Baubo
| Baubo | |
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| Nome orig. | (GRC) Βαυβώ (Baubò) |
| Lingua orig. | Greco antico |
| Caratteristiche immaginarie | |
| Alter ego | Iambe |
| Soprannome | Dea dell'oscenità |
| Sesso | Femmina |
| Professione | Divinità |
| Affiliazione |
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Nella mitologia greca, Baubo (in greco antico Βαυβώ?, Baubò), era il nome di un'antica divinità definita dea dell'oscenità. Stando ad Asclepiade di Tragilo era sposa di Disaule di Eleusi, con cui generò le figlie Protonoe e Nisa[1].
Scarse le informazioni sul suo conto: venerata sull'isola di Paro con Demetra e Persefone[2], è possibile che sia nata come mito di fondazione per spiegare alcuni riti dei misteri eleusini[3], diffondendosi poi anche nell'Egitto tolemaico[4].
Il mito
Baubo viene menzionata in due frammenti orfici legati ai misteri eleusini: in entrambi è connessa a storie legate a Demetra, sconsolata e ospite di varie famiglie nei suoi viaggi alla ricerca della figlia Persefone, rapita da Ade in Sicilia.
Nel frammento 49, mancante di alcuni versi, Baubo è sposa di Celeo e madre di Demoofonte, un bambino che Demetra tenta invano di rendere immortale ungendolo con l'ambrosia e mettendolo ogni notte nel fuoco[5]. Quando Baubo scopre ciò che sta facendo grida spaventata: in risposta, offesa dal gesto, Demetra brucia vivo il bambino:
Nel frammento 52 invece il suo scopo è quello di far ridere Demetra per tirarla su di morale dopo il rapimento di Persefone, scoprendo il ventre (e quindi le parti intime) nel gesto dell'anasyrma[6]:
Questo racconto trova somiglianze con l'inno omerico a Demetra, dove è invece Iambe a cercare di far ridere la dea[7]:
Ritrovamenti

La più antica immagine di Baubo risale al 460-450 a.C. e fu scoperta a Gela, nel 1961, durante gli scavi sull’acropoli[8]. La statuetta, immortalata nell'atto apotropaico dell’anasyrma, indossa un lungo chitone con dei seni cadenti, ha un volto gonfio e delle rughe attorno alla bocca che evidenziano l'età avanzata. La statua veniva adoperata nelle tesmoforie presso il Thesmophorion di Bitalemi, uno dei luoghi di culto demetriaci più noti nella Sicilia greca[9].
Un'altra statuetta di Baubo, databile al III-II secolo a.C., proviene dal santuario di Demetra e Kore a Priene e rappresenta Baubo come una divinità deforme, con la testa al posto dell'addome e la vulva al posto del mento.
Letteratura e filosofia
Nella prefazione alla seconda edizione de La gaia scienza, il filosofo tedesco Friedrich Nietzsche identifica la Verità con la dea Baubo:
Note
- ↑ (FR) Autori vari, Lexicon Iconographicum Mythologiae Classicae, Berna, Stämpfli Group AG, 1986, p. 87, ISBN 3-760-88751-1.«Asclépiade de Tragilos (FGrH 12 F 4) atteste que Baubo était la femme de Dysaules, héros autochtone d'Eleusis, et la mère de Protonoé et de Nisa, personnages connus per les poésies et les mystéres d'Orphée.»
- ↑ (EN) Nicholas James Richardson, The Homeric hymn to Demeter, Oxford, Clarendon Press, 1974, p. 82, ISBN 978-0-19-814199-0. URL consultato il 18 marzo 2026.
- ↑ (EN) Ralph Rosen, Making Mockery: The Poetics of Ancient Satire, 2007, p. 49. URL consultato il 18 marzo 2026.
- ↑ (EN) British Museum, Baubo, su britishmuseum.org.«[...] and who may be equated with a cult in Egypt.»
- ↑ (EN) Otto Kern, Orphic Fragment 49, su www.hellenicgods.org. URL consultato il 18 marzo 2026.
- ↑ (EN) Otto Kern, Orphic Fragment 52, su hellenicgods.org. URL consultato il 18 marzo 2026.
- ↑ (EN) BAUBO - VAVVÓH - ΒΑΥΒΩ, su www.hellenicgods.org. URL consultato il 18 marzo 2026.
- ↑ Maria Costanza Lentini, Baubó a Gela, in BABesch, n. 80, 2005, pp. 213-214.
- ↑ Gela. Il Thesmophorion di Bitalemi La fase arcaica. Scavi Orlandini 1963-1967, su bretschneider.it.
- ↑ Friedrich Nietzsche, La gaia scienza; L'eterno ritorno; introduzione e appendice di Elisabetta Foerster-Nietzsche; traduzione di Angelo Treves (1873-1937), Milano, Monanni, 1927.
Bibliografia
- Robert Graves, I miti greci, Milano, Longanesi, ISBN 88-304-0923-5.
- Anna Ferrari, Dizionario di mitologia, Litopres, UTET, 2006, ISBN 88-02-07481-X.
- Anna Maria Carassiti, Dizionario di mitologia classica, Roma, Newton, 2005, ISBN 88-8289-539-4.
- Massimo Bonafin, Osceno risibile sacro. Iambe/Baubò, Hathor, Ame-no-Uzume e le altre, in L'immagine riflessa, n. 14, 2005.
- Maria Costanza Lentini, Baubó a Gela, in BABesch, n. 80, 2005, pp. 213-214.
- Concetta Masseria, Una piccola storia di insolita devozione: Baubo a Gela, in OSTRAKA, vol. 2, n. 12, 2003, pp. 177-195.
Voci correlate
Altri progetti
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Collegamenti esterni
- Baubo, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
- Luigi Rocchetti, Baubo, in Enciclopedia dell'Arte Antica, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1959.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 18013119 · CERL cnp00543464 · GND (DE) 118507176 |
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