BPD (granata)
| Bomba BPD | |
|---|---|
| Tipo | bomba a mano difensiva |
| Origine | |
| Impiego | |
| Utilizzatori | |
| Conflitti | Prima guerra mondiale |
| Produzione | |
| Costruttore | Bombrini Parodi Delfino |
| Entrata in servizio | 1915 |
| Descrizione | |
| Peso | 1140 g |
| Altezza | 128 mm |
| Diametro | 56 mm |
| Tiro utile | 30 m |
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La Bomba BPD fu una bomba a mano italiana prodotta dalla Società Bombrini Parodi Delfino (BPD) di Colleferro ed impiegata dal Regio Esercito durante la prima guerra mondiale. Adottata nel 1915, ebbe scarso successo a causa dell'alto numero di malfunzionamenti.
Tecnica
La BPD è una bomba a mano difensiva a frammentazione. Il corpo della bomba, realizzato in ghisa, è cilindrico ed è chiuso superiormente da un corpo avvitato, che a sua volta porta l'accenditore a percussione, protetto da un tappo in ottone o in piombo. L'accenditore è costituito da una capsula fulminante che, rimosso il tappo e battuta su una superficie dura, innesca una miccia a polvere nera da 14 secondi. La fiamma della miccia a sua volta accendeva un cilindretto di carta nel corpo bomba, contenente fulmicotone, e questo innescava l'esplosione della carica, costituita da 75 grammi di balistite. In caso di malfunzionamento della capsula a percussione, la miccia poteva essere accesa con una fiamma libera da un foro sul corpo di chiusura. Dato il peso notevole dell'ordigno, il lancio era limitato a 30 metri, che corrispondeva al raggio d'azione delle schegge.[1]
Note
Bibliografia
- Nevio Mantoan, Bombe a mano italiane 1915-1918, Gaspari Editore, 2000, ISBN 8886338546
Voci correlate
Collegamenti esterni
- Scheda e foto su sito Talpo.it, su talpo.it. URL consultato l'11 gennaio 2013 (archiviato dall'url originale il 7 marzo 2013).