Banca Russo-Asiatica

L'ex sede della Banque du Nord a San Pietroburgo, divenuta poi la sede centrale della Banca Russo-Asiatica.

La Banca Russo-Asiatica (in russo Русско-Азиатский банк?, Russko-Aziatskij bank; in francese Banque russo-asiatique) è stata una delle principali istituzioni bancarie dell'Impero russo, attiva tra il 1910 e il 1926.

Fondata nel 1910 dalla fusione tra la Banca Russo-Cinese (attiva in Russia, Cina e Asia centrale) e la Banque du Nord (una banca commerciale russa di proprietà francese), divenne nel 1914 la più grande banca privata della Russia per patrimonio totale.[1] In seguito alla rivoluzione russa, le sue operazioni domestiche furono nazionalizzate senza indennizzo nel 1917,[2] mentre le filiali estere continuarono a operare fino alla liquidazione definitiva avvenuta nel 1926.[1]

Storia

La Banque du Nord (1901-1910)

La Banque du Nord (in russo Северный банк?, Severnyj bank) fu fondata nel 1901 dalla banca francese Société Générale come sussidiaria interamente controllata per espandere le attività creditizie in Russia, nel quadro della crescente alleanza franco-russa.

Nel 1909 la banca possedeva circa cinquanta filiali. Era particolarmente attiva a Charkiv, dove finanziava il consorzio industriale Omnium (attivo nel settore minerario e metallurgico), e a Baku, dove sosteneva il fiorente settore petrolifero.[3]

Ascesa e ruolo economico (1910-1917)

Nel 1910 la fusione con la Banca Russo-Cinese diede vita alla Banca Russo-Asiatica.[4] La direzione fu affidata al diplomatico francese Maurice Verstraëte.

Sotto la sua guida, la banca divenne la prima istituzione creditizia del Paese, superando la Banca Internazionale di Commercio di San Pietroburgo. Nel 1914 il patrimonio della banca ammontava a 672 milioni di rubli.[5] Nel 1916, al culmine della sua espansione, l'istituto vantava oltre 100 filiali distribuite tra l'Impero russo, la Cina (tra cui Pechino, Shanghai e Hong Kong), l'India (Bombay) e le capitali europee (Parigi, Londra).

La rivoluzione e il declino (1917-1926)

In seguito alla presa del potere da parte dei bolscevichi nel novembre 1917, il governo sovietico nazionalizzò tutte le banche private. La Russo-Asiatica si trovò in un limbo legale: la banca era formalmente la proprietaria della Ferrovia della Cina orientale, un patrimonio di grande importanza strategica, ma i titoli azionari erano fisicamente inaccessibili a San Pietroburgo.[1]

La gestione si spostò a Parigi, dove il presidente del consiglio d'amministrazione, il banchiere Aleksej Putilov, cercò di mantenere il controllo degli asset non russi. Nonostante il sostegno iniziale del governo francese e vari tentativi di ristrutturazione finanziaria per sostenere le forze anti-bolsceviche durante la guerra civile russa, la posizione della banca si indebolì progressivamente.

Nel 1924 la Francia riconobbe ufficialmente l'Unione Sovietica, ponendo fine alle rivendicazioni di Putilov sugli asset russi. Nel settembre 1926, dopo il fallimento dell'ultimo piano di salvataggio, la banca fu dichiarata insolvente a Parigi e posta in liquidazione.[1]

Sedi e architettura

La sede centrale di San Pietroburgo, situata sulla Prospettiva Nevskij 62, è un esempio di architettura eclettica. Fu ricostruita tra il 1896 e il 1898 dall'architetto Boris Giršovič per la Banca Commerciale Azov-Don, prima di essere acquisita dalla Banque du Nord.

Emissioni monetarie

Come altre banche straniere operanti in Cina, la Russo-Asiatica emise banconote proprie per facilitare il commercio nelle concessioni internazionali e nello Xinjiang. Durante la guerra civile russa emise inoltre rubli per finanziare le amministrazioni locali anti-sovietiche in Estremo Oriente.

Note

  1. 1 2 3 4 Michael Jabara Carley, From Revolution to Dissolution: The Quai d'Orsay, the Banque Russo-Asiatique, and the Chinese Eastern Railway, 1917-1926, in The International History Review, vol. 12, n. 4, Taylor & Francis, p. 721–761, DOI:10.1080/07075332.1990.9640565 (archiviato dall'url originale il 15 ottobre 2023).
  2. ↑ George Garvy, The Origins and Evolution of the Soviet Banking System: An Historical Perspective, in Money, Financial Flows, and Credit in the Soviet Union, National Bureau of Economic Research, 1977.
  3. ↑ Jean-François Belhoste, De l'industrie à la banque, la Société générale en Russie (1870-1900), in Les Français dans la vie économique russe : Nouvelles sources et approches (1815-1917), Parigi, Publications de l’École nationale des chartes, 2011, p. 361–379.
  4. ↑ D.R. Watson, The Rise and Fall of the Russo-Asiatic Bank. Problems of a Russian Enterprise with French Shareholders, 1910-26, in European History Quarterly, vol. 23, p. 39–49, DOI:10.1177/026569149302300102.
  5. ↑ Kazuhiko Yago, The Anatomy and Pathology of Empire: Three Balance Sheets of Russian and Soviet Banks (PDF), in Comparative Imperiology, gennaio 2013, p. 61–86.

Voci correlate

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