Beretta M35

Beretta M35
TipoPistola semiautomatica
OrigineItalia (bandiera) Italia
Impiego
UtilizzatoriItalia (bandiera) Italia
Conflittiguerra civile spagnola
Seconda guerra mondiale
Produzione
Date di produzione1937 - 1967
Numero prodotto525.000 pezzi
Variantinessuno
Descrizione
Calibro7,65 mm
Munizioni.32 ACP (7,65 × 17 mm Browning)
AzionamentoChiusura labile
Velocità alla volata290 m/s
Tiro utileutile 20-40m
AlimentazioneCaricatore a scatola rimovibile da 8 colpi
Organi di mirafisse
ExOrdinanza.net[1]
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La Beretta M35, ufficialmente Pistola Beretta Modello 1935, è una pistola semiautomatica compatta progettata e prodotta dall’azienda italiana Beretta a partire dal 1935. Camerata per il calibro 7,65 mm Browning (.32 ACP), fu adottata da numerosi corpi armati italiani durante il periodo fascista e la Seconda guerra mondiale, tra cui Regio Esercito, Regia Aeronautica e forze di polizia.

Derivata dal precedente modello M34 in calibro 9 corto, la M35 si distingueva per dimensioni contenute, semplicità costruttiva e affidabilità meccanica, caratteristiche che contribuirono alla sua ampia diffusione sia in ambito militare sia civile. Dopo la guerra continuò a essere utilizzata da diversi corpi di sicurezza italiani e venne esportata in numerosi paesi.

Tecnica e specifiche

La Beretta M35 era una pistola semiautomatica a funzionamento semplice a massa, alimentata tramite caricatore amovibile da 8 colpi camerato per il calibro 7,65 × 17 mm Browning (.32 ACP). Il progetto derivava direttamente dalla Beretta M34, della quale conservava quasi integralmente l’impostazione meccanica, differenziandosi principalmente per il diverso munizionamento impiegato.

L’arma presentava fusto e carrello in acciaio, cane esterno, sicura manuale laterale e canna fissata rigidamente al telaio, soluzione che contribuiva alla robustezza e alla precisione dell’arma. Come nella M34, il caricatore disponeva di un elevatore che, esauriti i colpi, manteneva l’otturatore in posizione aperta; l’introduzione di un nuovo caricatore provocava automaticamente la chiusura dell’otturatore e l’incameramento della cartuccia.

Le guancette erano generalmente realizzate in bachelite nera con monogramma “PB” della Beretta in rilievo, mentre la finitura standard era la brunitura lucida. Gli organi di mira erano fissi e costituiti da mirino anteriore integrale e tacca di mira ricavata sul carrello.

Durante il periodo della Repubblica Sociale Italiana e dell’occupazione tedesca (1943-1945), la produzione fu progressivamente semplificata per accelerare i ritmi industriali e ridurre i costi. Le pistole di questo periodo presentavano spesso finiture meno accurate, lavorazioni più grezze e marcature semplificate rispetto agli esemplari antecedenti al conflitto.

Storia

La Beretta M35 venne sviluppata nella prima metà degli anni trenta come variante in calibro 7,65 × 17 mm Browning della più potente Beretta M34 in calibro 9 mm Corto. Il progetto nacque sia per rispondere alle richieste del mercato civile e delle forze di polizia, sia per aggirare le restrizioni italiane dell’epoca relative ai cosiddetti “calibri da guerra”: il 9 mm Corto (.380 ACP), infatti, fu per lungo tempo soggetto a limitazioni nel mercato civile italiano, mentre il 7,65 Browning godeva di ampia diffusione e popolarità.

Presentata ufficialmente nel 1935, la M35 conservava quasi integralmente le caratteristiche meccaniche della M34, distinguendosi principalmente per il diverso cameramento e per il caricatore da 8 colpi. Grazie alle dimensioni compatte, alla semplicità costruttiva e all’affidabilità, la pistola ottenne rapidamente un buon successo commerciale e istituzionale.

Durante la Seconda guerra mondiale la M35 fu adottata da numerosi corpi armati italiani, tra cui la Regia Marina, la Regia Aeronautica, il Regio Corpo delle Guardie di Pubblica Sicurezza e vari reparti ausiliari del Regio Esercito. Pur non essendo la pistola d’ordinanza standard delle forze armate italiane — ruolo ricoperto principalmente dalla M34 — venne largamente distribuita soprattutto a ufficiali, sottufficiali, personale tecnico, equipaggi e servizi territoriali.

L’arma fu esportata anche all’estero, trovando uno dei principali utilizzatori nella Finlandia, che acquistò diversi quantitativi di pistole Beretta durante il conflitto. Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943 e l’occupazione tedesca dell’Italia settentrionale, la produzione proseguì sotto controllo germanico presso gli stabilimenti Beretta di Gardone Val Trompia. Le pistole realizzate in questo periodo vennero fornite sia alle forze armate tedesche sia alle forze della Repubblica Sociale Italiana.

Gli esemplari prodotti tra il 1943 e il 1945 presentavano spesso lavorazioni semplificate e finiture più spartane rispetto ai modelli precedenti, in conseguenza delle difficoltà industriali e della necessità di accelerare i ritmi produttivi. In molti casi vennero eliminate alcune fresature non essenziali e la brunitura risultava meno accurata. Diverse armi recavano inoltre punzoni d’accettazione tedeschi (WaA).

Nel dopoguerra la M35 rimase in servizio presso vari corpi armati e di polizia italiani, inclusi reparti della ricostituita Aeronautica Militare, della Marina Militare e delle forze di pubblica sicurezza. Parallelamente continuò a essere commercializzata sul mercato civile italiano e internazionale, dove il calibro 7,65 Browning conservava una notevole diffusione come munizionamento per difesa personale e porto occulto.

La produzione della Beretta M35 proseguì fino al 1967, per un totale stimato di oltre 500.000 esemplari realizzati. Grazie alla lunga carriera operativa e alla vasta diffusione, la pistola rappresenta uno dei modelli più longevi e riconoscibili della produzione Beretta del XX secolo.

Valutazione tecnica

La Beretta M35 è generalmente considerata una pistola solida e affidabile per gli standard della sua epoca, grazie alla semplicità del sistema a massa battente e alla buona qualità costruttiva tipica della produzione Beretta. Il rinculo contenuto del calibro 7,65 × 17 mm Browning, unito a un’impugnatura compatta e a comandi intuitivi, la rendeva adatta sia all’impiego militare secondario sia all’uso da parte di personale non specializzato.

Tra i suoi punti di forza rientrano la robustezza meccanica, la facilità di manutenzione e la buona precisione a distanze ravvicinate, caratteristiche coerenti con il ruolo di pistola da fianco compatta. Di contro, il limitato potere d’arresto del calibro e la capacità ridotta del caricatore riflettevano i compromessi tipici delle armi corte dell’epoca, soprattutto se confrontate con sviluppi successivi del secondo dopoguerra.

Nel panorama evolutivo delle pistole Beretta del dopoguerra, la M35 può essere vista come una delle basi concettuali che portarono alla serie Beretta 70, nella quale l’azienda mantenne l’attenzione per armi compatte e affidabili, introducendo però soluzioni più moderne, migliori ergonomie e una gamma più ampia di calibri e configurazioni, in linea con le esigenze civili e di polizia del secondo Novecento.

Note

  1. ↑ Beretta Modello 34 e Modello 35, su exordinanza.net. URL consultato l'11 luglio 2014.

Voci correlate

Altri progetti

Collegamenti esterni

  • Beretta Italia, su beretta.it. URL consultato il 20 febbraio 2007 (archiviato dall'url originale il 23 febbraio 2009).