Baysikelran
| Il ciclista | |
|---|---|
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| Paese di produzione | Iran |
| Anno | 1987 |
| Durata | 82 min |
| Genere | drammatico |
| Regia | Mohsen Makhmalbaf |
| Sceneggiatura | Mohsen Makhmalbaf |
| Casa di produzione | Bonyad Mostazafan |
| Fotografia | Ali Reza Zarrindast |
| Montaggio | Mohsen Makhmalbaf |
| Musiche | Majid Entezami |
| Interpreti e personaggi | |
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Baysikelran (بايسيكلران; anche noto in Italia come Il ciclista[1][2]) è un film del 1987 scritto e diretto da Mohsen Makhmalbaf.
Trama
Nassim, un povero rifugiato afghano in Iran, dà spettacolo con la sua motocicletta nella piazza della sua città, per sette giorni e sette notti di fila. Il suo obiettivo è quello di raccogliere abbastanza soldi da poter pagare un intervento chirurgico che potrebbe salvare la vita di sua moglie. Nonostante siano già passati sette giorni, Nassim continua a pedalare senza sosta, troppo stanco per sentire le urla di suo figlio e della folla che lo implorano di smettere.
Distribuzione
Il film è stato presentato internazionalmente alla Mostra Internazionale Rimini Cinema del 1989, dove vinse il premio per miglior film.[3] È stato distribuito nelle sale francesi il 9 settembre 1998.[4]
Accoglienza
Critica
Scrivendo per Treccani, Umberto Mosca afferma che il tema centrale del fim è la condizione delle persone afghane in Iran, al tempo coinvolte nella guerra tra sovietici e mujaheddin. Il loro sfruttamento, conseguente alla posizione subalterna nel Paese, «trova nell'esibizione circense di Nassim l'esito più clamoroso di un potere economico che non ha limiti nell'accanimento verso la miseria umana».[1] Questo tema è ricorrente anche nelle altre opere di Makhlabaf, come in Alfabeto afghano e Viaggio a Kandahar.[5] Alcune scelte di regia sono ispirate a Ladri di biciclette (1948) di Vittorio De Sica.[1]
Bernard Bénoliel di Cahiers du cinéma paragona Nassim a Zampanò, protagonista de La strada di Fellini, e afferma che c'è della felicità in Baysikelran: è «rara come una pepita, fragile eccezione di un film generalmente disperato, suicida, e che non ha equivalenti nel cinema iraniano, tranne forse per Il sapore della ciliegia».[4]
Riconoscimenti
- 1989 − Mostra Internazionale Rimini Cinema[6]
- Miglior film
Note
- 1 2 3 Umberto Mosca, Baysikelran, in Enciclopedia del cinema, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2003-2004. URL consultato il 9 settembre 2025.
- ↑ Luisa Morandini, Il Morandini. Dizionario dei film e delle serie televisive, Bologna, Zanichelli, 2019, p. 1924, ISBN 978-8-808-29119-6.
- ↑ Luke Ciannelli, Al dila' del cinema, su ilmanifesto.it, il manifesto, 18 giugno 1997. URL consultato il 9 settembre 2025.
- 1 2 (FR) Bernard Bénoliel, Le dernier des hommes, in Cahiers du cinéma, n. 528, ottobre 1998, pp. 67-68.
- ↑ Andrea Inzerillo, Mohsen Makhmalbaf, in mezzo scorre il fiume, su ilmanifesto.it, il manifesto, 22 luglio 2023. URL consultato il 9 settembre 2025.
- ↑ Bicycleran, su Il Cinematografo, Fondazione ente dello spettacolo. URL consultato il 9 settembre 2025.
Collegamenti esterni
- Baysikelran, su MYmovies.it, Mo-Net s.r.l..
- (EN) Baysikelran, su IMDb, IMDb.com.
- (EN) Baysikelran, su Box Office Mojo, IMDb.com.

