Benzene di Dewar

Benzene di Dewar
Struttura del benzene di Dewar
Struttura del benzene di Dewar
Modello 3D del benzene di Dewar
Modello 3D del benzene di Dewar
Nome IUPAC
biciclo[2.2.0]esa-2,5-diene
Nomi alternativi
benzene di Dewar
Caratteristiche generali
Formula bruta o molecolareC6H6
Massa molecolare (u)78,1
Aspettoliquido
Numero CAS5649-95-6
PubChem98808
SMILES
C1=CC2C1C=C2
Proprietà chimico-fisiche
Temperatura di ebollizione(103,5±25,0) °C (stima)
Indicazioni di sicurezza

Il benzene di Dewar (nome sistematico: biciclo[2.2.0]esa-2,5-diene)[1] è un diene biciclico con i doppi legami isolati; la sua formula molecolare è C6H6 ed è quindi un isomero del benzene.[2]

Storia

Nel 1867, quando si conosceva solo la formula bruta del benzene ma non la sua formula di struttura, James Dewar ipotizzò che il benzene potesse avere la struttura molecolare di tale composto chimico, che per tale motivo fu chiamato "benzene di Dewar", nonostante con il benzene abbia in comune solo la formula bruta (C6H6).

Quando si scoprì la vera struttura del benzene, il benzene di Dewar rimase un composto ipotetico, fino al 1962, quando fu sintetizzato per la prima volta come un terz-butil derivato[3] e successivamente non sostituito nel 1963 per fotolisi di cis-1,2-diidro derivati dell'anidride ftalica seguita da ossidazione con tetracetato di piombo:[4]

Proprietà

A differenza del benzene, il benzene di Dewar non è planare. I due quadrilateri congiunti in cis tramite il legame tra le due teste di ponte (C1 e C4 che formano 4 legami sigma, invece dei 3 degli altri) formano tra loro un angolo ottuso. Il composto non è stabile e tende a isomerizzarsi a benzene in una trasformazione orbitalica proibita, per la quale si osserva un tempo di dimezzamento di circa 2 giorni.[5] La trasformazione è notevolmente esotermica, ΔHr° = -297 kJ/mol e la sua energia di attivazione ammonta a 96,2 kJ/mol.[2]

Note

  1. ↑ (EN) Dewar benzene, su www.chemspider.com. URL consultato il 10 giugno 2026.
  2. 1 2 Francis A. Carey e Richard J. Sundberg, Advanced organic chemistry, 5ª ed., Springer, 2007, p. 904, ISBN 978-0-387-44897-8.
  3. ↑ E. E. Van Tamelen, S. P. Pappas, Chemistry of Dewar Benzene. 1,2,5-Tri-t-Butylbicyclo[2.2.0]Hexa-2,5-Diene, in J. Am. Chem. Soc., vol. 84, n. 19, 1962, pp. 3789-3791, DOI:10.1021/ja00878a054.
  4. ↑ E. E. Van Tamelen, S. P. Pappas, Bicyclo [2.2.0]hexa-2,5-diene, in J. Am. Chem. Soc., vol. 85, n. 20, 1963, pp. 3297-3298, DOI:10.1021/ja00903a056.
  5. ↑ James O. Jensen, Vibrational frequencies and structural determination of dewar benzene, in Journal of Molecular Structure: THEOCHEM, vol. 680, n. 1, 5 luglio 2004, pp. 227–236, DOI:10.1016/j.theochem.2004.03.042. URL consultato il 10 giugno 2026.

Bibliografia

  • K.P.C. Vollhardt, N.E. Schore, Chimica Organica, Zanichelli, ISBN 88-08-07521-4

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