Basso di Lucera

San Basso di Lucera
Statua del vescovo Basso nel portale della cattedrale di Termoli
 

Vescovo e martire

 
Nascitatra il 40 ed il 50
Morte118
Venerato daChiesa cattolica
Ricorrenza5 dicembre
Patrono diTermoli
Basso di Lucera
vescovo della Chiesa cattolica
 
Incarichi ricopertiVescovo di Lucera
 
Nascitatra il 40 ed il 50
Morte118

Basso di Lucera (Luceria (?), tra la prima metà del I secolo e il V secolo d.C. – Luceria, 118 oppure V secolo d.C.) è ritenuto il primo vescovo di Lucera, considerato santo e patrono di Termoli.[1]

Agiografia

Secondo leggende locali sorte tardivamente durante il Medioevo e nel corso dei secoli successivi, in epoca imperiale, sorse a Lucera una delle prime comunità cristiane della Daunia; la tradizione vuole che verso l'anno 60, l'apostolo Pietro, di passaggio nel Meridione per raggiungere la Capitale, avrebbe fatto tappa in molte località della Puglia, fra cui proprio l'antica Luceria.[2] Sempre secondo l'agiografia leggendaria, avrebbe praticato il battesimo dei Neofiti presso il Fiume Vulgano, affidando la cura della nascente diocesi a tale Basso[3], proveniente da una famiglia aristocratica romana, che secondo alcuni sarebbe stato successivamente martirizzato sotto l'imperatore Traiano nella prima metà del II secolo, ipoteticamente nel 118. Sempre secondo il racconto agiografico, egli avrebbe fondato, dopo il martirio del primo pontefice romano, una basilica, proprio nel luogo del battesimo, denominata, sin dall'alto Medioevo, con il toponimo di "San Pietro in Bagno", purtroppo scomparsa da secoli.[4][5]

Controversie sull'identità

L'esistenza del proto-vescovo Basso di Lucera è tuttora controversa, soprattutto a causa dell'assenza di fonti medievali sulla sua attività episcopale e sul suo culto antico. L'agiografia di natura orale, parrebbe essersi alimentata in maniera determinante solo fra il XVII ed il XVIII secolo, accostata alla leggenda di un altro presunto proto-vescovo lucerino, tale Pardo, comparso nelle cronache dell'alto Medioevo. Con la riscoperta delle reliquie di un San Basso Vescovo e Martire[6], presso la Cattedrale di Termoli, nella notte di Capodanno del 1760-61,[7] il Vescovo termolese Tommaso Giannelli, identificò in un primo momento le spoglie come le medesime del proto-vescovo lucerino, ipotizzando fosse stato traslato prima dell'anno 1000, dopo un trafugamento presso le rovine di Luceria, come risposta al furto delle reliquie di San Primiano e San Firmiano in Larino, da parte dei lesinesi, che in detto momento accoglievano i lucerini, dopo l'assalto dell'imperatore Costante II. Gli abitanti della prima città si sarebbero imbattuti nell'urna di Basso, mentre i larinesi nell'urna di Pardo, ritenuto a sua volta, sin dal X secolo, come successore di Basso nella cura della comunità cristiana lucerina. La versione viene avallata dagli eruditi della città dauna, sebbene sia stata smentita dalla comunità storica e scientifica. Fra il 2000 ed il 2002, le indagini svolte dal Professor Luigi Capasso dell'Università di Chieti, sui resti scoperti in Termoli, hanno definitivamente provato che l'individuo non presentasse segni di martirio e visse approssimativamente fra il III e il V secolo dopo Cristo, un periodo non contemporaneo con quello di San Pietro.[8]

Questa datazione ha aperto a nuove ipotesi che prevederebbero una invenzione del lato agiografico del Basso lucerino, mai venerato come santo e vissuto fra il IV e V secolo, proprio nell'esatto momento in cui compaiono le prime menzioni dell'esistenza di una diocesi presso Lucera. Altre teorie riguardanti il culto bassiano, si legano invece alla figura di San Basso di Nizza,[9] anch'egli considerato vescovo e martire, ma della città situata in Costa Azzurra. Secondo il martirologio romano, il suo dies natalis ricade il 5 dicembre, sopraggiunto intorno all'anno 250. La seconda ipotesi del Vescovo Giannelli, vedeva le reliquie scoperte, non più come appartenenti al vescovo dauno, bensì a quest'ultimo, giunte nella città dopo un trafugamento da Cupra Marittima, luogo in cui furono condotte da Nizza nell'alto Medioevo, e in cui persistevano nel X secolo. La problematica viene però rappresentata dalla duplice esistenza in entrambe le città, delle spoglie attribuite al Basso nizzardo, conservate oggi presso la chiesa madre della cittadina marchigiana.[10]

L'ambiguità nell'identificazione e la scarsa consistenza delle fonti a favore dell'esistenza di un tale personaggio nella storia della Diocesi di Nizza, hanno portato agiografi ed antropologi a cercare fra i vescovi e santi omonimi, probabilmente un Sanctus Bassus Nicensis proveniente non da Nizza in Costa Azzurra ma da Nicea in Bitinia, ma del quale scarseggiano le fonti. Si è a conoscenza di un San Basso Martire in Tracia, celebrato il 20 novembre, seguito da un martire in Alessandria d'Egitto, uno in Roma ed un San Basso martire con i genitori Catervio e Severina nel IV secolo[11], senza escludere San Dasio di Dorostoro, detto anche Basso per alterazione del nome in diversi documenti medioevali[12]. La questione potrebbe chiudersi mediante l'identificazione dei sacri depositi, come corpi santi, riconosciuti dalle varie comunità cristiane come corpi autentici del San Basso Vescovo di Nizza, protettore dei marinai, venerato da secoli sotto tale identità, nonostante la già citata assenza di prove identitarie.[13][14]

Culto

La festa religiosa ricorre il 5 dicembre sebbene si tratti della ricorrenza del vescovo niceno e non lucerino. In Termoli, il 5 dicembre viene tenuta messa solenne in onore del Santo, ma è festeggiato dalla popolazione anche nei primi giorni di agosto: il 3 si svolge la suggestiva processione in mare con i motopescherecci, ed il 4 agosto, continuano i riti religiosi, culminanti con il rientro della simulacro nella Basilica Cattedrale.[13][15]

L'8 agosto del 2015, è stato inaugurato un grosso mosaico narrante la leggenda del battesimo di San Basso di Lucera da parte di San Pietro, installato nel centro storico lucerino, caratterizzato dai due individui in piedi nelle acque del Vulgano, e da un trabucco, simbolo inequivocabile della città di Termoli, che si ritiene ancora in possesso delle reliquie del proto-vescovo.[16]

Note

  1. ↑ San Basso: Il Mistero, la Fede e l'Anima di Termoli, su sanbassotermoli.it.
  2. ↑ Diocesi di Lucera-Troia, su it.wikipedia.org.
  3. ↑ I VESCOVI DI LUCERA: San Basso, su visitlucera.it.
  4. ↑ La figura storica di San Basso, su primonumero.it.
  5. ↑ G. D'Ameli, Storia della città di Lucera, 1861, p. 298.
  6. ↑ Giuseppe La Porta, Le due Urne di San Basso, su termolionline.it.
  7. ↑ S. Moffa, “Termoli e il suo Patrono San Basso”, in “Almanacco del Molise 1988”, vol. II, Campobasso 1988, p. 99.
  8. ↑ L. Capasso, “Studio antropologico dei resti ossei di San Basso”, in AA. VV., “San Basso Patrono di Termoli. Ricognizione, Analisi, Studio e Restauro delle Reliquie”, Termoli 2002, pp. 64-70.
  9. ↑ Giovanni Ciarrocchi, SAN BASSO VESCOVO e MARTIRE Patrono di Cupra Marittima - considerazioni e aggiornamenti, 2021, su academia.edu.
  10. ↑ F. Cannarsa, Il culto bassiano a Termoli. Studi antropologici e sulle celebrazioni rituali, su academia.edu.
  11. ↑ San Basso, su it.wikipedia.org.
  12. ↑ Basso di Lucera, in Santi, beati e testimoni - Enciclopedia dei santi, santiebeati.it.
  13. 1 2 Sito Ufficiale di San Basso, su sanbassotermoli.it.
  14. ↑ G. Mammarella, San Basso, Patrono principale di Termoli e Diocesi, Palladino Editore, 2011.
  15. ↑ San Basso 2026 - il programma delle feste, su mynews.it.
  16. ↑ LUCERA CELEBRA SAN BASSO CON UN MOSAICO, 5 agosto 2015, su colibrimagazine.it.

Voci correlate

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