Biordo Michelotti

Biordo Michelotti
Francesco Busti, Ritratto di Biordo Michelotti,
Palazzo dei Priori, Perugia, 1731
Signore di Perugia
Stemma
Stemma
In carica5 agosto 1393 – 10 marzo 1398
PredecessoreTitolo inesistente
SuccessoreStato Pontificio
TrattamentoSignore
Altri titoli
NascitaPerugia, 1352
MortePerugia, 10 marzo 1398
Luogo di sepolturaChiesa di San Francesco al Prato
DinastiaMichelotti
PadreMichelotto Michelotti
MadreBaldina ?
ConsorteGiovanna Orsini
FigliGuido (naturale)
ReligioneCattolicesimo
Biordo Michelotti
Biordo Michelotti in un ritratto
di Ariodante Fabretti del 1842
NascitaPerugia, 1352
MortePerugia, 10 marzo 1398
Cause della morteAssassinio
Luogo di sepolturaChiesa di San Francesco al Prato, Perugia
Dati militari
Paese servito Signoria di Milano
Repubblica di Firenze
Forza armataMercenari
Anni di servizio18 (1380-1398)
GradoCondottiero
BattaglieBattaglia di Alessandria (1391) ed altre
voci di militari presenti su Wikipedia

Biordo Michelotti[1] (Perugia, 1352 – Perugia, 10 marzo 1398) è stato un nobile e condottiero italiano[2].

Fu conte di Castello della Pieve e Val di Chiana, signore di Arcevia, Assisi, Casalina, Cesi, Città della Pieve, Corciano, Deruta, Gualdo Tadino, Montalto, Montefiascone, Montone, Nocera Umbra, Orvieto, Perugia, Spello, Trevi e Umbertide, e capitano generale della Repubblica di Firenze[3].

Biografia

Primogenito di Michelotto Michelotti e di Baldina, apprese l'arte militare dal capitano di ventura Alberico da Barbiano ed entrò al servizio dei Visconti, prendendo parte nel 1391, sotto la guida del condottiero Jacopo Dal Verme, alla difesa di Alessandria[4].

Nel 1393 a Perugia vi furono alcuni tumulti e prevalse la fazione popolare dei Raspanti contro la parte avversa dei Beccherini, di estrazione aristocratica[5]. Questi ultimi vennero, quindi, esiliati e costretti a ritirarsi nei propri feudi di campagna[5]. Una commissione di cittadini chiese al Michelotti, accolto con tutti gli onori, di presiedere il governo della città, divenuta signoria cittadina[5]. Biordo, tuttavia, preoccupato di estendere i propri possedimenti, confermo l'autorità dei priori e delle istituzioni comunali[5]. Morto l'anno seguente il generale inglese Giovanni Acuto, per breve tempo ricoprì la carica di capitano generale della Repubblica di Firenze[6].

Riscontrate qui delle difficoltà nel presidiare i vari territori non contigui, nel 1398 rientrò a Perugia, ma il 10 marzo venne assassinato nella propria abitazione da alcuni sicari introdottisi al seguito dell'abate Francesco Guidalotti[7]. Il suo cadavere venne sepolto nella chiesa di San Francesco al Prato[7]. Con la sua morte, il proprio dominio, esteso su gran parte dell'Umbria, si sfaldò[8].

Nel 1400, raccolti dei seguaci e sfruttando l'ingresso di Gian Galeazzo Visconti, suo fratello minore Ceccolino penetrò in città per vendicarlo, ma ebbe la sfortuna di imbattersi del temibile Braccio da Montone, in passato esiliato da Biordo Michelotti, che lo uccise ponendo fine alla supremazia della famiglia e favorendo il successivo ritorno al potere della casata dei Baglioni[9].

Discendenza

Si sposò a Perugia nel 1397 con Giovanna Orsini, figlia di Bertoldo, con la quale risiedette nella propria dimora sita nei pressi di Porta Sole, ma da lei non ebbe prole[10]. Aveva tuttavia avuto un figlio naturale di nome Guido, il quale, rimasto prigioniero nella battaglia di Sant'Egidio del 1416, venne fatto gettare nel 1419 dalla rocca di Narni da Braccio da Montone, divenuto dopo il conflitto signore di Perugia, che temeva possibili rivendicazioni di potere[7].

Note

  1. ↑ La denominazione del condottiero è riportata di rado anche nelle forme Biondo Michelotti e Bindo Michelotti. Cfr. Condottieridiventura.it; Mallett (2006), p. 65.
  2. ↑ DBI; Treccani.it.
  3. ↑ Condottieridiventura.it; DBI; Treccani.it.
  4. ↑ DBI; Mallett (2006), p. 65.
  5. 1 2 3 4 Gurrieri (1982), p. 39.
  6. ↑ Mallett (2006), p. 65.
  7. 1 2 3 DBI.
  8. ↑ Gurrieri (1982), p. 40.
  9. ↑ AA.VV. (1993), p. 55.
  10. ↑ Fabretti (1842), pp. 51-53.

Bibliografia

  • AA.VV., Braccio da Montone. Le compagnie di ventura nell'Italia del XV secolo, Narni, Centro Studi Storici, 1993, ISBN non esistente.
  • Ariodante Fabretti, Biografie dei capitani venturieri dell'Umbria, scritte ed illustrate con documenti, vol. 1, Montepulciano, Angelo Fumi, 1842, ISBN non esistente.
  • Ottorino Gurrieri, Storia di Perugia: dalle origini al 1860, 2ª ed., Perugia, Simonelli Editore, 1982, SBN UPG0022978.
  • Michael Mallett, Signori e mercenari. La guerra nell'Italia del Rinascimento, traduzione di Princivalle Alghisi, 2ª ed., Bologna, Il Mulino, 2006, ISBN 88-15-11407-6.

Voci correlate

Altri progetti

Collegamenti esterni