Baillie Scott

Mackay Hugh Baillie Scott (Broadstairs (Beards Hill), 23 ottobre 1865 – Brighton, 10 febbraio 1945) è stato un architetto e artista britannico. Durante la sua lunga carriera, ha progettato in vari stili, tra cui uno stile che prende spunto da quello Tudor, uno stile Arts and Crafts che ricordava Charles Voysey e, più tardi, lo stile neogeorgiano.[1][2]


Primi anni e formazione
Figlio di un ricco proprietario terriero scozzese, Scott nacque a Beards Hill, St Peter's vicino a Broadstairs, Kent, secondo di dieci figli. Inizialmente studiò al Royal Agricultural College di Cirencester, ma, dopo aver conseguito la laurea nel 1885, decise di dedicarsi invece all'architettura.[1] Studiò per un breve periodo a Bath, ma la sua formazione architettonica fu particolarmente influenzata dai 12 anni trascorsi nell'Isola di Man. I primi quattro anni di questo periodo li trascorse ad Alexander Terrace, Douglas. Nel 1893, lui e la sua famiglia si trasferirono a Red House, Victoria Road, Douglas, che lui stesso aveva progettato.
Carriera
All'inizio della sua carriera, Scott lavorò con Fred Saunders, con cui aveva studiato alla Isle of Man School of Art, anch'essa situata a Douglas. Nel maggio 1891 era insegnante d'arte. Fu proprio alla scuola d'arte che Scott e Archibald Knox divennero amici. In seguito lasciò Saunders e avviò un'attività in proprio al 23 di Athol Street, a Douglas. Nel 1894, in un articolo pubblicato su The Studio, propose un progetto che prevedeva un alto salone centrale con un angolo cottura a galleria tra il salotto e la sala da pranzo, separato da questi ultimi da paraventi. Questa ipotetica “casa ideale” gli procurò numerose commissioni.[1]
Scott sviluppò tuttavia un proprio stile Arts and Crafts, che si evolse verso una forma architettonica semplice, basata sulla verità dei materiali e della funzione e su una precisa maestria artigianale.
Scott era noto per il lavoro che dedicava sia all'esterno che all'interno degli edifici e alla loro decorazione. Nel corso della sua carriera realizzò quasi 300 edifici.
Gli edifici più importanti


- Bexton Croft, Knutsford, Cheshire, 1896, classificato come monumento di grado II
- Blackwell, Bowness, Cumbria, 1898–1900, classificato come monumento di grado I
- The White House, Helensburgh, Scozia, 1899, categoria A
- Home Close, Sibford Ferris, Oxfordshire, 1911
- Giardini di Snowshill Manor, 1920–23
- Church Rate Corner (abitazione privata), Cambridge, 1924, classificato di II grado[3]
- Oakhams, 1942 (ampliamenti; sua abitazione)
- Red House, Isola di Man
- Woodbury Hollow, Loughton, Essex
- Winscombe House, Crowborough, Sussex
- Sandford House, Kilmany, Fife, Scozia, categoria B
- Majestic Hotel, Onchan, Isola di Man (demolito)
- White Lodge, Wantage, Oxfordshire
- Dimora di Chludzinski, Lieskavičy, distretto di Šumilina, regione di Vicebsk, Bielorussia (abbandonata)
Famiglia e gli anni successivi
Il 1° febbraio 1899 sposò Florence Kate Nash, discendente di Beau Nash, nella chiesa parrocchiale di Batheaston, nel Somerset.
Ebbero due figli:
- Una figlia, Enid Maud Mackay Baillie-Scott, nata il 26 novembre 1889 e morta nel 1968
- Un figlio, Mackay Hugh Baillie-Scott, nato il 13 maggio 1891 e morto nel 1943
Morì all'Elm Grove Hospital, ora Brighton General Hospital, nella zona di Elm Grove a Brighton. La sua lapide a Edenbridge, nel Kent, recita: “Amava la natura e, dopo la natura, l'arte”.
Note
- 1 2 3 (EN) Peter Davey, Arts and Crafts Architecture, Londra, Phaidon, 1999 [1980], ISBN 0-7148-3711-3.
- ↑ (EN) "....Maestro di arti e mestieri Baillie Scott....", in Sunday Express, Northern and Shell Media, domenica 7 luglio 2002, p. 87.
- ↑ (EN) The Twentieth Century Society, 100 Houses 100 Years, Londra, Batsford, 2017, pp. 24–25, ISBN 978-1-84994-437-3.
Bibliografia
- (EN) Charlotte Fiell e Peter Fiell, Design of the 20th Century, 25º anniversario, Köln, Taschen, 2005, p. 78, ISBN 9783822840788, OCLC 809539744.
- (EN) Judith B. Tankard, Gardens of the Arts & Craft Movement (Hardback), Portland, Oregon, Timber Press, 2018, ISBN 978-1-604698-20-6.
- (PL) Omilanowska Małgorzata, Due progetti polacchi di M. H. Baillie Scott, in Annuario di Storia dell'Arte, XXII, Varsavia, 1996, pp. 139–154.
Altri progetti
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Collegamenti esterni
- Baillie Scott, Mackay Hugh, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
- Baillie Scott, Mackay Hugh, su sapere.it, De Agostini.
- (EN) Opere di Baillie Scott, su Open Library, Internet Archive.
- (EN) Mackay Hugh Baillie Scott: An Overview, su 65.107.211.206. URL consultato il 17 dicembre 2025 (archiviato dall'url originale il 20 giugno 2003).
- (EN) Baillie Scott, Mackay Hugh (M.H.) 1865 - 1945 | AHRnet, su architecture.arthistoryresearch.net. URL consultato il 17 dicembre 2025.
- (EN) Mackay Hugh Baillie Scott: A Maestro of the Arts and Crafts Movement, su Encyclopedia of Design, 18 febbraio 2024. URL consultato il 17 dicembre 2025.
- (EN) Buildings designed by Mackay Hugh Baillie Scott, su victorianweb.org. URL consultato il 17 dicembre 2025.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 47554870 · ISNI (EN) 0000 0000 8126 5836 · ULAN (EN) 500012727 · LCCN (EN) n85252688 · GND (DE) 118612360 · J9U (EN, HE) 987007276330905171 |
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