Beta Herculis

Beta Herculis
Beta Herculis
ClassificazioneGigante gialla
Classe spettraleG7IIIa[1]
Distanza dal Sole148 anni luce
CostellazioneErcole
Coordinate
(all'epoca J2000)
Ascensione retta16h 30m 13.200s
Declinazione+21° 29′ 22.60″
Parametri orbitali
Semiasse maggiore1,4-1,8 UA
Periodo orbitale1,1254 anni[2]
Inclinazione orbitale53,8°
Eccentricità0,5613[2]
Dati fisici
Raggio medio17[3] R⊙
Massa
2,08[3] M⊙
Temperatura
superficiale
  • 5000 K (media)
Luminosità
175 L⊙
Metallicità77% rispetto al Sole
Dati osservativi
Magnitudine app.+2,78
Magnitudine ass.
  • -0,37
Parallasse23,44mas
Moto proprioAR: -99.15 mas/anno
Dec: -15.39 mas/anno
Velocità radiale-25,5 Km/s[1]
Nomenclature alternative
Kornephoros, Korneforos, Rutilicus, α Her, 27 Her, HR 6148, HD 148856, SAO 84411, BD+21 2934, FK5 618, HIP 80816.

Beta Herculis (Beta Her, β Herculis / 27 Herculis) conosciuta anche con il nome tradizionale di Kornephoros, è la stella più brillante della costellazione di Ercole. Viene anche chiamata con il nome di Rutilico[4]. Di magnitudine apparente +2,78, dista 148 anni luce dal sistema solare[5].

Osservazione

Grazie alla sua posizione non fortemente boreale, può essere osservata dalla gran parte delle regioni della Terra, sebbene gli osservatori dell'emisfero nord siano più avvantaggiati. Nei pressi del circolo polare artico appare circumpolare, mentre resta sempre invisibile solo in prossimità dell'Antartide. La sua magnitudine apparente, di circa +2,78, le permette di essere facilmente individuata anche da centri urbani di dimensioni medie.

Il periodo migliore per la sua osservazione nel cielo serale ricade nei mesi compresi fra maggio e settembre; da entrambi gli emisferi il periodo di visibilità rimane indicativamente lo stesso, grazie alla posizione della stella non lontana dall'equatore celeste.

Caratteristiche fisiche

La stella è una gigante gialla di tipo spettrale G7III con una massa del triplo o poco più di quella solare. Il raggio è 17 volte quello del Sole ed emette 175 volte più luce; la velocità radiale negativa indica che la stella si sta avvicinando al sistema solare[1].

Nel 1908 si osservò che la stella era una binaria spettroscopica, che era cioè possibile dedurre che si trattava di una doppia tramite analisi spettroscopica, poiché la separazione tra le due componenti non permetteva la risoluzione visuale delle due stelle. Nel 1977, all'osservatorio di Monte Palomar fu possibile risolvere le due componenti tramite la tecnica dello speckle imaging. Nel 2005, analizzando i dati del satellite Hipparcos venne calcolato il periodo orbitale delle due componenti, che risultò essere di 410 giorni. Non è ben conosciuta la secondaria, si presume solamente che sia una stella con una massa simile a quella del Sole.

La stella emana una significativa quantità di raggi X, che implica la presenza di attività magnetica. Possiede un'età stimata in circa 440 milioni di anni, e ha iniziato la sua vita come una calda stella bianco-azzurra di sequenza principale, simile a Zubeneschamali (β librae)[5].

Il suo diametro è circa 17 volte quello solare[3], e possiede una metallicità inferiore rispetto al Sole, circa il 77 %[3].

Etimologia

Il nome Kornephoros deriva dalla lingua greca e significa portatore del randello[5]. Questa stella è anche chiamata Rutilicus, nome condiviso con Zeta Herculis. Rutilicus deriva da rutellum, che a sua volta è diminutivo di rutrum, uno strumento tagliente usato nell'Antica Roma, che Ercole portava con sé nelle prime rappresentazioni[6].

Note

  1. 1 2 3 bet Her -- Star SIMBAD
  2. 1 2 David F. Gray, The Orbit, Rotation, and Granulation of the G7 Giant β Her, in The Astrophysical Journal, vol. 832, n. 1, novembre 2016), DOI:10.3847/0004-637X/832/1/68.
  3. 1 2 3 4 David F. Gray e Taranpreet Kaur, A Recipe for Finding Stellar Radii, Temperatures, Surface Gravities, Metallicities, and Masses Using Spectral Lines, in The Astrophysical Journal, vol. 882, n. 2, 2019, DOI:10.3847/1538-4357/ab2fce.
  4. ↑ Rutilico, in Dizionario delle scienze fisiche, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1996. URL consultato il 27 gennaio 2017.
  5. 1 2 3 kornephoros (Stars, Jim Kaler), su stars.astro.illinois.edu.
  6. ↑ Kornephoros (The Fixed Stars), su constellationsofwords.com.

Voci correlate