Betonica hirsuta
La betonica densiflora (Betonica hirsuta L., 1771) è una pianta perenne, erbacea, eretta dai copiosi fiori colorati di rosa intenso, appartenente alla famiglia delle Lamiacee.[1]
Descrizione

Queste piante arrivano ad una altezza di 10 – 30 cm. La forma biologica è emicriptofita scaposa (H scap), ossia in generale sono piante erbacee, a ciclo biologico perenne, con gemme svernanti al livello del suolo e protette dalla lettiera o dalla neve e sono dotate di un asse fiorale eretto e spesso privo di foglie.[2][3][4][5][6][7]
Radici
Fusto
- Parte ipogea: la parte sotterranea del fusto consiste in un piccolo rizoma, generalmente a portamento obliquo.
- Parte epigea: fusto è ascendente, quadrangolare (per la presenza di fasci di collenchima posti nei quattro vertici) con peli patenti (lunghi da 0,9 - 1,2 mm) alto fino a 40 cm (minimo 20 cm). Il fusto è semplice, raramente è ramificato.
Foglie

Le foglie sono intere a forma lanceolata con marcate nervature; sui bordi sono dentate grossolanamente (denti acuti).
- Foglie basali: la rosetta basale è composta da foglie persistenti e lungamente picciolate. Dimensioni: lunghezza del picciolo 3 – 6 cm; larghezza della lamina 1 - 1,5 cm; lunghezza della lamina 5 – 6 cm.
- Foglie cauline: sono brevemente e progressivamente sempre meno picciolate; quelle superiori sono sessili (sub - sessili) e trasformate quasi in brattee. Le dimensioni delle foglie cauline sono simili a quelle basali. Le foglie cauline inoltre sono inserite nei nodi del fusto a coppie opposte e si trovano anche alla base dell'infiorescenza.
Infiorescenza

I fiori ermafroditi sono riuniti in glomeruli verticillati (verticillastro apicale) compatti, quasi globosi inizialmente ma di forma cilindrica a fioritura completa. I verticilli fiorali sono sovrapposti lungo il fusto per cui l'infiorescenza ha l'aspetto di una spiga. Alla base dell'infiorescenza sono presenti delle foglie bratteate strettamente lanceolate lunghe 8 – 12 mm a portamento inclinato. Le brattee del verticillo seguente sono disposte in modo alternato.
Fiore

I fiori sono ermafroditi, zigomorfi (il calice è attinomorfo), tetraciclici (con i quattro verticilli fondamentali delle Angiosperme: calice– corolla – androceo – gineceo) e pentameri (calice e corolla sono formati da cinque elementi). Lunghezza del fiore: 15 – 22 mm.
- X, K (5), [C (2+3), A 2+2], G (2), supero, drupa, 4 nucole.
- Il calice è gamosepalo, attinomorfo, tubuloso, campanulato (allargato alla base), lungo 13 – 15 mm, e accompagnato da una breve bratteola ovale - acuminata di 5 – 12 mm, ed è diviso in 5 denti (sepali) sottili lunghi da 4 – 5 mm ciascuno.
- La corolla gamopetala, zigomorfa rosea o purpurea (raramente bianca), lunga 18 – 24 mm, ha la forma di un tubo lievemente ricurvo. È divisa in due labbra ben sviluppate e divergenti ad angolo retto: quello superiore è arcuato verso l'alto e bidentato; quello inferiore è diviso in 3 lobi (quello centrale è più grande e dentato; mentre i due laterali sono arrotondati).
- L'androceo possiede quattro stami didinami e parzialmente inclusi nella corolla e posizionati sotto il labbro superiore; sono sporgenti. I filamenti sono adnati alla corolla. Le teche sono più o meno distinte; la deiscenza è logitudinale. Gli stami dopo la fecondazione divergono e si attorcigliano. I granuli pollinici sono del tipo tricolpato o esacolpato. Il nettario è ricco di sostanze zuccherine.
- Gineceo: l'ovario, profondamente quadri-lobato, è supero formato da due carpelli saldati (ovario bicarpellare) ed è 4-loculare per la presenza di falsi setti. La placentazione è assile. L'ovario è arrotondato all'apice. Gli ovuli sono 4 (uno per ogni presunto loculo), hanno un tegumento e sono tenuinucellati (con la nocella, stadio primordiale dell'ovulo, ridotta a poche cellule).[8] Lo stilo inserito alla base dell'ovario (stilo ginobasico) è del tipo filiforme ed è incluso nella corolla. Lo stigma è bifido con due lacinie uguali.
- Fioritura: da luglio ad agosto.
Frutti
Il frutto è una nucula acheniforme (schizocarpo); più precisamente è una drupa (ossia una noce) con quattro semi (uno per ovulo derivato dai due carpelli divisi a metà). Questo frutto nel caso delle Lamiacee viene chiamato "clausa". Le quattro (o a volte tre) parti in cui si divide il frutto principale, sono ancora dei frutti (parziali) ma monospermici (un solo seme) e privi di endosperma. La forma è da obovoide a oblunga arrotondata all'apice.
Biologia
Riproduzione
Questa specie si riproduce per impollinazione tramite insetti: ditteri, imenotteri e più raramente lepidotteri (impollinazione entomogama).[9][10]
La dispersione dei semi avviene inizialmente a causa del vento (dispersione anemocora); una volta caduti a terra sono dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (mirmecoria).[11] A tal fine i semi hanno una appendice oleosa ricca di grassi, proteine e zuccheri (elaiosoma) che attrae le formiche durante i loro spostamenti alla ricerca di cibo.[12]
Distribuzione e habitat
- Distribuzione: il tipo corologico (area di origine) è Orofita - Sud Ovest Europeo.

Distribuzione della specie in Italia
(Distribuzione regionale[13] – Distribuzione alpina[14])
In Italia si trova solamente nella parte settentrionale (Alpi e Appennini settentrionali). Fuori dall'Italia, sempre nelle Alpi, questa specie si trova in Francia (tutti i dipartimenti alpini), in Svizzera e in Austria (Länder della Carinzia). Sugli altri rilievi europei collegati alle Alpi si trova nei Pirenei.[14] - Habitat: l'habitat tipico sono i pascoli d'altitudine o le brughiere subalpine; ma anche le lande e i popolamenti a lavanda. Il substrato preferito è calcareo ma anche calcareo/siliceo con pH neutro, bassi valori nutrizionali del terreno che deve essere secco.[14]
- Distribuzione altitudinale: sui rilievi queste piante si possono trovare da 1300 fino a 2300 m s.l.m.; frequentano quindi i seguenti piani vegetazionali: subalpino e in parte quello alpino e quello montano.
Fitosociologia
Dal punto di vista fitosociologico alpino Stachys pradica appartiene alla seguente comunità vegetale:[14]
- Formazione: delle comunità delle praterie rase dei piani subalpino e alpino con dominanza di emicriptofite
- Classe: Elyno-Seslerietea variae
Tassonomia
La famiglia delle Lamiacee comprende circa 220 generi e quasi 7000 specie[4][15].
Il genere Betonica comprende 10 specie ed è l'unico genere della tribù Betoniceae (sottofamiglia Lamioideae)[16][17].
Note
- ↑ (EN) Betonica hirsuta, su Plants of the World Online, Royal Botanic Gardens, Kew. URL consultato l'08/01/2026.
- ↑ Pignatti 1982, vol. 2, pag. 437
- ↑ Motta 1960, vol. 3, pag. 761.
- 1 2 3 Judd 2007, pag. 504.
- ↑ Strasburger 2007, pag. 850.
- 1 2 Tavole di Botanica sistematica, su dipbot.unict.it, 7 settembre 2015 (archiviato dall'url originale il 4 marzo 2016).
- ↑ Kadereit 2004, pag. 223.
- ↑ Musmarra 1996.
- ↑ Kadereit 2004, pag. 177.
- ↑ Pignatti 1982, vol. 2, pag. 437.
- ↑ Kadereit 2004, pag. 181.
- ↑ Strasburger, pag. 776.
- ↑ Conti et al. 2005, pag. 170.
- 1 2 3 4 Aeschimann et al. 2004, vol. 2, pag. 124.
- ↑ (EN) Accepted genera of Lamiaceae, su Plants of the World Online, Royal Botanic Gardens, Kew. URL consultato il 9 gennaio 2026.
- ↑ Olmstead 2021
- ↑ (EN) Betoniceae, su Angiosperm Phylogeny Website. URL consultato il 9 gennaio 2026.
Bibliografia
- Giacomo Nicolini, Enciclopedia Botanica Motta, Milano, Federico Motta Editore. Volume 3, 1960, p. 761.
- Sandro Pignatti, Flora d'Italia. Volume secondo, Bologna, Edagricole, 1982, p. 464, ISBN 88-506-2449-2.
- AA.VV., Flora Alpina. Volume secondo, Bologna, Zanichelli, 2004, p. 124.
- 1996 Alfio Musmarra, Dizionario di botanica, Bologna, Edagricole.
- Eduard Strasburger, Trattato di Botanica. Volume secondo, Roma, Antonio Delfino Editore, 2007, p. 850, ISBN 88-7287-344-4.
- Judd S.W. et al., Botanica Sistematica - Un approccio filogenetico, Padova, Piccin Nuova Libraria, 2007, ISBN 978-88-299-1824-9.
- (EN) F. Conti, G. Abbate, A. Alessandrini and C. Blasi, An annotated checklist of the Italian Vascular Flora, Roma, Palombi Editore, 2005, p. 170, ISBN 88-7621-458-5.
- (EN) Kadereit J.W., The Families and Genera of Vascular Plants, Volume VII. Lamiales, Berlin, Heidelberg, 2004, p. 223.
- (EN) David Gledhill, The name of plants (PDF), Cambridge, Cambridge University Press, 2008. URL consultato il 18 giugno 2016 (archiviato dall'url originale il 4 marzo 2016).
- (EN) Richard Olmstead, A Synoptical Classification of the Lamiales. Version 2.8.0 (PDF), 2021.
- D.Aeschimann, K.Lauber, D.M.Moser, J-P. Theurillat, Flora Alpina. Volume 2, Bologna, Zanichelli, 2004, pp. 580-590.
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Collegamenti esterni
- Stachys pradica IPNI Database
- Stachys pradica EURO MED - PlantBase Checklist Database
