Benedetto Capizzi
Benedetto Capizzi (Palermo, 28 giugno 1944 – Milano, 12 settembre 2023) è stato un mafioso italiano, legato a Cosa nostra.
Boss della famiglia mafiosa di Villagrazia, nel 2008 è stato nominato capo della nuova Commissione provinciale.[1]
Biografia
Inizi
Nei primi anni '80, divenne uno dei principali trafficanti di eroina tra Palermo e Milano[2][3]. Durante la seconda guerra di mafia fu uno degli alleati di punta dei Corleonesi di Totò Riina insieme ai fratelli Pullarà di Villagrazia, ai Vernengo di Ponte dell'Ammiraglio e ai Marchese di Corso dei Mille, che si contrapposero alle famiglie Bontate e Inzerillo, uscite decimate dal conflitto.[2]
Il 19 ottobre 1981 fu uno degli arrestati nel corso del cosiddetto blitz di Villagrazia, una irruzione delle forze dell'ordine in un casolare in via Valenza, nella zona di Villagrazia di Palermo, dove si stava svolgendo un summit mafioso tra membri della fazione corleonese delle famiglie mafiose di Santa Maria di Gesù, di Villagrazia e di Corso dei Mille per discutere sull'eliminazione totale dei clan Grado e Mafara, rimasti fedeli al boss Stefano Bontate durante la seconda guerra di mafia.[2]
Finì nuovamente in manette nel 1982 a seguito delle dichiarazioni del collaboratore di giustizia Salvatore Coniglio[3], che lo accusò di far parte di una banda di narcotrafficanti (c.d. «banda di nonna eroina») perciò nel relativo processo fu condannato a 15 anni di carcere[4] ridotti, poi, in appello a nove anni e sei mesi.[5][6] Accusato anche dai collaboratori di giustizia Tommaso Buscetta e Totuccio Contorno, ebbe una condanna in via definitiva a tre anni di reclusione nel Maxiprocesso di Palermo.[7]
Arresto
Il 16 dicembre del 2008, Capizzi e altri 94 mafiosi sono stati arrestati nell'operazione "Perseo" (nome che deriva dall'eroe mitologico greco omonimo, che decapitò Medusa). L'operazione ha contrastato una tentata ricostruzione della nuova Commissione provinciale mafiosa dopo gli arresti dei boss Bernardo Provenzano, Antonio Rotolo e Salvatore Lo Piccolo nel 2006 e 2007. L'obiettivo, come ha dichiarato un mafioso, era quello di "ristabilire Cosa Nostra" nel vecchio metodo, con un unico supremo boss, un "capo dei capi".[8]
Capizzi è stato nominato come il possibile capo della Commissione. Tra gli altri membri c'erano storici boss di Cosa Nostra, come Gerlando Alberti, Gregorio Agrigento di San Giuseppe Jato, Giovanni Lipari, Gaetano Fidanzati, Giuseppe Scaduto da Bagheria e Salvatore Lombardo, il boss ottantasettenne da Montelepre. Molti dei mafiosi arrestati erano stati recentemente rilasciati dalla prigione per motivi di salute, e stavano servendo la loro condanna agli arresti domiciliari. Il latitante Matteo Messina Denaro avrebbe appoggiato la costituzione di questo organo interno a Cosa Nostra, pianificando di sostituire Capizzi qualora fosse stato arrestato. [8][9]
Nel 2010, a seguito delle accuse del collaboratore di giustizia Gaspare Spatuzza, Capizzi fu condannato a 30 anni di carcere per il suo ruolo nel rapimento del piccolo Giuseppe Di Matteo, brutalmente ucciso dopo 779 giorni di prigionia nel 1996 per ritorsione nei confronti del padre Santino, divenuto collaboratore di giustizia[10].
Scontava la sua detenzione all'articolo 41-bis nel carcere di Opera. Affetto da un tumore, durante l'estate del 2023 dovette essere ricoverato all'Ospedale San Paolo di Milano, ove è morto il 12 settembre, all’età di 79 anni.[11]
Discordanze
Quando gli è stata comunicata la scelta di nominare Capizzi, un altro boss, Gaetano Lo Presti, boss dell'area di Porta Nuova di Palermo nominato da Lo Piccolo nel 2007, ha messo in discussione la scelta, domandando: "Chi ha autorizzato questo?". Infatti, sosteneva che lui dovesse ricoprire quel ruolo, piuttosto che Capizzi. C'era anche una traccia di una nuova Guerra di Mafia sulle strade della Sicilia. Proprio questo timore ha spinto la polizia a portare avanti il lancio dell'operazione, risultata in 94 arresti. Lo Presti, le cui indiscrezioni al telefono hanno portato alla polizia all'inizio dell'operazione, si è impiccato nella sua cella, alcune ore dopo essere arrestato.[12]
Note
- ↑ Colpo a Cosa nostra rifondata, su Repubblica.it (archiviato dall'url originale il 16 giugno 2021).
- 1 2 3 Ordinanza-sentenza del maxiprocesso di Palermo - Parte VI - Le singole posizioni - capitolo 2: da Buscetta Tommaso a Chimera Vittorio, pp. 4716-4728., su www.slideshare.net. URL consultato il 3 luglio 2026.
- 1 2 SULLA VIA DEL TABACCO ADESSO SCORRE UN FIUME D' EROINA - la Repubblica.it, su Archivio - la Repubblica.it, 3 ottobre 1984. URL consultato il 3 luglio 2026.
- ↑ PALERMO, 5 ANNI DI CARCERE INFLITTI A 'NONNA EROINA' - la Repubblica.it, su Archivio - la Repubblica.it, 27 febbraio 1985. URL consultato il 3 luglio 2026.
- ↑ Antonio Calabrò, I mille morti di Palermo, Mondadori, 2 febbraio 2016, ISBN 978-88-520-7088-4. URL consultato il 3 luglio 2026.
- ↑ PER UN ERRORE TORNANO LIBERI 45 MAFIOSI - la Repubblica.it, su Archivio - la Repubblica.it, 11 gennaio 1987. URL consultato il 3 luglio 2026.
- ↑ Sentenza del Maxiprocesso di Palermo
- 1 2 Mafia chiefs seized as they select godfather, su independent.co.uk.
- ↑ Mafia, maxi blitz in Sicilia "Volevano rifondare la Cupola", su repubblica.it.
- ↑ Sequestro Di Matteo condannati tre boss - la Repubblica.it, su Archivio - la Repubblica.it, 31 marzo 2010. URL consultato il 3 luglio 2026.
- ↑ Guido Rosa, Morto Benedetto Capizzi, boss di Cosa Nostra al 41 bis con 2 ergastoli, era malato da tempo, su www.ilgiornaleditalia.it. URL consultato il 25 settembre 2023.
- ↑ Mafia boss kills himself after arrest, su independent.co.uk.