Blue Sky Studios
| Blue Sky Studios | |
|---|---|
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| Stato | |
| Forma societaria | Società a responsabilità limitata |
| Fondazione | 22 febbraio 1987 a Greenwich |
| Fondata da |
|
| Chiusura | 10 aprile 2021 [1] |
| Sede principale | Greenwich |
| Gruppo | 20th Century Animation (The Walt Disney Company) |
| Persone chiave |
|
| Settore | cinema |
| Prodotti | |
| Dipendenti | 450 (2021) |
| Sito web | www.blueskystudios.com/ |
La Blue Sky Studios è stata una casa di produzione cinematografica statunitense, specializzata nella realizzazione di film e cortometraggi d'animazione in grafica computerizzata (CGI). Era una filiale della 20th Century Animation, a sua volta una divisione di The Walt Disney Studios.
Fondata nel 1987 come studio per gli effetti speciali di alcuni film e pubblicità, ha catturato l'attenzione della 20th Century Fox che gli ha permesso di lavorare ad alcuni progetti, lo studio ha trovato la propria fortuna con il franchise de L'era glaciale, il cui protagonista Scrat è stata la mascotte dello studio, oltre ad aver realizzato film d'animazione di successo tra cui Robots (2005), Rio (2011), Snoopy & Friends - Il film dei Peanuts (2015) e Ferdinand (2017).
Nel 2019 lo studio venne acquisito tramite la 21st Century Fox dal gruppo The Walt Disney Company, che ha effettuato un cambio di gestione finanziario/creativo.[2] Sotto Disney, lo studio ha prodotto e distribuito il loro ultimo film, Spie sotto copertura (2019). Il 10 febbraio 2021 viene annunciata la chiusura definitiva a causa di insostenibilità finanziaria, avvenuta poi nell'aprile dello stesso anno.[1]
Storia
La fondazione (1987)
Alla fine degli anni Settanta, Chris Wedge, allora studente universitario di cinema al Purchase College, lavorava presso la Mathematical Applications Group, Inc. (MAGI). MAGI era una delle prime aziende di tecnologia informatica e sviluppò SynthaVision, un software in grado di replicare le leggi della fisica per misurare i raggi di radiazione nucleare nell'ambito di contratti con il governo federale degli Stati Uniti d'America.[3] Presso MAGI, Wedge conobbe Eugene Troubetzkoy, dottore di ricerca in fisica teorica e tra i primi animatori computerizzati. Grazie alla sua formazione nell'animazione dei personaggi, Wedge contribuì alla realizzazione di animazioni per spot televisivi, attività che portò successivamente a una collaborazione con la Walt Disney Productions per la realizzazione delle animazioni del film Tron (1982).[4]
Dopo Tron, MAGI assunse Carl Ludwig, ingegnere elettronico, mentre Mike Ferraro passò alla divisione cinematografica dalla sezione CAD/CAM dell'azienda. Con il progressivo declino del successo di MAGI, furono inoltre assunti David Brown, proveniente da CBS/Fox Video, come dirigente marketing, e Alison Brown come produttrice esecutiva.[3] In seguito alla vendita di MAGI alla società canadese Vidmax, i sei — Wedge, Troubetzkoy, Ferraro, Ludwig, David Brown e Alison Brown — fondarono nel febbraio 1987 la Blue Sky Studios, con l'obiettivo di proseguire lo sviluppo software e la produzione di animazione digitale.[4][5]

Alla Blue Sky Studios, Ferraro e Ludwig ampliarono CGI Studio, il linguaggio di programmazione dello studio che avevano iniziato a sviluppare già ai tempi di MAGI, iniziando a utilizzarlo per la produzione di animazione.[3] All'epoca, nel settore della computer grafica erano diffusi i scanline renderer, che richiedevano agli animatori e agli artisti digitali di aggiungere manualmente gli effetti di illuminazione. Troubetzkoy e Ludwig adattarono invece gli algoritmi di ray tracing sviluppati da MAGI,[6] in grado di simulare le proprietà fisiche della luce per generare automaticamente gli effetti di illuminazione.[7]
Per raggiungere questo risultato, Ludwig studiò il modo in cui la luce attraversa materiali come acqua, ghiaccio e cristallo, programmando tali proprietà all'interno del software.[4] Dopo il lunedì nero, la Blue Sky Studios impiegò circa due anni prima di trovare il suo primo cliente: un'azienda che desiderava animare il proprio logo facendolo volare sopra l'oceano davanti a un tramonto.[7] Per ottenere la commissione, la Blue Sky dedicò due giorni di rendering a un singolo fotogramma, che venne presentato al potenziale cliente. Una volta accettata l'offerta, tuttavia, lo studio si rese conto di non poter completare l'intera animazione nei tempi previsti senza supporto esterno e si avvalse quindi dell’aiuto di uno studio grafico locale, che mise a disposizione ulteriori processori.[8]
Lavori agli effetti speciali (1989-2002)
Nell'agosto 1997, la società VFX della 20th Century Fox, VIFX, acquisì una quota di maggioranza in Blue Sky e lo studio animato iniziò a lavorare sui personaggi, tra gli altri, di Alien - La clonazione, Fight Club e Star Trek - L'insurrezione.
Nel 1998 produsse un primo cortometraggio animato chiamato Bunny, diretto da Wedge, che gli fece vincere l'Oscar al miglior cortometraggio d'animazione; questo fece entrare Blue Sky nel mondo della produzione di lungometraggi di animazione.

Nel 2002 uscì il primo lungometraggio d'animazione della Blue Sky: L'era glaciale, che ricevette un ottimo riscontro da parte della critica e dal pubblico, e una nomination al miglior film d'animazione alla 75° cerimonia degli Oscar.[9]
Nel 2017, il film Ferdinand, diretto da Carlos Saldanha, ha ricevuto una candidatura per l'Oscar al miglior film d'animazione.
Acquisizione e chiusura (2019-2021)
Il 20 marzo 2019 la The Walt Disney Company ha acquisito lo studio attraverso l'acquisto della 21st Century Fox.
Il 9 febbraio 2021 Disney annuncia la chiusura, a partire dall'aprile successivo, di Blue Sky Studios. La biblioteca cinematografica e le proprietà intellettuali dello studio saranno mantenute dalla Disney.[10][11]
Eredità
Prima della chiusura, lo studio stava lavorando a un adattamento cinematografico del fumetto online Nimona,[12] originariamente previsto per il 14 gennaio 2022.[13] Nonostante la cancellazione, il progetto venne completato nel 2023 da Netflix e ha ricevuto una candidatura agli Oscar come miglior film d'animazione.[14][15]
Ad aprile 2022 è uscito su Disney+ l'ultimo progetto dello studio, la serie animata L'era glaciale - I racconti di Scrat, mentre a gennaio dello stesso anno esce, sempre sulla piattaforma, il primo film della saga non realizzato dai Blue Sky: L'era glaciale - Le avventure di Buck. Lo scoiattolo Scrat divenne la mascotte della Blue Sky durante i loro ultimi anni ed appariva nel loro logo di produzione. Infine, in occasione della chiusura dello studio, su YouTube uscì un video dove Scrat riusciva finalmente a mangiare la ghianda.[16]
Filmografia
Lungometraggi
- L'era glaciale (Ice Age), regia di Chris Wedge (2002)
- Robots, regia di Chris Wedge (2005)
- L'era glaciale 2 - Il disgelo (Ice Age: The Meltdown), regia di Carlos Saldanha (2006)
- Film cancellato
- Film cancellato
- Rio, regia di Carlos Saldanha (2011)
- L'era glaciale 4 - Continenti alla deriva (Ice Age: Continental Drift), regia di Steve Martino e Mike Thurmeier (2012)
- Epic - Il mondo segreto (Epic), regia di Chris Wedge (2013)
- Rio 2 - Missione Amazzonia (Rio 2), regia di Carlos Saldanha (2014)
- Snoopy & Friends - Il film dei Peanuts (The Peanuts Movie), regia di Steve Martino (2015)
- L'era glaciale - In rotta di collisione (Ice Age: Collision Course), regia di Mike Thurmeier (2016)
- Ferdinand, regia di Carlos Saldanha (2017)
- Spie sotto copertura (Spies in Disguise), regia di Nick Bruno e Troy Quane (2019)
Cortometraggi
- Bunny (1998)
- Gone Nutty (2002)
- Dietro le quinte del tour di zia Fanny (Aunt Fanny's Tour of Booty), (2005)
- Una ghianda è per sempre (No Time for Nuts), (2007)
- Surviving Sid (2008)
- L'era Natale (Ice Age: A Mammuth Christmas), (2011)
- L'era glaciale - La grande caccia alle uova (Ice Age: The Great Egg-Scapade), (2016)
- Scrat: Spaced Out (2016)
Note
- 1 2 HDblog.it, Disney chiude Blue Sky Studios, la fine di un'Era Glaciale, su HDblog.it, 10 febbraio 2021. URL consultato il 20 febbraio 2021.
- ↑ Disney ora ha completato l'acquisto di Fox. Ecco cosa si porta a casa, su Wired, 20 marzo 2019. URL consultato il 20 febbraio 2021.
- 1 2 3 Friedman 2014, pp. 12-13.
- 1 2 3 Friedman 2014, p. 13.
- ↑ Animation Domination - Greenwich Magazine - October 2010 - Greenwich, Connecticut, su www.mofflymedia.com. URL consultato il 13 gennaio 2026 (archiviato dall'url originale il 6 maggio 2011).
- ↑ (EN) Our Story : Blue Sky Studios, su Blue Sky Studios. URL consultato il 13 gennaio 2026 (archiviato dall'url originale il 21 ottobre 2016).
- 1 2 Friedman 2014, pp. 13-14.
- ↑ Friedman 2014, p. 14.
- ↑ Tutte le nomination agli Oscar 2003, su Corriere della Sera. URL consultato il 20 febbraio 2021.
- ↑ (EN) Anthony D'Alessandro, Disney Closing Blue Sky Studios, Fox’s Once-Dominant Animation House Behind ‘Ice Age’ Franchise, su Deadline, 9 febbraio 2021. URL consultato il 9 febbraio 2021.
- ↑ Carlo Coratelli, Disney annuncia chiusura Blue Sky Studios, su Lo Spazio Bianco, 9 febbraio 2021. URL consultato il 9 febbraio 2021.
- ↑ (EN) Amid Amidi, Patrick Osborne's Feature Directorial Debut 'Nimona' Gets 2020 Release Date, su Cartoon Brew, 10 luglio 2017. URL consultato il 10 febbraio 2021.
- ↑ Andrea Francesco Berni, La Disney chiude i Blue Sky Studios: addio ai creatori dell'Era Glaciale, su Cinema - BadTaste.it, 9 febbraio 2021. URL consultato il 10 febbraio 2021.
- ↑ (EN) The 96th Academy Awards | 2024, su www.oscars.org, 12 giugno 2024. URL consultato il 18 gennaio 2026.
- ↑ Oscars, 'The Boy and the Heron' Wins Best Animated Feature | 96th Oscars (2024), 10 marzo 2024. URL consultato il 18 gennaio 2026.
- ↑
Markus Nelis, Ice Age - Scrat Finally Eats His Acorn - Farewell Blue Sky Studios (End Scene), su YouTube, 14 aprile 2022. URL consultato il 28 luglio 2023.
Bibliografia
- (EN) Jake S. Friedman, The Art of Blue Sky Studios, San Rafael, California, Insight Editions, 2014, ISBN 9781608873173.
Voci correlate
Altri progetti
Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Blue Sky Studios
Collegamenti esterni
- (EN) Sito ufficiale, su blueskystudios.com.
- (EN) Blue Sky Studios, su IMDb, IMDb.com.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 149264757 · ISNI (EN) 0000 0001 2227 4377 · LCCN (EN) no2002109073 · BNF (FR) cb166862689 (data) · J9U (EN, HE) 987007418198005171 |
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