Blowout Comb
| Blowout Comb album in studio | |
|---|---|
| Artista | Digable Planets |
| Pubblicazione | 18 ottobre 1994 |
| Durata | 61:39 |
| Dischi | 1 |
| Tracce | 13 |
| Genere | Hip hop[1] Alternative hip hop[1] Jazz rap[1] |
| Etichetta | Pendulum Records, Capitol Records, EMI |
| Produttore | Digable Planets, Dave Darlington |
| Registrazione | Bass Hits Recording Studio, New York 1993-1994 |
| Formati | album, CD, LP |
| Digable Planets - cronologia | |
Album precedente (1993) Album successivo
— | |
| Singoli | |
| |
Blowout Comb è il secondo e ultimo album in studio del gruppo hip hop americano Digable Planets, pubblicato il 18 ottobre 1994, su Pendulum/EMI Records. L'album fu scritto e registrato a Brooklyn, New York, dove il gruppo si trasferì, con sessioni di registrazione che iniziarono nel 1993 e terminarono nel 1994. In Blowout Comb, i Digable Planets abbandonarono lo stile radiofonico del loro album di debutto e puntarono su un sound più ambizioso ed essenziale. L'album presenta una vasta gamma di campionamenti e strumenti dal vivo, e contiene testi che trattano temi legati al disagio urbano e al nazionalismo nero. Include anche la partecipazione di Guru dei Gang Starr, Jeru the Damaja e DJ Jazzy Joyce.
Al momento della sua uscita, Blowout Comb ricevette un supporto minimo da parte delle etichette discografiche e praticamente nessuna pubblicità pre-release. Raggiunse la posizione numero 32 nella Billboard 200 e la posizione numero 13 nella Top R&B Albums, il che lo rese un fiasco commerciale. L'album conteneva i singoli "9th Wonder (Blackitolism)" e "Dial 7 (Axioms of Creamy Spies)", che non ottennero buoni risultati in classifica e non riuscirono a eguagliare il successo dei singoli precedenti del gruppo. Diversi critici musicali hanno attribuito questa mancanza di successo in classifica e di vendite al contenuto afrocentrico dell'album e al suo tono poco raffinato. Poco dopo l'uscita di Blowout Comb, i Digable Planets si sciolsero a causa di divergenze creative e malcontento nei confronti dell'industria musicale.
Sebbene l'album non ottenne un successo commerciale e ricevette pochissima attenzione al momento della sua uscita, Blowout Comb ricevette generalmente più consensi tra critici musicali e autori rispetto al debutto del gruppo, Reachin' (A New Refutation of Time and Space). È stato notato per la sua produzione impeccabile ed è stato descritto come un "paesaggio sonoro strutturato di un mondo mitico di rime, jazz e atmosfera urbana". Blowout Comb è spesso considerato il miglior album dei Digable Planets e ha guadagnato un seguito underground negli anni successivi. Nel 2023, è stato ripubblicato su vinile LP da Light in the Attic Records.
| Recensione | Giudizio |
|---|---|
| AllMusic | |
| Pitchfork | |
| Los Angeles Times | |
| Encyclopedia of Popular Music | |
| Entertainment Weekly | B+[5] |
| Rolling Stone | |
| The Rolling Stone Album Guide | |
| The Village Voice | A−[8] |
| Sputnikmusic |
Tracce
Testi e musiche di Digable Planets. Co-produzione di Dave Darlington..
- The May 4th Movement Starring Doodlebug – 4:56
- Black Ego – 7:02
- Dog It – 4:21
- Jettin' – 4:39
- Borough Check (feat. Guru) – 6:56
- Highing Fly – 1:23
- Dial 7 (Axioms of Creamy Spies) / NY 21 Theme (feat. Sarah Anne Webb) – 5:47
- The Art of Easing – 5:06
- K.B.'s Alley (Mood Dudes Groove) – 2:06
- Graffiti (feat. Jeru the Damaja) – 4:03
- Blowing Down – 3:51
- 9th Wonder (Blackitolism) (feat. DJ Jazzy Joyce) – 4:27
- For Corners (feat. Monica Payne and Sulaiman) – 7:03
Classifiche
| Classifica (1994) | Posizione massima |
|---|---|
| Stati Uniti[10] | 32 |
| US Top R&B/Hip-Hop Albums[11] | 13 |
Note
- 1 2 3 4 (EN) John Bush, Blowout Comb - Digable Planets, su allmusic.com, AllMusic. URL consultato il 14 luglio 2013.
- ↑ (EN) Mark Richardson, Digable Planets: Blowout Comb, su pitchfork.com, Pitchfork, 25 giugno 2013. URL consultato il 25 giugno 2013.
- ↑ (EN) Heidi Siegmund, Album Review, in Los Angeles Times, 16 ottobre 1994. URL consultato il 13 luglio 2013.
- ↑ (EN) Colin Larkin, The Encyclopedia of Popular Music, 4th, Oxford University Press, 2000, ISBN 0-19-531373-9.
- ↑ (EN) Tom Sinclair, Album Review: 'Blowout Comb', in Entertainment Weekly, n. 245, New York, 21 ottobre 1994. URL consultato il 14 luglio 2013 (archiviato dall'url originale il 13 agosto 2012).
- ↑ (EN) Eric Berman, Digable Planets: Blowout Comb, in Rolling Stone, New York, 1º dicembre 1994. URL consultato il 13 luglio 2013 (archiviato dall'url originale il 10 agosto 2009).
- ↑ (EN) David Malley, The New Rolling Stone Album Guide, a cura di Nathan Brackett e Christian Hoard, 4ª ed., Simon & Schuster, 2004, pp. 237.–38, ISBN 0-7432-0169-8.
- ↑ (EN) Robert Christgau, Consumer Guide, in The Village Voice, New York, 17 gennaio 1995. URL consultato il 13 luglio 2013.
- ↑ (EN) Alex Robertson, Review: Digable Planets - Blowout Comb, su sputnikmusic.com, Sputnikmusic, 18 febbraio 2013. URL consultato il 13 luglio 2013.
- ↑ (EN) Billboard 200, su billboard.com (archiviato dall'url originale il 13 giugno 2018).
- ↑ (EN) Top R&B/Hip-Hop Albums, su billboard.com (archiviato dall'url originale il 12 giugno 2018).
Collegamenti esterni
- (EN) John Bush, Blowout Comb, su AllMusic, All Media Network.
- (EN) Blowout Comb, su Discogs, Zink Media.
- (EN) Blowout Comb, su MusicBrainz, MetaBrainz Foundation.