Bipalium
| Bipalium | |
|---|---|
| Classificazione filogenetica | |
| Dominio | Eukaryota |
| Regno | Animalia |
| Ordine | Tricladida |
| Famiglia | Geoplanidae |
| Classificazione classica | |
| Dominio | Eukaryota |
| Regno | Animalia |
| Sottoregno | Eumetazoa |
| Phylum | Platyhelminthes |
| Subphylum | Rhabditophora |
| Classe | Turbellaria |
| Ordine | Tricladida |
| Sottordine | Continenticola |
| Superfamiglia | Geoplanoidea |
| Famiglia | Geoplanidae |
| Sottofamiglia | Bipaliinae |
| Genere | Bipalium Stimpson |
| Sinonimi | |
|
Dunlopea; Perocephalus; Placocephalus; Sphaerocephalus; Sphyrocephalus | |
| Nomi comuni | |
|
Verme piatto dalla testa a martello | |
Bipalium Stimpson, 1857 è un genere di grandi platelminti terrestri predatori. Sono comunemente chiamati "vermi piatti dalla testa a martello"[1] per la caratteristica forma della loro regione cefalica. Le planarie terrestri sono uniche perché possiedono una suola strisciante, una regione altamente ciliata dell'epidermide ventrale che consente loro di muoversi strisciando sul substrato. Originarie dell'Asia, diverse specie sono invasive nelle Americhe, in Oceania e in Europa. Alcuni studi hanno iniziato a indagare l'ecologia evolutiva di queste planarie invasive[2].
Etimologia
Il nome Bipalium deriva dal latino bi- ("due") e pala ("pala" o "vanga"), poiché le specie appartenenti a questo genere ricordano la forma di un piccone[3].
Descrizione
Il genere Bipalium fu inizialmente definito da Stimpson per includere le planarie terrestri con la testa allargata, a formare una piastra cefalica. Successivamente, nel 1899, Ludwig von Graff lo suddivise in tre generi in base alla forma della testa:
- Bipalium: con una piastra cefalica ben sviluppata, molto più larga che lunga e dotata di auricole laterali allungate.
- Perocephalus: con una piastra cefalica rudimentale, poco più larga del corpo.
- Placocephalus: con una piastra cefalica appiattita e dal contorno circolare.
Nel 1902, Josef Müller ritenne che non vi fossero sufficienti basi anatomiche per giustificare tale distinzione e riunì nuovamente questi gruppi nel genere Bipalium. In seguito, anche von Graff accettò le conclusioni di Müller[4].
Verso la fine del XX secolo, Robert E. Ogren e Masaharu Kawakatsu avviarono una serie di pubblicazioni intitolata The Land Planarian Index Series, nella quale riesaminarono e organizzarono tutte le informazioni tassonomiche riguardanti le planarie terrestri. Inizialmente mantennero tutte le planarie a testa larga nel genere Bipalium, ma in seguito le suddivisero in quattro generi sulla base dell'anatomia degli organi riproduttivi: Bipalium, Novibipalium, Humbertium e Diversibipalium[5].
Secondo questa classificazione, il genere Bipalium comprende le planarie terrestri a testa larga con organi copulatori semplici, privi di dotti accessori o di borsa copulatoria, e caratterizzate dalla presenza di una piega di tessuto che separa i dotti di sbocco maschile e femminile[5].
Abitudini alimentari
Le specie del genere Bipalium sono predatrici. Alcune si nutrono principalmente di lombrichi, mentre altre possono alimentarsi anche di molluschi[6][7].
Questi platelminti sono in grado di individuare e seguire le tracce lasciate dalle loro prede. Quando un lombrico viene catturato, cerca di reagire all'attacco, ma la planaria utilizza la muscolatura del proprio corpo e secerne un muco adesivo che le permette di ancorarsi saldamente alla preda, impedendole di fuggire. Inoltre, ricopre il prostomio, il peristoma e l'estremità anteriore del lombrico, riducendone i movimenti e limitandone la violenta reazione[8].
Per nutrirsi, le specie di Bipalium estroflettono la faringe attraverso la bocca, situata nella parte ventrale centrale del corpo, e secernono enzimi digestivi che avviano la digestione esterna della preda. I tessuti liquefatti vengono quindi aspirati nell'intestino ramificato della planaria grazie al movimento delle ciglia[9].
Riproduzione
La riproduzione nelle specie del genere Bipalium può avvenire sia per via asessuata sia per via sessuata, e tutte le specie sono ermafrodite.
Bipalium adventitium si riproduce sessualmente producendo capsule ovigere, che si schiudono circa tre settimane dopo la deposizione. Queste capsule sono rivestite da un involucro resistente e generalmente contengono più esemplari giovani[2].
Bipalium kewense, invece, ricorre solo raramente alle capsule ovigere come principale metodo riproduttivo. Nelle regioni temperate la sua strategia prevalente è la riproduzione asessuata per frammentazione: l'animale si divide in più parti, ciascuna delle quali è in grado di rigenerare un individuo completo[10]. La maggior parte degli esemplari non sviluppa mai gli organi sessuali. Inoltre, nei primi stadi di vita, i giovani di questa specie presentano una colorazione diversa da quella degli adulti[11].
Tossicità
Nel 2014 è stata documentata la presenza della tetrodotossina, una neurotossina potente e pericolosa, nelle specie Bipalium adventitium e Bipalium kewense[12]. Questa scoperta rappresenta la prima segnalazione della presenza di tetrodotossina negli invertebrati terrestri.
Specie invasive
Nordamerica

L'ecologia delle planarie terrestri è ancora poco conosciuta. Tuttavia, sono stati condotti studi su diversi generi e specie, comprese alcune specie native e invasive del Brasile[13], oltre che su Arthurdendyus triangulatus[14], Rhynchodemus[15] e Bipalium[16].
Nel 2007 erano note quattro specie invasive di Bipalium negli Stati Uniti: Bipalium adventitium, Bipalium kewense, Bipalium pennsylvanicum e Bipalium vagum. Si ritiene che queste planarie siano state introdotte accidentalmente attraverso piante e terriccio contaminati[17].
Bipalium kewense è presente con frequenza nelle serre statunitensi fin dal 1901[18]. Questa specie è un vorace predatore di lombrichi ed è considerata dannosa negli allevamenti di lombrichi degli Stati Uniti meridionali[19]. Il suo controllo è particolarmente difficile a causa della scarsità di predatori naturali. Come osservato dal Dipartimento IFAS dell'Università della Florida[20]:
Altri animali raramente si nutrono delle planarie terrestri, poiché le loro secrezioni superficiali risultano sgradevoli, se non addirittura tossiche. Nelle planarie terrestri sono stati individuati diversi protozoi, tra cui flagellati, ciliati e sporozoi, oltre a nematodi. A causa delle loro abitudini cannibalistiche, le planarie terrestri possono essere esse stesse il loro peggior nemico.
Gli esemplari di Bipalium adventitium si distinguono per un'unica striscia dorsale scura. Furono scoperti per la prima volta negli Stati Uniti in California e nello Stato di New York, ma in seguito sono stati segnalati anche in Illinois e nella maggior parte degli Stati del nord[21]. Nel 2019 la specie è stata rinvenuta anche a Montréal, in Canada[22].
Bipalium kewense presenta cinque strisce dorsali scure e un collare scuro incompleto. Dalla sua scoperta in Nord America ha subito diversi cambiamenti di denominazione scientifica. È diffusa soprattutto negli Stati Uniti meridionali, ma è presente anche in molte regioni tropicali e subtropicali del mondo[11].
Bipalium pennsylvanicum è caratterizzata da una testa marrone scuro e da tre strisce dorsali. Fino al 2014 era stata segnalata soltanto in Pennsylvania e lungo la costa della Carolina del Sud[23].
Bipalium vagum si riconosce per due macchie dorsali scure sulla testa, una larga fascia nera attorno al collo e tre strisce dorsali scure. Questa specie è stata rinvenuta in diversi Stati della costa del Golfo del Messico e, nel 2022, è stata segnalata anche più a nord, nello Stato dell'Arkansas[24].
Nel resto del mondo
- Europa: Francia, Spagna, Portogallo, Italia, Regno Unito, Belgio, Paesi Bassi, Germania e altri Paesi, soprattutto in giardini, serre e vivai[25][26][27].
- America Centrale e Meridionale: diverse specie sono state segnalate in Brasile, Argentina e altri Paesi, anche se alcune potrebbero essere autoctone[28][29][30].
- Oceania: Australia e Nuova Zelanda[31][32].
- Africa: segnalazioni sporadiche, soprattutto in aree tropicali e subtropicali[33].
Bipalium kewense è presente in numerose regioni tropicali e subtropicali, comprese alcune isole, dove è stato introdotto accidentalmente soprattutto attraverso il commercio di piante ornamentali in vaso e del relativo terriccio[34].
Specie
- Bipalium adensameri Graff, 1899
- Bipalium admarginatum de Beauchamp, 1933
- Bipalium adventitium Hyman, 1943
- Bipalium albo-coeruleus Bleeker, 1844
- Bipalium alternans de Beauchamp, 1930
- Bipalium bengalensis Bhakat, 2020
- Bipalium bergendali Graff, 1899
- Bipalium bimaculatum Graff, 1882
- Bipalium chhatarpurensis Chaurasia, 1988
- Bipalium choristosperma de Beauchamp, 1925
- Bipalium costaricensis Hyman, 1939
- Bipalium crassatrium de Beauchamp, 1939
- Bipalium distinguendum Müller, 1907
- Bipalium dubium Loman, 1890
- Bipalium fuscatum Stimpson, 1857
- Bipalium fuscolineatum Kaburaki, 1922
- Bipalium gestroi Graff, 1894
- Bipalium glandiantrum Kawakatsu, Sluys & Ogren, 2005
- Bipalium glandulosa de Beauchamp, 1925
- Bipalium glaucum Kaburaki, 1922
- Bipalium gracilis Loman, 1890
- Bipalium graffi Müller, 1902
- Bipalium gwangneungensis Song & Carbayo, 2025
- Bipalium haberlandti Graff, 1899
- Bipalium hilgendorfi Graff, 1899
- Bipalium janseni Graff, 1899
- Bipalium javanum Loman, 1883
- Bipalium kaburakii Kawakatsu, Sluys & Ogren, 2005
- Bipalium katoi Kawakatsu, Sluys & Ogren, 2005
- Bipalium kewense Moseley, 1878
- Bipalium kisoense Kaburaki, 1922
- Bipalium kraepelini Ritter-Zahony R., 1905
- Bipalium manubriatum Sharp, 1891
- Bipalium marginatum Loman, 1888
- Bipalium mjobergi de Beauchamp, 1925
- Bipalium mondimentum Kaburaki, 1922
- Bipalium monolineatum Kaburaki, 1922
- Bipalium moseleyi Loman, 1888
- Bipalium muninense Kawakatsu, Sluys & Ogren, 2005
- Bipalium myadenosium de Beauchamp, 1939
- Bipalium nigrum Ritter-Zahony, 1905
- Bipalium nobile Kawakatsu & Makino, 1982
- Bipalium ochroleucum Kaburaki, 1922
- Bipalium pennsylvanicum Ogren, 1987
- Bipalium penrissenicum Kawakatsu, Ogren & Froehlich, 1998
- Bipalium persephone de Beauchamp, 1939
- Bipalium poiense de Beauchamp, 1925
- Bipalium rhytidoantrum Solà & Sluys, 2023
- Bipalium rigaudi Graff, 1894
- Bipalium robiginosum Graff, 1899
- Bipalium rugiantrum Solà & Sluys, 2023
- Bipalium semperi Graff, 1899
- Bipalium simrothi Loman, 1895
- Bipalium strubelli Graff, 1899
- Bipalium sudzukii Kawakatsu, 1987
- Bipalium sylvestre Kapadia, 1947
- Bipalium tetsuyai Kawakatsu, Sluys & Ogren, 2005
- Bipalium unistriatus Kuhl & Hasselt, 1822
- Bipalium univittatum Grube, 1866
- Bipalium vagum Jones & Sterrer, 2005
- Bipalium virile Müller, 1902
- Bipalium weismanni Ritter-Zahony, 1905
- Bipalium wiesneri Graff, 1899
- Bipalium somii Chaurasia, 1981
Note
- ↑ Kew flatworm, su www.specieinvasive.isprambiente.it. URL consultato il 13 luglio 2026.
- 1 2 Reproductive ecology and evolution in the invasive terrestrial planarian Bipalium adventitium across North America, su ui.adsabs.harvard.edu. URL consultato il 13 luglio 2026.
- ↑ Stimpson, W. (1861). "On the genus Bipaliura". American Journal of Science and Arts. Series 2. 31: 134–135.
- ↑ ロバート E. オブレン, 正治 川勝 e ROBERT E. OGREN, Index to the species of the genus Bipalium (Turbellaria, Tricladida, Terricola), in 藤女子大学・藤女子短期大学紀要. 第2部, vol. 25, 1987-12, pp. 79–119. URL consultato il 13 luglio 2026.
- 1 2 正治 川勝, オグレン ロバート E e フローリッヒ ユードキシア M, MISCELLANEOUS PAPERS ON TURBELLARIANS, in 藤女子大学紀要. 第Ⅱ部 = The bulletin of Fuji Women's College. Series Ⅱ, vol. 40, 2002-12, pp. 157–177. URL consultato il 13 luglio 2026.
- ↑ Predation behaviour of land planarians, su ui.adsabs.harvard.edu. URL consultato il 13 luglio 2026.
- ↑ Natural History Observations on Bipalium cf. vagum Jones and Sterrer (Platyhelminthes: Tricladida), a Terrestrial Broadhead Planarian New to North America, DOI:10.1656/1528-7092(2007)6[449:NHOOBC]2.0.CO;2.short. URL consultato il 13 luglio 2026.
- ↑ Lumbricid Prey and Potential Herpetofaunal Predators of the Invading Terrestrial Flatworm Bipalium adventitium (Turbellaria: Tricladida: Terricola), DOI:10.1674/0003-0031(1999)141[0305:LPAPHP]2.0.CO;2.short. URL consultato il 13 luglio 2026.
- ↑ Daniel L. Dindal, Feeding Behavior of a Terrestrial Turbellarian Bipalium adventitium, in The American Midland Naturalist, vol. 83, n. 2, 1970, pp. 635–637, DOI:10.2307/2423970. URL consultato il 13 luglio 2026.
- ↑ A revision of the cosmopolitan land planarian Bipalium kewense Moseley, 1878 (Turbellaria: Tricladida: Terricola), su academic.oup.com.
- 1 2 RARE EGG CAPSULE PRODUCTION IN THE INVASIVE TERRESTRIAL PLANARIAN BIPALIUM KEWENSE, DOI:10.1894/0038-4909(2006)51[252:RECPIT]2.0.CO;2.short. URL consultato il 13 luglio 2026.
- ↑ Amber N. Stokes, Peter K. Ducey e Lorin Neuman-Lee, Confirmation and distribution of tetrodotoxin for the first time in terrestrial invertebrates: two terrestrial flatworm species (Bipalium adventitium and Bipalium kewense), in PloS One, vol. 9, n. 6, 2014, pp. e100718, DOI:10.1371/journal.pone.0100718. URL consultato il 13 luglio 2026.
- ↑ Spatial and temporal patterns of land flatworm assemblages in Brazilian Araucaria forests, su ui.adsabs.harvard.edu. URL consultato il 13 luglio 2026.
- ↑ Jones, H.D. and B. Boag. 2001. The invasion of New Zealand flatworms. Glasgow Naturalist 23(supplement):77–83.
- ↑ Robert E. Ogren, Ecological Observations on the Occurrence of Rhynchodemus, a Terrestrial Turbellarian, in Transactions of the American Microscopical Society, vol. 74, n. 1, 1955, pp. 54–60, DOI:10.2307/3223842. URL consultato il 13 luglio 2026.
- ↑ Peter K. Ducey e Stacey Noce, Successful Invasion of New York State by the Terrestrial Flatworm, Bipalium adventitium, in Northeastern Naturalist, vol. 5, n. 3, 1998, pp. 199–206, DOI:10.2307/3858619. URL consultato il 13 luglio 2026.
- ↑ (EN) Hammerhead Worm | National Invasive Species Information Center, su www.invasivespeciesinfo.gov. URL consultato il 13 luglio 2026.
- ↑ Esser, R.P. 1981. Land Planarians (Tricladida: Terricola). Contribution no. 227, Bureau of Nematology, Florida Department of Agricultural and Consumer Services, Division of Plant Industry, Gainesville, Fl.
- ↑ Hyman, L.H. 1951. The Invertebrates: Platyhelminthes and Rhynchocoela the acoelomate Bilateria, McGraw-Hill Book Co., London, 550 p.
- ↑ (EN) EENY-049/IN206: Land Planarians, Bipalium kewense Moseley and Dolichoplana striata Moseley (Tricladida: Terricola), su Ask IFAS - Powered by EDIS. URL consultato il 13 luglio 2026.
- ↑ Hyman, L.H. 1954. Some land planarians of the United States and Europe, with remarks on nomenclature. American Museum Novitates (1667): 1-21.
- ↑ First record of the invasive land flatworm Bipalium adventitium (Platyhelminthes, Geoplanidae) in Canada (PDF), su hal.sorbonne-universite.fr.
- ↑ Robert E. Ogren, Description of a New Three-Lined Land Planarian of the Genus Bipalium (Turbellaria: Tricladida) from Pennsylvania, U.S.A., in Transactions of the American Microscopical Society, vol. 106, n. 1, 1987, pp. 21–30, DOI:10.2307/3226281. URL consultato il 13 luglio 2026.
- ↑ (EN) Region 8 Newsdesk, Dangerous species of worm found in Arkansas, su https://www.kait8.com, 23 giugno 2022. URL consultato il 13 luglio 2026.
- ↑ Going Dutch: European distribution of non-native land flatworm species belonging to Geoplaninae and Bipaliinae with focus on the Netherlands, su agris.fao.org.
- ↑ EASIN - European Alien Species Information Network - IAS Factsheets, su easin.jrc.ec.europa.eu. URL consultato il 13 luglio 2026.
- ↑ (FR) L’invasion des vers plats est loin d’être terminée | L’Institut de Systématique, Évolution, Biodiversité, su isyeb.mnhn.fr. URL consultato il 13 luglio 2026.
- ↑ Bipalium kewense, su www.gbif.org. URL consultato il 13 luglio 2026.
- ↑ Invertebrados exóticos nuevos o poco conocidos en la ciudad de Buenos Aires, su repositoriosdigitales.sicyt.gob.ar.
- ↑ Abstract book - Land planarians (Platyhelminthes, Tricladida, Terricola) from Argentina: new records of Geoplaninae Stimpson, 1857 and Caenoplaninae Ogren & Kawakatsu, 1991 - CONICET, su bicyt.conicet.gov.ar. URL consultato il 13 luglio 2026.
- ↑ (EN) Shovel-headed Garden Worm, su The Australian Museum. URL consultato il 13 luglio 2026.
- ↑ (EN) Bipalium kewense, su www.jcu.edu.au, 19 ottobre 2015. URL consultato il 13 luglio 2026.
- ↑ (EN) Bipalium kewense Moseley, 1878 Moseley 1878 - Plazi TreatmentBank, su publication.plazi.org. URL consultato il 13 luglio 2026.
- ↑ First record of the hammer-headed garden worm Bipalium kewense Moseley, 1878 (Tricladida Geoplanidae) in Ischia (Campania, Italy) (PDF), su iris.cnr.it.
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Collegamenti esterni
- (EN) Bipalium, su Catalogue of Life.
- Bipalium, su Fauna Europaea.
- (EN) Bipalium, su gbif.org, Global Biodiversity Information Facility.
- (EN) Bipalium, su ITIS.
- (EN) Bipalium, su WoRMS.
- Umaine.edu, su turbellaria.umaine.edu. URL consultato il 13 luglio 2026 (archiviato dall'url originale il 14 luglio 2014).
- Tamu.edu, su citybugs.tamu.edu.