Birger Eriksen
| Birger Eriksen | |
|---|---|
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| Nascita | Flakstad, 17 novembre 1875 |
| Morte | Oslo, 16 luglio 1958 |
| Cause della morte | naturali |
| Luogo di sepoltura | Vår Frelsers gravlund |
| Dati militari | |
| Paese servito | |
| Forza armata | |
| Arma | Fanteria Artiglieria costiera |
| Anni di servizio | 1896 - 1940 |
| Grado | Colonnello |
| Guerre | seconda guerra mondiale |
| Campagne | Campagna di Norvegia |
| Battaglie | Battaglia del fiordo di Drøbak |
| Decorazioni | vedi qui |
| dati tratti da Birger Eriksen[1] | |
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Birger Eriksen (Flakstad, 17 novembre 1875 – Oslo, 16 luglio 1958) è stato un militare norvegese, che nel corso della sua carriera fu comandante delle fortezze di Tønsberg, Agdenes (luglio 1915-1931), Bergen (1931-1933) e Oscarsborg (1933-1940). Si trovava al comando di quest'ultima quando nell'aprile 1940 le Germania attaccò la Norvegia e la Danimarca nel corso dell'operazione Weserübung. Nella notte del 9 aprile avvistò una formazione navale tedesca inoltratasi nel fiordo di Oslo e decise, contravvenendo agli ordini, di aprire il fuoco sulle navi, riuscendo ad affondare l'incrociatore pesante Blucher e a danneggiare il similare Lutzow. Il ritardo imposto alle operazioni tedesche con la sua azione consentì a re Haakon VII, alla famiglia reale, e ai membri del gabinetto e dello Storting di lasciare la Capitale sottraendosi alla cattura e dando inizio alla resistenza. Grazie anche a questo ritardo la banca di Norvegia riuscì ad evacuare le sue riserve auree, pari a 48,8 tonnellate di oro.
Biografia
Nacque a Flakstad, Isole Lofoten, allora parte del Regno di Svezia e Norvegia, il 15 novembre 1875, figlio di Caspar Edvard Eriksen mercante e capitano di nave, e di Jensine Petrine Arentzen.[2] Lasciò la famiglia, all'età di 12 anni, per andare a Kristiania (come all'epoca era conosciuta Oslo) per studiare.[2] Ciononostante, tornò a casa a Moskenes ogni estate per visitare sua madre fino alla sua morte, avvenuta nel 1936, dopo essere rimasta vedova per cinquant'anni.[2][3]
Dopo essersi diplomato al liceo nel 1893, iniziò a frequentare l'Accademia militare (Krigsskolen), dove si laureò con lode nel 1896.[1] Nell'ottobre di quell'anno iniziò a frequentare la Technische Hochschule di Charlottenburg (ora Università tecnica di Berlino), in Germania, per tre mesi.[4] Dopo tre anni nella fanteria (di cui due all'Accademia Militare), nel 1899 si trasferì all'allora neonata artiglieria costiera.[1]
Nel 1901 aveva raggiunto il grado di kaptein e nel 1915 il grado di maggiore.[1] Il 21 novembre 1903, nel comune di Vang, aveva sposato la signorina Christiane Sæhlie, da cui ebbe un figlio, Edvard Andreas, e due figlie Astrid e Borghild.[4][3] Per un breve periodo fu comandante ad interim delle fortificazioni di Tønsberg.[4] Durante la prima guerra mondiale, precisamente il 14 novembre 1914, l'incrociatore ausiliario tedesco Berlin violò la neutralità norvegese oltrepassando le difese del fiordo di Trondheim senza essere individuato.[5] La mattina dopo il Berlin era ancorato a Munkholmen, e il comandante delle fortificazioni di Agdenes fu immediatamente sollevato dall'incarico, e nel luglio 1915, all'epoca maggiore, Eriksen assunse il comando della fortezza di Agdenes.[5][6] Nel 1918 fu promosso tenente colonnello, e ricoprì l'incarico di comandante della fortezza di Agdenes sino al 1931, quando assunse il comando della fortezza di Bergen, incarico che mantenne fino al 1933, quando fu nominato comandante della fortezza di Oscarsborg, incarico che avrebbe ricoperto fino alla mattina della battaglia del fiordo di Drøbak, il 9 aprile 1940.[6][7] Al momento della battaglia, era a sei mesi dal pensionamento.[1][3]
La battaglia del fiordo di Drøbak
Durante il giorno dell'8 aprile 1940, iniziarono ad arrivare notizie minacciose sui movimenti della flotta tedesca in direzione nord.[1] La conferma di un attacco tedesco alla Norvegia giunse verso mezzanotte, quando furono segnalati combattimenti nel fiordo esterno di Oslo.[1] Adottò quindi le misure che ritenne necessarie per la difesa.[1] In quella notte avvistò una formazione navale tedesca composta dagli incrociatori pesanti Blucher e Lutzow, e da un incrociatore leggero, una torpediniera e due dragamine che si erano inoltrati nel fiordo di Drøbak diretti alla Capitale della Norvegia.[2] Pur non avendo ordini diretti, e non conoscendo la nazionalità delle navi, alle 04:21 decise autonomamente di aprire il fuoco con i cannoni da 280 mm della fortezza sulle navi sconosciute, dirigendolo personalmente data la bassa cadenza di tiro delle armi principali.[2][1] Quando il suo ordine fu messo in discussione, rispose: "O sarò decorato o sarò sottoposto alla corte marziale. Fuoco!".[2] Il tiro dei pezzi da 280 mm, cui si aggiunsero poi quelli altre batterie, fu subito efficace. Il Blücher, centrato da alcuni proiettili rimase gravemente danneggiato, e fu poi centrato da due siluri lanciati da una postazione mimetizzata, e sconosciuta ai tedeschi.[1] L'incrociatore pesante affondò di prua alle 06:22, capovolgendosi a sinistra.[1]
Alla luce della caduta della capitale, e con la notizia degli sbarchi tedeschi nel villaggio di Son a sud di Drøbak, decise che ulteriori combattimenti senza un adeguato supporto di fanteria erano vani e accettò un cessate il fuoco la sera del 9 aprile.[8] La fortezza fu consegnata intatta alle 09:00 del 10 aprile.[1] Rimase prigioniero di guerra fino a quando non fu messo in pensione nel novembre 1940.[1] Fu presente quando la fortezza di Oscarsborg fu restituita all'esercito norvegese il 12 maggio 1945.[9] Quel giorno pronunciò un discorso sulla bandiera della Norvegia come simbolo della patria, poiché la bandiera che aveva sventolato sulla fortezza fino all'aprile 1940 fu nuovamente issata su Oscarsborg.[9]
Indagini del secondo dopoguerra
"La Commissione del 1946 non trova alcuna ragione per ritenere qualcuno giuridicamente responsabile in relazione alla resa della fortezza nel momento in cui avvenne". La Commissione investigativa militare del 1946.[5]
Sebbene fosse stato onorato per i suoi sforzi dopo la guerra, fu anche criticato dagli investigatori governativi che ritenevano che avesse ceduto la sua fortezza prima del necessario.[2] Egli si difese e affermò di aver agito sotto enorme pressione e di aver di fatto aperto il fuoco contro gli invasori tedeschi, contrariamente agli ordini militari norvegesi di sparare prima colpi di avvertimento contro gli intrusi.[2] Sia la Commissione investigativa del 1945 che la Commissione investigativa militare del 1946 confermarono che lui aveva svolto pienamente i suoi doveri durante l'invasione tedesca.[10] Fu membro del consiglio comunale di Drøbak per il partito Høyre nel periodo 1948-1952.[2]
Si spense a Oslo il 16 luglio 1958.[2] Il funerale ebbe luogo al Nuovo Crematorio della Capitale e l'urna con le sue ceneri fu sepolta nella chiesa di Drøbak.[1] A seguito di un'iniziativa privata e della formazione di un comitato in suo onore, le ceneri di Eriksen furono riesumate il 4 ottobre 1977 e traslate nell'Æreslunden del cimitero di Vår Frelsers gravlund a Oslo.[2][5]
Durante le celebrazioni del 50° anniversario della fine della seconda guerra mondiale, il 6 maggio 1995 Re Harald V inaugurò una statua che lo raffigurava sulla piazza Borggården presso il Forte principale di Oscarsborg.[2][5] Nel film del 2016 La scelta del re, in cui le scene che ricreano la battaglia del fiordo di Drøbak Sound sono state girate in esterni alla fortezza di Oscarsborg, il suo personaggio e stato interpretato dall'attore Erik Hivju . Nel film del 2025 la battaglia di Oslo, ambientato il 9 aprile 1940, il suo personaggio e stato interpretato dall'attore Bjørn Sundquist.[10]
Onorificenze
Onorificenze estere
Note
Bibliografia
- (NO) Bjarne Keyser Barth, Norges militære embedsmenn 1929Die Träger des Ritterkreuzes des Eisernen Kreuzes 1939-1945, Oslo, A. M. Hanche, 1930.
- (NO) Odd T. Fjeld, Klar til strid - Kystartilleriet gjennom århundrene, Oslo, Kystartilleriets Offisersforening, 1999, ISBN 82-995208-0-0.
- (NO) Svein Carl Sivertsen, Sjøforsvaret dag for dag 1814–2000, Hundvåg, Sjømilitære Samfund ved Norsk Tidsskrift for Sjøvesen, 2001.
Altri progetti
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Collegamenti esterni
- (NO) Jan Dagfinn Monssen, Birger Eriksen - 9.april 1940, su Janmon. URL consultato il 4 ottobre 2025 (archiviato dall'url originale il 12 agosto 2013).
- (NO) Jan Egil Fjørtoft, Birger Eriksen, su Store Norske Leksikon. URL consultato il 4 ottobre 2025.
- (NO) Billy Jacobsen, Birger Eriksen, su Nordland. URL consultato il 4 ottobre 2025 (archiviato dall'url originale il 12 gennaio 2015).
- (NO) , Jan Egil Fjørtoft, Eriksen Birger, su Norsk krigsleksikon 1940-45. URL consultato il 4 ottobre 2025 (archiviato dall'url originale il 1º marzo 2012).
- (NO) Oberst Birger Eriksen, su Kongsberg. URL consultato il 4 ottobre 2025 (archiviato dall'url originale il 16 ottobre 2007).
- (NO) Jan Egil Fjørtoft, Blücher, su Filmer. URL consultato il 4 ottobre 2025.
