Beatrice di Saone

Beatrice di Saone
Contessa consorte di Edessa
Stemma
Stemma
In carica1135 circa –
1150
PredecessoreBeatrice d'Armenia
Successorenessuna (caduta della contea)
ConsortiGuglielmo di Saone
Joscelin II di Edessa
Figlidi primo letto:
Ruggero di Saone
Garentone di Saone
di secondo letto:
Agnese di Courtenay
Joscelin III di Edessa
Isabella di Edessa

Beatrice di Saone (fl. XII secolo) è stata contessa consorte di Edessa fino alla caduta della contea nel 1150.

Moglie del conte Joscelin II di Edessa, dopo la sua cattura per mano di Norandino resse per breve tempo le ultime fortezze in mano edessena, per poi venderle all'imperatore Manuele I Comneno.

Biografia

Poco o nulla si sa delle origini di Beatrice, se non che era di famiglia nobile. Sposò all'incirca negli anni 1120 un importante nobile del principato d'Antiochia, Guglielmo di Saone, signore di quella che sarebbe diventata nota come la cittadella del Saladino.[1] Il primo marito morì nel 1132, lasciandole in gestione la signoria di Saone in quanto i figli erano ancora troppo giovani per governare, rendendola a tutti gli effetti una delle più potenti nobili siriane.[2]

Poco dopo Beatrice contrasse un nuovo vantaggioso matrimonio, stavolta col conte Joscelin II di Edessa; l'importante unione fu registrata dal cronista Guglielmo di Tiro, che la definì «moglie pudica, sobria e timorosa di Dio».[1][2] Rimase quindi contessa consorte di Edessa fino alla caduta di Edessa nel 1144, che inaugurò la rapida caduta della contea di Edessa. Beatrice e la famiglia si rifugiarono nella fortezza di Turbessel, e mentre il marito tramava e guerreggiava per reclamare il resto della contea la moglie difendeva la nuova capitale.[1][2]

Nel 1150 tuttavia Joscelin fu catturato dai musulmani, e Beatrice si trovò unica reggente di quel che restava della contea, ormai solo pochi territori a ovest del fiume Eufrate.[1][2] Le difese edessene erano tuttavia ormai allo stremo, e gli attacchi combinati di Norandino e del sultanato di Rum portarono al rapido crollo delle ultime fortezze edessene. Capendo di avere pochissimo tempo a disposizione, Beatrice contrattò la vendita di Turbessel all'imperatore Manuele I Comneno, che accettò di comprarla. Conservò invece per sé la fortezza di Hromgla, che tuttavia presto cedette alla Chiesa apostolica armena, che ne fece un proprio bastione per tutto il secolo successivo.[1]

Dopo la vendita di Turbessel, Beatrice e i figli del secondo matrimonio si trasferirono a Gerusalemme, dove vissero sotto la protezione di re Baldovino III. Da qui si perdono le sue tracce; di certo non rivide più il marito, che morì sempre prigioniero dei musulmani nel 1159 dopo anni di maltrattamenti e torture.[2]

Discendenza

Dal primo marito Guglielmo di Saone Beatrice ebbe due figli:[2]

  • Ruggero di Saone, signore di Saone;
  • Garentone di Saone, signore di Saone.

Dal secondo marito Joscelin II di Edessa ebbe altri tre figli:[1]

Note

  1. 1 2 3 4 5 6 (EN) Counts of Edessa (Courtenay), su Edessa, fmg.ac.
  2. 1 2 3 4 5 6 (EN) Lords of Shayun, su Antioch, fmg.ac.