Bernardo Biancale
Bernardo Biancale (Sora, 19 settembre 1869 – Parigi, 28 febbraio 1959) è stato un pittore italiano.
Biografia
crebbe in una famiglia numerosa e dedita all'arte; suo primo maestro fu il padre Pietro, pittore autodidatta. Fu cugino del critico d'arte Michele Biancale, che ne documentò costantemente l'attività artistica[1].
Nel 1888 si trasferì a Napoli per frequentare l'Istituto di Belle Arti "A. Casanova"[2], dove studiò sotto la guida di Gioacchino Toma, Stanislao Lista e Antonino Licata. In questo periodo fu influenzato dal verismo della Scuola napoletana e dal luminismo di Domenico Morelli[3]. Dopo un breve soggiorno a Roma, rientrò a Sora entrando in contatto con il gruppo di pittori scandinavi di Civita d'Antino, tra cui Kristian Zartmann e Christian Meyer Ross, che stimolarono la sua produzione naturalistica[4].
Partecipò a importanti rassegne nazionali, tra cui l'Esposizione Triennale di Milano (1898) e la Biennale di Venezia del 1900, dove espose il dipinto Il forno[4]. Nel 1902 si stabilì definitivamente a Parigi, aprendo uno studio a Place Pigalle nello stesso edificio di Pablo Picasso, con il quale strinse un'amicizia segnata da “accesi bisticci” sulle opposte concezioni artistiche: [5].
In Francia espose regolarmente al Salon e presso gallerie prestigiose come la Bernheim-Jeune (1926)[5]. Nel 1943 prese parte all'Exposition des artistes italiens de Paris, esponendo accanto a Giorgio de Chirico, Filippo de Pisis e Gino Severini[6]. La critica francese, in particolare la testata Le Matin, lo definì un «colorista dotato di eccezionale freschezza»[7].
Durante la prima guerra mondiale rientrò temporaneamente in Italia, realizzando tra il 1914 e il 1920 un ciclo di affreschi nella chiesa di San Rocco a Sora, utilizzando i propri familiari come modelli per le figure religiose[8]. Morì a Parigi nel 1959.
Stile
La sua pittura rappresenta una sintesi tra il naturalismo di matrice meridionale e l'impressionismo francese. Pur attingendo a soluzioni tecniche vicine a Vincent van Gogh, mantenne una predilezione per atmosfere fredde e sfondi definiti "metallici", tipici del paesaggio del nord della Francia[9].
Note
- ↑ Caldaroni e Rizzello 1991, pp. 7-8
- ↑ Caldaroni e Rizzello 1991, p. 9
- ↑ Caldaroni e Rizzello 1991, p. 10
- 1 2 Caldaroni e Rizzello 1991, p. 11
- 1 2 Caldaroni e Rizzello 1991, pp. 15-16
- ↑ Caldaroni e Rizzello 1991, pp. 16-17
- ↑ Caldaroni e Rizzello 1991, p. 17
- ↑ Caldaroni e Rizzello 1991, p. 14
- ↑ Caldaroni e Rizzello 1991, pp. 9-15
Bibliografia
- Augusta Caldaroni e Marcello Rizzello, Alle soglie dell'arte moderna: Bernardo Biancale e la sua famiglia, Sora, Tipografia dell'Abbazia, 1991, SBN RMS0074862.