BMX freestyle

La BMX freestyle è una disciplina di acrobazie in bicicletta praticata su bici BMX. È uno sport estremo derivato dal BMX racing e comprende quattro discipline: street, park, trails e flatland.

La BMX freestyle nasce come disciplina negli anni '70, ma è stato riconosciuto ufficialmente dalla Unione Ciclistica Internazionale (UCI) solo nel 2016[1]. La BMX freestyle ha fatto il suo debutto olimpico ai Giochi di Tokyo 2020[2].

Storia

Nascita e sviluppo della disciplina

Le prime testimonianze fotografiche della BMX freestyle mostrano Devin e Todd Bank nel 1974 mentre guidano biciclette BMX su una rampa da skateboard alta circa otto piedi, costruita nella loro casa d’infanzia a Westside, in California: ciò segnò la nascita del BMX su rampa[3]. Devin Bank fu anche filmato mentre eseguiva trucchi freestyle di rotazione a 360 gradi sulla strada e in aria, saltando dai marciapiedi.

Nel 1975, la rivista Skateboarder Magazine pubblicò foto di ragazzi in bicicletta che facevano tricks in piscine vuote. Nello stesso anno, i giovani iniziarono a usare biciclette nei canali di cemento a Escondido. Nel 1976 Devin e Todd Bank iniziarono a guidare BMX all’interno del Runway Skatepark a Carson. Bob Haro e John Swanguen praticavano BMX allo Skateboard Heaven, uno skatepark in cemento a San Diego, alla fine del 1976. In seguito portarono il freestyle oltre gli skatepark, creando nuovi trucchi su strade pianeggianti.

Nell’estate del 1978, gli skatepark di Paramount, Lakewood e altri nel Sud della California iniziarono a riservare sessioni o intere giornate esclusivamente alle biciclette BMX. Il corridore BMX Tinker Juarez stava innovando trucchi freestyle nelle vasche “vert” al Lakewood Park, mentre William “Crazy Lacy” Furmage sviluppava nuove manovre freestyle allo skatepark di Paramount.

Verso la fine del 1979, William “Crazy Lacy” Furmage e Tony Ray Davis fondarono il team Super Style II BMX Trick Team, iniziando a esibirsi in spettacoli freestyle durante gare BMX e altri eventi[4]. Dopo il successo del gruppo, nacquero altri team organizzati che guadagnarono rapidamente popolarità. In quel periodo, tuttavia, il movimento freestyle era ancora “underground”. Sebbene alcuni team sponsorizzati dai produttori di BMX girassero gli Stati Uniti, promuovevano lo sport BMX in generale, non specificamente il freestyle.

Picco e declino commerciale

Dal 1980 al 1987, la BMX freestyle aumentò la propria popolarità fino a raggiungere il picco nel 1987. Durante questo periodo, lo sport si sviluppò grazie all’introduzione di nuovi modelli di biciclette, componenti e accessori progettati esclusivamente per il freestyle. Ad esempio, Bob Haro lanciò ogni anno modelli come Haro FST, Sport e Master, caratterizzati da grafiche vivaci, nuovi design e telai innovativi.

All’inizio degli anni ’90, la BMX freestyle subì un calo nella sua popolarità commerciale; di conseguenza, diverse grandi aziende ridussero o interruppero i loro investimenti nello sport. In questo contesto economico, comunità di rider e nuove aziende indipendenti iniziarono a ridefinire lo sport in base ai propri bisogni e interessi, aprendo la strada a quella che è una nuova fase dell’industria, guidata principalmente da marchi di abbigliamento e produttori indipendenti.

Discipline

Street

Lo street è una disciplina che consiste nell’eseguire acrobazie e trick utilizzando elementi urbani come scale, corrimano, marciapiedi, muretti e panchine. A differenza di altre specialità, non si svolge in strutture progettate (come skatepark o rampe), ma sfrutta l’ambiente cittadino come terreno di espressione.

Park

Il park è una disciplina che consiste nel girare esclusivamente negli skatepark, spesso con particolare attenzione alle transizioni delle bowl (vasche) o ai jump box.

Gli skatepark possono essere costruiti in legno, cemento o metallo. Gli stili di guida dipendono dal tipo di struttura: il legno è più adatto a uno stile fluido, con rider che cercano gap (salti tra strutture) e puntano a ottenere i salti più alti dalle rampe. I park in cemento, invece, tendono a includere bowl e pool.

Esistono diverse competizioni dedicate alla disciplina BMX park: gli X Games, ad esempio, si concentrano su trick progressivi e grandi salti, mentre altre competizioni come la Vans BMX Pro Cup danno maggiore importanza a uno stile fluido ed elegante su percorsi con bowl.

Nel giugno 2017, il Comitato Olimpico Internazionale ha incluso il park ai Giochi Olimpici.

Vert

Rampa di vert

Il vert è una disciplina freestyle del BMX che si svolge su una half-pipe composta da due quarter pipe contrapposti (simile a una mini ramp), ma con un’altezza di circa 10–15 piedi (circa 2,5–3,5 metri). La rampa più grande mai utilizzata in competizione è la big air degli X Games, alta 27 piedi (8,2 metri). Entrambe le “pareti” della rampa hanno un’estensione verticale alla fine della transizione, da cui deriva il nome. Il coping è un tubo metallico rotondo posto sul bordo superiore del vert, che aiuta i rider BMX freestyle a eseguire grind e stall sul labbro della rampa.

I rider salgono su ogni lato della rampa eseguendo trick in aria, per poi atterrare nella transizione dopo aver ruotato di 180 gradi. Una run tipica consiste nell’andare da un lato all’altro, superando il coping a ogni passaggio. Sono possibili anche i “lip trick”, ovvero trick eseguiti sulla piattaforma in cima alla rampa prima di rientrare. Molti trick consistono nell’afferrare parti della bici o nello staccare alcune parti del corpo dal mezzo durante l’esecuzione.

Trails

I trails sono percorsi che portano a salti costruiti con terra fortemente compattata. I salti lungo lo stesso percorso, o “linea”, vengono talvolta chiamati “pack”, ad esempio four pack, six pack o eight pack, che indicano rispettivamente due, tre o quattro salti.

Flatland

Il flatland è uno stile di guida freestyle del BMX che si esegue su superfici lisce e piane, senza rampe, salti o grindrail. A volte viene descritto come una forma di ciclismo artistico con elementi di breakdance.

Note

Controllo di autoritàLCCN (EN) sh2012001804 · J9U (EN, HE) 987007586000405171