Baicoli
| Baicoli | |
|---|---|
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| Origini | |
| Luogo d'origine | |
| Regione | Veneto |
| Zona di produzione | Venezia |
| Dettagli | |
| Categoria | dolce |
| Riconoscimento | P.A.T. |
| Settore | paste fresche e prodotti della panetteria, della biscotteria, della pasticceria e della confetteria |
«Non c'è a questo mondo un più bel biscotto più sottile, più dolce, più leggero e sano da intingere nella tazzina e nel bicchiere del Baicolo nostro veneziano»
I baìcoli sono biscotti Settecenteschi tipici di Venezia, spesso venduti in tradizionali scatole di latta gialle. Essi consistono in sottili fette tagliate a partire da un piccolo panetto allungato, lasciate accostate nella loro posizione originale.
Etimologia
Secondo alcune fonti il nome deriverebbe da quello locale del cefalo di taglia minuta, che il biscotto, nella sua forma stilizzata, sembra ricordare. Questa curiosa somiglianza è forse anche rafforzata dal fatto che gli scaleteri (i pasticceri veneziani) usavano esporre i propri prodotti sui pioli delle scale; tutto ciò quindi ricordava alla lontana per forma, disposizione e modalità il pesce esposto nei mercati della città.[2]
Nel Dizionario del dialetto veneziano pubblicato nel 1829, Giuseppe Boerio descrisse il baicolo come segue: “Pasta reale condita di zucchero, spugnosa, biscottata, che s'inzuppa nel caffè o simili bevande. Dicesi baicolo per similitudine, benché grossolana, alla figura dei piccolissimi cefali, chiamati appunto Baicoli”[3].
Storia
Nati a Venezia nel Settecento come biscotti che potessero conciliare la voglia di dolce dei propri marinai con l'idoneità del prodotto di compiere viaggi anche della durata di alcuni mesi, i baicoli ben presto arrivarono anche nei caffè conquistando anche i palati più esigenti della nobiltà veneta, che li inzuppavano nel caffè, nel tè, nella cioccolata o li accompagnavano con creme come lo zabaione.[4]
Caratteristiche
Biscotto leggero e fragrante, si può affermare che il baicolo incarni appieno la tradizione veneta del biscottare, cioè quella di sottoporre il prodotto a lunghe e ripetute cotture allo scopo di conferire una maggiore croccantezza e durabilità allo stesso. Soprattutto per quanto concerne il fattore durabilità, i baicoli, così come il pan biscotto, erano alimenti perfetti per le lunghe traversate navali.
A differenza di altri prodotti da forno veneziani ricchi di spezie, aromi e frutta secca, essi sono costituiti solamente da farina, zucchero, burro, albume d'uovo, lievito e sale. La preparazione, che è lunga e laboriosa, prevede due momenti di lievitazione e una doppia cottura in forno[5].
Tradizionalmente, essendo molto secchi, erano serviti con caffè, zabaione, cioccolata e vino dolce nei quali potevano essere intinti; oggi invece, oltre che con accostamenti più tradizionali, vengono anche abbinati al latte e a composte di frutta.[4]
Note
- ↑ Elenco dei prodotti agroalimentari tradizionali della Regione Veneto – anno 2012 www.regione.veneto.it
- ↑ La Ricetta dei Baícoli, i Biscotti della Serenissima, su Beescover, 27 aprile 2020. URL consultato il 17 ottobre 2025.
- ↑ Baicoli: i biscotti della Serenissima, su Ombra nel portico. URL consultato il July 14, 2016.
- 1 2 (EN) Leggerezza e fragranza, i baicoli veneziani nacquero per i marinai, su La Voce di New York, 6 dicembre 2024. URL consultato il 17 ottobre 2025.
- ↑ Carlo Cracco, Veneto, Corriere della Sera, 2014-03-13T00:00:00+01:00, ISBN 88-6126-690-8.
Bibliografia
- Mariù Salvatori de Zuliani, A tola co i nostri veci La cucina veneziana, FrancoAngeli, 1971, p. 364, ISBN 978-88-204-9724-8.
- Luigi Cremona, L'Italia dei dolci, Touring Editore, 2004, p. 58, ISBN 88-365-2931-3.
Altri progetti
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Collegamenti esterni
- Scheda del prodotto sul sito della regione Veneto, su www2.regione.veneto.it (archiviato dall'url originale il 6 giugno 2008).
