Biblioteca Panizzi
| Biblioteca Panizzi | |
|---|---|
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| Ubicazione | |
| Stato | |
| Regione | |
| Città | Reggio Emilia |
| Indirizzo | Via Farini, 3 |
| Caratteristiche | |
| Tipo | Pubblica |
| ISIL | IT-RE0052 |
| Sito web | |
La Biblioteca Panizzi è la principale biblioteca pubblica della città di Reggio Emilia. È una biblioteca civica che offre un servizio di documentazione, informazione e promozione della lettura, ed è articolata nella Sezione Moderna della sede centrale - Palazzo San Giorgio - e nelle biblioteche decentrate di Ospizio, Rosta Nuova, San Pellegrino-Marco Gerra, Santa Croce, lo Spazio Culturale Orologio e la Biblioteca delle Arti. La Biblioteca Panizzi è anche caratterizzata – nella Sezione Conservazione e Storia locale della sede centrale – da un insieme cospicuo e importante di fondi storici e speciali.
Storia
Nel 1796 una rivoluzione popolare contro il secolare dominio Estense porta alla proclamazione della Repubblica Reggiana; tra i primi provvedimenti del nuovo governo della città vi è la creazione di una Biblioteca pubblica da istituirsi attraverso l'acquisizione delle biblioteche di alcuni ordini religiosi soppressi e dei duplicati della Biblioteca Estense di Modena. Due anni più tardi, gennaio 1798, la nuova Biblioteca, che si fregia del titolo di "Nazionale", viene aperta al pubblico nei locali di Palazzo San Giorgio, già sede della Compagnia di Gesù.[1]
Nel 1802 le cure della Biblioteca vengono affidate all'abate Gaetano Fantuzzi, dotto bibliografo, al quale si devono l'ordinamento della biblioteca e la compilazione del primo catalogo. La Restaurazione chiude l'epoca rivoluzionaria e napoleonica (1814): il duca Francesco IV al suo ritorno ordina che la Biblioteca venga trasferita presso il Capitolo del Duomo e venga diretta da bibliotecari scelti tra i Gesuiti e i Canonici. Si apre un periodo oscuro della storia della Biblioteca che, senza mezzi e con scarso pubblico, condurrà vita stentata per mezzo secolo.[1]
Con la definitiva fine del dominio estense il Comune, nel 1859, rivendica la propria esclusiva competenza in materia di biblioteche pubbliche e decide la riapertura della Biblioteca nella primitiva sede di Palazzo San Giorgio. Tra il 1860 e il 1867 è chiamato a dirigerla l’illustre filologo e letterato Prospero Viani. Il patrimonio della Biblioteca raggiunge i 56.000 volumi ed è destinato, nel corso della seconda metà dell’Ottocento, ad una rapida crescita attraverso i lasciti e i doni di ingenti patrimoni librari raccolti da famiglie, da associazioni e da studiosi reggiani.[1]
Nel 1902 la direzione della biblioteca viene affidata a Virginio Mazzelli, valente bibliotecario già allievo del Fumagalli, che in trenta anni di gestione imprime alla biblioteca un assetto ed un ordinamento moderni, destinati a durare nel tempo. Su progetto del Mazzelli, nel 1910, viene creata una nuova biblioteca pubblica rivolta al "ceto operaio": la Biblioteca Popolare. Partita con una modesta dotazione, la nuova struttura conosce un immediato successo, attirando un pubblico di studenti, donne, operai e ragazzi. Con l'avvento del fascismo la vita di questa biblioteca si farà stentata e conoscerà una netta ripresa solo dopo la fine del secondo conflitto mondiale.[1]
Nel periodo 1945-1970 il patrimonio della Biblioteca Municipale raggiunge i 200.000 volumi, mentre quello della Popolare supera i 50.000 volumi. Le due biblioteche comunali, ubicate nello stesso edificio insieme ad altre istituzioni culturali e scolastiche, rimangono tuttavia sostanzialmente estranee tra loro e nel tempo diventano quasi concorrenziali, con spreco di risorse, sia in termini di denaro che di energie intellettuali. Si pone con forza l’esigenza di un loro coordinamento.[1]
Viene aperta nel 1972 la prima Biblioteca Decentrata, quella di Rosta Nuova, alla quale seguiranno le Biblioteche di Ospizio e di San Pellegrino. Nel 1975 l’approvazione del nuovo regolamento della Biblioteca unificata, intitolata al grande bibliotecario e patriota Antonio Panizzi, segnò l’avvio di una profonda trasformazione. La riorganizzazione dei servizi portò alla nascita di due sezioni – Pubblica Lettura e Conservazione e Storia Locale– ma il progetto andava ben oltre l’unificazione di patrimoni, personale e funzioni: l’obiettivo era cambiare radicalmente il rapporto tra biblioteca e comunità.[2]
La Biblioteca doveva superare l’immagine tradizionale di luogo chiuso e riservato a pochi esperti, per diventare uno spazio aperto, accessibile e familiare, un servizio di cui tutti potessero sentirsi parte. Il centro dell’attenzione si spostò quindi dal patrimonio al lettore. In questa prospettiva, l’introduzione degli scaffali aperti rappresentò una scelta fondamentale: un modo concreto per avvicinare il pubblico ai libri, rendere gli utenti più autonomi e affermare una nuova idea di biblioteca, partecipata e al servizio della comunità. [2]
Nel 1984 l’avvio del sistema automatizzato della gestione dei prestiti inaugura il processo di informatizzazione generale dei servizi bibliotecari.[1]
Organizzazione e patrimonio
La Biblioteca Panizzi svolge funzioni di biblioteca pubblica, centro di informazione e presidio culturale, collaborando con scuole, università, associazioni, enti e istituzioni locali e nazionali. Si articola in tre principali sezioni: Sezione Moderna, Sezione Periodici e Sezione di Conservazione e Storia Locale.
La Sezione Moderna, istituita nel 1978, raccoglie oltre 190.000 opere tra libri e materiali multimediali, costantemente aggiornati con nuove acquisizioni. Il patrimonio è organizzato a scaffale aperto, permettendo agli utenti un rapporto diretto e autonomo con i documenti, attraverso percorsi di ricerca e lettura liberi. Comprende narrativa e saggistica, opere di consultazione, film, documentari, audiolibri e materiali accessibili. Al suo interno si trova la Sezione Ragazzi, con oltre 30.000 opere dedicate alle diverse fasce d’età, spazi multilingue e servizi rivolti alle scuole e alle famiglie. Particolare attenzione è dedicata all’inclusione attraverso raccolte come Leggo Chiaro e gli INBOOK, libri realizzati con simboli della Comunicazione Aumentativa e Alternativa. La sezione promuove inoltre attività di educazione alla lettura, laboratori, incontri e progetti rivolti a bambini, adolescenti e giovani adulti.[3]
La Sezione Periodici offre un’ampia scelta tra circa 700 quotidiani e riviste italiani e stranieri, con centinaia di testate disponibili per la consultazione in sala, organizzate per ambiti tematici. Il patrimonio storico del settore conta oltre 5.000 testate di notevole rilevanza storica che documentano lo sviluppo della storia del giornalismo dalle sue origini seicentesche fino ai giorni nostri. Di particolare importanza il Fondo dei giornali cittadini che comprende tutta la produzione giornalistica locale a partire dal 1836, anno di pubblicazione del primo periodico stampato a Reggio Emilia.[4]
La Sezione di Conservazione e Storia Locale custodisce il patrimonio storico e documentario della Biblioteca: oltre 350.000 volumi, tra cui manoscritti, edizioni antiche e rare, periodici storici, carte geografiche, archivi personali e materiali relativi alla storia di Reggio Emilia e del suo territorio. La sezione comprende importanti raccolte specialistiche: la Fototeca che raccoglie, conserva e cataloga il patrimonio fotografico che documenta la storia di Reggio Emilia e del suo territorio, rappresentando una risorsa fondamentale per la ricerca e la memoria locale. Il suo patrimonio, composto da oltre un milione di immagini, racconta l'evoluzione della città dalla metà dell'Ottocento a oggi attraverso fotografie di persone, eventi, paesaggi, architetture, trasformazioni urbane e beni culturali, offrendo anche un'importante testimonianza della storia della fotografia e delle sue tecniche; il Gabinetto delle Stampe “Angelo Davoli” che conserva, cataloga e valorizza il patrimonio grafico della Biblioteca Panizzi. Nato dall’acquisizione, nel 1983, della collezione donata dagli eredi dello studioso reggiano Angelo Davoli, raccoglie oltre 40.000 stampe antiche e moderne e rappresenta uno dei principali punti di riferimento per la conservazione e lo studio della produzione grafica custodita dalla Biblioteca.[4]
Fin dall’Ottocento la Biblioteca Panizzi ha inoltre arricchito il proprio patrimonio attraverso numerose donazioni e lasciti di fondi archivistici personali, legati a figure significative della storia culturale, artistica e politica di Reggio Emilia e del territorio.
Questi archivi documentano principalmente tre grandi ambiti: gli archivi letterari, che conservano carte, manoscritti e materiali dell’attività di scrittori reggiani o legati al contesto locale, tra cui Virginia Guicciardi Fiastri, Silvio D’Arzo, Raffaele Crovi, Corrado Costa e Gianni Celati; gli archivi di personalità del mondo culturale e artistico, con testimonianze di figure come Alberto Franchetti, Maria Melato, Antonio Banfi, Emilio Villa e Cesare Zavattini; e gli archivi di protagonisti della vita politica, che raccolgono la documentazione di importanti esponenti nazionali e locali, tra cui Camillo Prampolini, Camillo Berneri, Meuccio Ruini e Nilde Iotti.[3]
La Biblioteca è inoltre sede dell’Archivio regionale del deposito legale, con il compito di raccogliere e conservare le pubblicazioni prodotte nel territorio provinciale.
Il sistema delle biblioteche decentrate
La Biblioteca Panizzi è il fulcro di un sistema di biblioteche cittadine profondamente radicato sul territorio costituito da:
- Biblioteca Rosta Nuova, con oltre 55.000 volumi e una particolare attenzione alle attività per bambini, scuole e comunità del quartiere;
- Biblioteca Ospizio, che dispone di oltre 40.000 volumi, raccolte di periodici e una significativa sezione musicale;
- Biblioteca San Pellegrino-Marco Gerra, con oltre 60.000 materiali e una forte vocazione verso la promozione della lettura, la scrittura creativa e il rapporto con il mondo scolastico;
- Biblioteca Santa Croce, ospitata nella storica Villa Cougnet, punto di riferimento per i progetti Nati per Leggere e Nati per la Musica e per le attività rivolte alla prima infanzia.
- Spazio Culturale Orologio, inaugurata nel 2014 all’interno di un complesso architettonico già ricco di servizi molto apprezzati quali il Teatro Piccolo Orologio e il Centro sociale nello storico complesso dell’ex Casino dell’Orologio.
- Biblioteca delle Arti, specializzata in Archeologia e Storia dell’Arte, può contare su un patrimonio di circa 45.000 volumi ed oltre 600 testate di periodici. Nata intorno al 1870 come Biblioteca dei Musei Civici di Reggio Emilia, dal 2022 fa parte del sistema bibliotecario urbano collegato alla Biblioteca Panizzi.
Completa il sistema della Biblioteca Panizzi il Polo archivistico, nato per raccogliere e rendere accessibile la memoria documentaria del Novecento reggiano attraverso importanti fondi storici di enti, istituzioni, associazioni e personalità. In esso sono conservati anche gli archivi di Istoreco, l'Istituto per la Storia della Resistenza e della Società contemporanea in provincia di Reggio Emilia, nato nel 1965, facente parte di una rete nazionale di istituti costituiti al fine di tutelare e valorizzare il patrimonio documentario e le memorie della guerra di Liberazione in Italia e dell’intero ’900.[3]
Note
- 1 2 3 4 5 6 Maurizio Festanti (a cura di), La Biblioteca Panizzi di Reggio Emilia, prefazione di Luigi Balsamo ; testi di Giuseppe Adani ... [et al.]; fotografie di Claudio Cigarini, Cassa di Risparmio di Reggio Emilia, 1997, SBN REA0042494.
- 1 2 Roberto Marcuccio e Chiara Panizzi (a cura di), La biblioteca la città. Palazzo San Giorgio: storia, cronaca, protagonisti., Reggio Emilia, Biblioteca Panizzi, 2014.
- 1 2 3 Comune di Reggio Emilia, Carta dei Servizi Biblioteca Panizzi e Decentrate (PDF), 2024.
- 1 2 Sito ufficiale Biblioteca Panizzi, su bibliotecapanizzi.it. URL consultato il 04/08/2026.
Bibliografia
- Lucia Barbieri, Alberto Ferraboschi e Giordano Gasparini (a cura di), Cento tesori della Biblioteca Panizzi di Reggio Emilia, fotografie Carlo Vannini, Reggio Emilia, Fondazione Cassa di Risparmio di Reggio Emilia Pietro Manodori, 2020.
- Roberto Marcuccio e Chiara Panizzi (a cura di), La biblioteca la città: Palazzo San Giorgio : storia, cronaca, protagonisti, Biblioteca Panizzi, 2015.
- Maurizio Festanti (a cura di), La Biblioteca Panizzi di Reggio Emilia, prefazione di Luigi Balsamo; testi di Giuseppe Adani ... [et al.]; fotografie di Claudio Cigarini, Cassa di Risparmio di Reggio Emilia, 1997.
Altri progetti
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Collegamenti esterni
- Sito ufficiale, su bibliotecapanizzi.it.
- Biblioteca Panizzi, su Anagrafe delle biblioteche italiane, Istituto centrale per il catalogo unico.
- Biblioteca Panizzi, su TourER - portale del patrimonio culturale dell'Emilia-Romagna, Segretariato regionale del Ministero della cultura per l'Emilia-Romagna.
