Azoturo di litio

Azoturo di litio
struttura cristallina dell'azoturo di litio
struttura cristallina dell'azoturo di litio
Nome IUPAC
azoturo di litio
Nomi alternativi
litio azide
azotidrato di litio
Caratteristiche generali
Formula bruta o molecolareLiN3
Numero CAS19597-69-4
Numero EINECS243-177-1
PubChem88163 e 4176279
SMILES
[Li+].[N-]=[N+]=[N-]
Indicazioni di sicurezza
Simboli di rischio chimico
Molto tossico Pericoloso in ambiente

L'azoturo di litio, nome sistematico triazoturo di litio,[1][2] è il sale di litio dell'acido azotidrico HN3; la sua formula minima è LiN3.[3]

In condizioni ambiente si presenta come un solido cristallino incolore o polvere bianca; è molto igroscopico e solubilissimo in acqua; è discretamente solubile in alcol etilico assoluto e in idrazina, ma è praticamente insolubile in etere etilico.[4]

Il triazoturo di litio cristallizza nel sistema monoclino, nel gruppo spaziale C2/m (No 12), con Z = 2 (2 unità LiN3 nella cella elementare).[5] Le distanze N-N nell'anione triazoturo sono (116,2 ± 1,4) pm. LiN3 è isomorfo α-NaN3, la forma stabile a bassa temperatura del triazoturo di sodio. [6]

È un composto chimico instabile e tossico, se riscaldato si decompone violentemente in nitruro di litio e azoto:[7]

3 LiN3   →   Li3N + 4 N2 ↑

Questo a differenza dei triazoturi degli altri metalli alcalini che si decompongono nel metallo e azoto.[8]

Sintesi

Il triazoturo di litio si può ottenere in una reazione di doppio scambio fra il triazoturo di sodio e il nitrato di litio:

NaN3 + LiNO3   →   LiN3 + NaNO3

triazoturo di sodio e solfato di litio:[9]

NaN3 + Li2SO4   →   LiN3 + Na2SO4[10]

acetato di litio e azoturo di piombo:

2 CH3COOLi + Pb(N3)2 → Pb(CH3COOH)2 + 2 LiN3

Note

  1. ↑ NEIL G. CONNELLY e TURE DAMHUS (a cura di), Nomenclature of inorganic chemistry: IUPAC recommendations 2005, Royal society of chemistry, 2005, p. 73, ISBN 978-0-85404-438-2.
  2. ↑ Brief Guide to the Nomenclature of Inorganic Chemistry (PDF), su iupac.org. URL consultato il 27 aprile 2026.
  3. ↑ Lithium azide, su chemspider.com. URL consultato il 7 aprile 2026.
  4. ↑ lithium azide, su chemister.ru. URL consultato il 27 aprile 2026.
  5. ↑ (DE) Jan d'Ans e Ellen Lax, Elemente, anorganische Verbindungen und Materialien, collana Taschenbuch für Chemiker und Physiker / D'Ans, 4ª ed., Verlag nicht ermittelbar, 1998, pp. 536 e seguenti, ISBN 978-3-540-60035-0.
  6. ↑ (EN) G. E. Pringle e D. E. Noakes, The crystal structures of lithium, sodium and strontium azides, in Acta Crystallographica Section B: Structural Crystallography and Crystal Chemistry, vol. 24, n. 2, 15 febbraio 1968, pp. 262–269, DOI:10.1107/S0567740868002062. URL consultato il 27 aprile 2026.
  7. ↑ Prabhat Kumar, Conceptual Inorganic Chemistry, SHRI BALAJI PUBLICATIONS, 2017, p. 278.
  8. ↑ Nils Wiberg, Egon Wiberg e Arnold Frederik Holleman, Anorganische Chemie, 103. Auflage, De Gruyter, 2017, p. 774, ISBN 978-3-11-026932-1.
  9. ↑ Si sciolgono in 7 ml di acqua distillata 1,3 g di triazoturo di sodio ed 1,41 g di solfato di litio monoidrato (riscaldando moderatamente) e si ottiene un precipitato bianco di solfato di sodio e triazoturo di litio. Si aggiungono quindi 35 ml di etanolo al 96% e si mischia il tutto. Il triazoturo di litio si troverà disciolto nell'etanolo. Basta filtrare il tutto, rimuovere il solfato di sodio ed essiccare la miscela di etanolo a 80 °C.
  10. ↑ λ » LambdaSyn – Darstellung von Lithiumazid, su lambdasyn.org.

Voci correlate

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