Bianca Penco
Maria Bianca Penco (Genova, 3 gennaio 1917 – Genova, 16 marzo 2015[1]) è stata un'attivista italiana, nota per l'attività di promozione culturale.
Biografia
Bianca Penco si laurea in Storia con 110 e lode e dignità di stampa nel 1939 presso l'Università di Genova con una tesi su Jean-Pierre Gaffori, precursore di Pasquale Paoli nella ribellione al potere di Genova; il lavoro viene citato da Vito Vitale nella sua "Storia di Genova". Nel dopoguerra insegna letteratura italiana nella Scuola Svizzera di Genova.
Opera durante il fascismo fino al dopoguerra nella Federazione universitaria cattolica italiana, come Vicepresidente tra il 1939 e il 1941 e come presidente nazionale insieme a Giulio Andreotti tra il 1942 e il 1944, e sempre come presidente, con Ivo Murgia tra il 1944 e il 1947.
In questo contesto svolge una intensa attività di relazioni internazionali, partecipa a incontri riservati con Pio XI nel momento del suo massimo antagonismo con il regime fascista e nazista e collabora con la Segreteria di Stato anche negli anni successivi per il tramite di Giovanni Battista Montini, ex assistente nazionale della FUCI. Nell'ottobre 1942, ad esempio, è latrice di un messaggio riservato e urgente del Papa per l'arcivescovo di Genova (l'antifascista Pietro Boetto), consegnato mentre infuriavano i bombardamenti sulla città. I suoi ricordi sono stati importanti nel dibattito sulla posizione dei cattolici nei confronti delle leggi razziali del 1938, osteggiate da Pio XI che aveva preparato un documento, prima di morire nel 1939. In una sua intervista al Secolo XIX Bianca Penco testimonia di "un'udienza privata di Papa Ratti, il quale, a pochi qualificai esponenti della FUCI, rivelò che si accingeva a rendere pubblica una durissima condanna nei confronti dei regii nazista e fascista."[2] Pio XI morì poco dopo e la lettera di condanna non venne mai pubblicata.
Prima della liberazione, negli anni '40, Bianca Penco era sfollata a Sale (provincia di Alessandria) e da Sale teneva i contatti con Roma, fin quando fu possibile. Soprattutto teneva contatti con la FUCI femminile del Nord Italia, dove quasi tutti i membri erano antifascisti, come ricorda in un'intervista all'Istituto Storico per la Resistenza in Liguria: "...nel settore nord (della FUCI] i ragazzi erano quasi tutti scomparsi dalla circolazione, molti sono morti in guerra oppure nei pargigiani, quindi la parte maschile era scomparsa negli ultimi anni di guerra da quando io ero andata a Sale e tenevamo noi i contatti con la parte sui monti. (...) Negli anni della Resistenza io ho conosciuto persone come Tina Anselmi (...).Vi erano collegamenti e legami strettissimi, i cattolici contribuirono in larga parte alla riuscita della lotta di liberazione. (...) Al momento della liberazione non ero a Genova, ma a Sale, avevo contati con molti partigiani, e alcuni sfollati cattolico-democraici. Tornai a Genova ma ripartii subito per Roma." Del periodo riporta il suo giudizio del lavoro svolto: "la FUCI femminile ha avuto un compito molto importante, non solo per quelle che sono entrate direttamente in collegamento con la Resistenza, ma anche per quelle che hanno continuato l'attività di studio, l'attività di formazione, nonostante la situazione drammatica."[3] Nella stessa intervista presso l'Istituto storico della Resistenza in Liguria si trovano ulteriori analisi e osservazioni sulle diferse psicologie delle figure di Aldo Moro e Giulio Andreotti, con i quali Bianca Penco collaborò assiduamente.
Nel 1945, appena dopo la liberazione di Genova,[4] Bianca Penco riallaccia i collegamenti con la FUCI romana, dando un quadro vivido della situazione dell'epoca: "Durante la guerra l'Italia del Nord era divisa dall'Italia del Centro-Sud dalla “linea gotica” che tagliava la Toscana; mentre don Guano era rimasto a Roma, la FUCI del nord era coordinata da mons. Franco Costa. Il mio primo incontro con Pax Romana[5] avvenne nell'immediato dopoguerra, nel 1945: una macchina del Vaticano era giunta a Genova (da poco liberata) per “recuperare” i due responsabili della FUCI del nord, don Costa e Bianca Penco, e accompagnarli a Roma. Viaggio avventuroso punteggiato dai colpi di fucile nella salita del Bracco (allora covo di banditi) e dall'allucinante attraversata della pineta di Tombolo, regno della malavita."[6]
Dal 1947 al 1954 fa parte di Pax Romana, movimento Internazionale degli Intellettuali Cattolici, dove si scontra in Spagna con altre componenti cattoliche più vicine al franchismo e viene per questo denunciata al Sant'Ufficio come portatrice di istanze "rivoluzionarie", denuncia caduta nel nulla dato che era stato avvisato Monsignor Montini che non dà adito ad alcuna conseguenza.[3]
Nel 1954 sposa l'ingegnere Giovanni Battista Cavasola[7]. Assieme al marito si sposta ad abitare in Friuli, dove dal 1955 al 1958 è Assessore alla Cultura e all'Assistenza nel comune di Monfalcone; in questo periodo tiene corsi di Cultura per gli operai al cantiere navale. In seguito si trasferisce in Toscana, dove collabora attivamente con il Vescovo di Livorno Emilio Guano nella diffusione e applicazione delle idee del Concilio Vaticano II.
Ritornata a Genova, ha svolto, tra altre incombenze, attività di promozione culturale come presidente genovese dell'associazione "Maria Cristina di Savoia" Archiviato il 19 dicembre 2014 in Internet Archive..
Riconoscimenti
Il 16 gennaio 1947 riceve, assieme a Aldo Moro, Ivo Murgia e Angela Gotelli, un riconoscimento pontificio accompagnato da una lettera di motivazioni a firma del sostituto alla Segreteria di Stato Vaticana Giovanni Battista Montini. In questa lettera si rilevavano la "lodevole fedeltà" e i "grandi sacrifici" sostenuti dai quattro sopracitati e il loro impegno "nell'opera di formazione morale e intellettuale di coloro, che sono e che saranno gli elementi direttivi della società" (vedi Casella 1987, Camadini, 2006, pp. 17–18).
Note
- ↑ vedi Il Secolo XIX del 16 marzo 2015 e, per un commento al funerale, Il Secolo XIX del 19 marzo 2015
- ↑ vedi ad esempio intervista al Secolo xix Archiviato il 3 novembre 2013 in Internet Archive. o anche Il segreto di Fatima e i papi del Novecento
- 1 2 Istituto Storico della Resistenza in Liguria, Scheda 22/Data 6/6/1994- Intervista: Bianca Penco
- ↑ Vedi Resoconto dei giorni della liberazione Archiviato il 26 agosto 2014 in Internet Archive.
- ↑ Pax Romana (ufficialmente fondata nel 1947), su meic.net. URL consultato il 23 agosto 2014 (archiviato dall'url originale il 24 maggio 2014).
- ↑ Bianca Penco, "Ricordo di don Guano" in AAVV, Emilio Guano, un vescovo genovese al Concilio, Editrice Studium, Roma, 2012.
- ↑ Ultimo erede dei Cavasola di Finalborgo e dirigente industriale. Dedica gli anni della pensione a studi di storia ligure, traducendo fra l'altro per la prima volta opere di Gianmario Filelfo. In questa attività pubblicistica trova sempre il sostegno e l'aiuto di sua moglie.
Bibliografia
- Giuseppe Camadini, "Guido Gonella,, i cattolici e l'educazione", in Linea diretta – Rivista trimestrade della Società Cattolica di Assicurazione, Anno X - N. 31 - Marzo-Giugno 2006 (pp. 10–23)
- Istituto Storico della Resistenza in Liguria, Scheda 22 - Data 6/6/1994 - Intervista: Bianca Penco
- Mario Casella, Cattolici e Costituente. Orientamenti e iniziative del cattolicesimo organizzato (1945-1947), Esi, Napoli, 1987.
- Rosemary Goldie, “Vocazione internazionale. Appunti per una storia”, in AAVV, Emilio Guano,Uomo della Parola, a c. di Giulio Tavallini, Edizioni Studium, Roma 1977
- Bianca Penco Cavasola, "Alla sorgente", in Coscienza, n. 1, 2004 Pag.38
- Bianca Penco, "Ricordo di don Guano" in AAVV, Emilio Guano, un vescovo genovese al Concilio, Editrice Studium, Roma, 2012.
- Gian Mario Filelfo, La Guerra del Finale (1447–1452), Traduzione, riassunti e note di Gian Battista Cavasola, Tipografia Bolla, Centro Storico del Finale, prima ed. 1979, seconda edizione aggiornata in base a recenti studi storiografici, Finale 1999.
Collegamenti esterni
- Mussolini, Hitler e lo scontro tra due papi: intervista a Bianca Penco, su ilsecoloxix.it. URL consultato il 23 agosto 2014 (archiviato dall'url originale il 3 novembre 2013).
- Pio XI, Pio XII e le leggi razziali, su channelman.wordpress.com.