN3 nella cella elementare).[5] Le distanze N-N nell'anione triazoturo sono (116,2 ± 1,4) pm. LiN3 è isomorfo α-NaN3, la forma stabile a bassa temperatura del triazoturo di sodio. [6]
È un composto chimico instabile e tossico, se riscaldato si decompone violentemente in nitruro di litio e azoto:[7]
3 LiN3 → Li3N + 4 N2 ↑
Questo a differenza dei triazoturi degli altri metalli alcalini che si decompongono nel metallo e azoto.[8]
Sintesi
Il triazoturo di litio si può ottenere in una reazione di doppio scambio fra il triazoturo di sodio e il nitrato di litio:
NaN3 + LiNO3 → LiN3 + NaNO3
triazoturo di sodio e solfato di litio:[9]
NaN3 + Li2SO4 → LiN3 + Na2SO4[10]
acetato di litio e azoturo di piombo:
2 CH3COOLi + Pb(N3)2 → Pb(CH3COOH)2 + 2 LiN3
Note
- ↑ NEIL G. CONNELLY e TURE DAMHUS (a cura di), Nomenclature of inorganic chemistry: IUPAC recommendations 2005, Royal society of chemistry, 2005, p. 73, ISBN 978-0-85404-438-2.
- ↑ Brief Guide to the Nomenclature of Inorganic Chemistry (PDF), su iupac.org. URL consultato il 27 aprile 2026.
- ↑ Lithium azide, su chemspider.com. URL consultato il 7 aprile 2026.
- ↑ lithium azide, su chemister.ru. URL consultato il 27 aprile 2026.
- ↑ (DE) Jan d'Ans e Ellen Lax, Elemente, anorganische Verbindungen und Materialien, collana Taschenbuch für Chemiker und Physiker / D'Ans, 4ª ed., Verlag nicht ermittelbar, 1998, pp. 536 e seguenti, ISBN 978-3-540-60035-0.
- ↑ (EN) G. E. Pringle e D. E. Noakes, The crystal structures of lithium, sodium and strontium azides, in Acta Crystallographica Section B: Structural Crystallography and Crystal Chemistry, vol. 24, n. 2, 15 febbraio 1968, pp. 262–269, DOI:10.1107/S0567740868002062. URL consultato il 27 aprile 2026.
- ↑ Prabhat Kumar, Conceptual Inorganic Chemistry, SHRI BALAJI PUBLICATIONS, 2017, p. 278.
- ↑ Nils Wiberg, Egon Wiberg e Arnold Frederik Holleman, Anorganische Chemie, 103. Auflage, De Gruyter, 2017, p. 774, ISBN 978-3-11-026932-1.
- ↑ Si sciolgono in 7 ml di acqua distillata 1,3 g di triazoturo di sodio ed 1,41 g di solfato di litio monoidrato (riscaldando moderatamente) e si ottiene un precipitato bianco di solfato di sodio e triazoturo di litio. Si aggiungono quindi 35 ml di etanolo al 96% e si mischia il tutto. Il triazoturo di litio si troverà disciolto nell'etanolo. Basta filtrare il tutto, rimuovere il solfato di sodio ed essiccare la miscela di etanolo a 80 °C.
- ↑ λ » LambdaSyn – Darstellung von Lithiumazid, su lambdasyn.org.
Voci correlate
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