Black Book

Black Book
Carice van Houten in una scena
Titolo originaleZwartboek
Lingua originaleolandese, inglese, tedesco, ebraico
Paese di produzionePaesi Bassi, Belgio, Regno Unito, Germania
Anno2006
Durata145 min
Rapporto2,35:1
Generethriller, guerra
RegiaPaul Verhoeven
SoggettoGerard Soeteman
SceneggiaturaGerard Soeteman, Paul Verhoeven
ProduttoreJeroen Beker, San Fu Maltha, Frans van Gestel, Jens Meurer, Teun Hilte
Produttore esecutivoGraham Begg, Jamie Carmichael, Sara Giles, Andreas Grosch, Henning Molfenter, Andreas Schmid, Marcus Schöfer, Charlie Woebcken
Casa di produzioneAVRO, Clockwork Pictures, ContentFilm International, Egoli Tossell Film, Fu Works, Motion Investment Group, Studio Babelsberg, VIP 4 Medienfonds
Distribuzione in italianoDNC
FotografiaKarl Walter Lindenlaub
MontaggioJob ter Burg, James Herbert
Effetti specialiHarry Wiessenhaan, Hans Van Helden
MusicheAnne Dudley
ScenografiaWilbert Van Dorp, Cornelia Ott
CostumiYan Tax
TruccoWinnie Gallis, Dick Naastepad
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Black Book (Zwartboek) è un film del 2006 diretto da Paul Verhoeven, ambientato durante la seconda guerra mondiale.

Trama

Durante la Seconda guerra mondiale, la cantante ebrea Rachel Stein vive nascosta nei Paesi Bassi dopo essere fuggita da Berlino. Nel 1944, il rifugio in cui si trova viene distrutto da un bombardamento, costringendola a tentare la fuga insieme alla famiglia verso il sud già liberato. Durante il viaggio in battello lungo un fiume, il gruppo viene intercettato da pattuglie tedesche: i passeggeri vengono derubati dei loro beni e poi massacrati. Rachel è l’unica sopravvissuta, dopo essersi nascosta tra i cadaveri.

Soccorso da membri della resistenza olandese, Rachel viene portata all’L'Aia, dove assume la falsa identità di Ellis de Vries. Qui incontra figure chiave della resistenza, tra cui il medico Hans Akkermans e altri membri del gruppo clandestino. Dopo un primo incarico minore, Rachel viene scelta per una missione più rischiosa: infiltrarsi tra i nazisti seducendo il capitano delle SS Ludwig Müntze, ufficiale incaricato della sicurezza interna.

Per prepararsi, Rachel tinge i capelli di biondo e impara a muoversi negli ambienti frequentati dagli ufficiali tedeschi. Riesce a entrare in contatto con Müntze e viene assunta come segretaria presso il quartier generale. Parallelamente, mantiene i contatti con la resistenza, fornendo informazioni strategiche e partecipando a un piano per liberare alcuni prigionieri. Tuttavia, l’operazione fallisce a causa di una fuga di notizie: alcuni membri della resistenza vengono catturati e giustiziati.

Nel frattempo, tra Rachel e Müntze nasce un rapporto sempre più complesso. L’ufficiale, pur appartenendo alle SS, mostra atteggiamenti meno brutali rispetto ai suoi superiori, in particolare rispetto al crudele ufficiale Gestapo Günther Franken. Müntze scopre l’identità ebraica di Rachel, ma decide di non denunciarla, proteggendola. Tra i due si sviluppa una relazione sentimentale, che mette Rachel in una posizione ancora più ambigua e pericolosa.

La situazione precipita quando Rachel viene smascherata: arrestata dai nazisti, viene accusata di spionaggio. Müntze tenta di salvarla, ma viene a sua volta incriminato per tradimento. Dopo l’arrivo degli Alleati e la liberazione, Müntze viene comunque giustiziato sommariamente, nonostante la sua posizione più moderata.

Rachel, invece, viene liberata ma subito arrestata dalle autorità olandesi con l’accusa di collaborazionismo, a causa del suo rapporto con i tedeschi. Subisce umiliazioni pubbliche e violenze da parte della popolazione e di ex membri della resistenza, in un clima di vendetta e confusione del dopoguerra.

Con l’aiuto di Hans Akkermans, apparentemente suo alleato, Rachel riesce a uscire di prigione. Tuttavia scopre che è proprio lui il traditore interno alla resistenza: per profitto personale, ha consegnato numerosi ebrei ai nazisti dopo averli derubati. Hans tenta di ucciderla con un’iniezione di insulina, ma Rachel riesce a salvarsi e a smascherarlo.

Nel confronto finale, Rachel rintraccia Hans mentre tenta di fuggire con il bottino sottratto alle vittime. Lo trova nascosto dentro una bara insieme ai beni rubati: invece di ucciderlo direttamente, sigilla la bara, lasciandolo morire soffocato, in una sorta di giustizia simbolica.

Anni dopo, Rachel vive in un kibbutz in Israele, dove ha costruito una nuova famiglia. Tuttavia, la memoria della guerra e la violenza non sono finite: durante un attacco, deve nuovamente correre verso un rifugio, suggerendo la continuità del trauma e dell’insicurezza anche nel dopoguerra.

Distribuzione

Il film risultò essere la più costosa produzione olandese, per oltre 20 milioni di euro, diventando il maggior successo domestico del 2006. Al 27 maggio 2007 aveva totalizzato oltre 1.000.000 di spettatori nei Paesi Bassi, incassando 10.058.486 euro. Ha inoltre incassato più di 4 milioni di dollari negli USA, più di 1 milione di sterline in Gran Bretagna e oltre 7 milioni di euro nel resto del mondo.[1]

Premi e riconoscimenti

Galleria d'immagini

Note

  1. ↑ Box office, su imdb.com. URL consultato il 6 gennaio 2014.

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