Borca di Cadore

Borca di Cadore
comune
Borca di Cadore – Stemma
Borca di Cadore – Bandiera
Borca di Cadore – Veduta
Borca di Cadore – Veduta
Borca di Cadore
Localizzazione
StatoItalia (bandiera) Italia
Regione Veneto
Provincia Belluno
Amministrazione
SindacoLuca Olivotto (lista civica Orizzonte Borca) dal 25-5-2026
Territorio
Coordinate46°26′11.12″N 12°13′10.55″E
Altitudine942 m s.l.m.
Superficie26,76 km²
Abitanti784[1] (31-5-2026)
Densità29,3 ab./km²
FrazioniCancia, Corte, Villanova
Comuni confinantiCalalzo di Cadore, San Vito di Cadore, Selva di Cadore, Val di Zoldo, Vodo di Cadore
Altre informazioni
Cod. postale32040
Prefisso0435
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT025007
Cod. catastaleA982
TargaBL
Cl. sismicazona 3 (sismicità bassa)[2]
Cl. climaticazona F, 4 072 GG[3]
Nome abitantiborcesi[4]
Patronosan Simone
Giorno festivo28 ottobre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Borca di Cadore
Borca di Cadore
Borca di Cadore – Mappa
Borca di Cadore – Mappa
Posizione del comune di Borca di Cadore nella provincia di Belluno
Sito istituzionale

Borca di Cadore (Bórcia in ladino[5]) è un comune italiano di 784 abitanti[1] della provincia di Belluno in Veneto. Si trova nella valle del Boite a quota 942 m s.l.m., in un tratto in cui la valle si allarga e si apre verso nord verso San Vito di Cadore e Cortina d'Ampezzo. È dominata a ovest dal Pelmo (3168 m) e a est dall’Antelao (3264 m), quest’ultimo detto “Re delle Dolomiti” e da secoli soggetto a imponenti frane che hanno modellato la storia insediativa del paese.

Geografia fisica

Storia

Origini del nome

Il toponimo «Borca» sarebbe di probabile origine romana, derivato da bifureus o bifurca, cioè “biforcazione”, termine che indicava un incrocio stradale o un punto di diramazione valliva che permetteva di raggiungere, attraverso la forcella Forada (m 1975), la val Fiorentina. Un’analisi del frazionamento fondiario condotta tramite l’esame delle antiche mappe catastali consente di ricostruire con buona attendibilità l’antico tracciato viario: la via si separava proprio nel centro di Borca e, oltrepassato il ponte, risaliva il versante opposto del Boite passando per gli abitati storici di Taulèn e Marceana. La forma «Bevorca» compare per la prima volta in un documento databile con ragionevole approssimazione intorno al 1240, in un documento di scambio di beni datato. Un’ulteriore ipotesi, non meno plausibile, suggerisce che l’origine del nome «Borca» possa essere anteriore alla presenza di tali diramazioni stradali e si riferisca invece a una biforcazione naturale della valle. La conformazione del fondovalle, nel punto in cui l’immissario Orsolina confluisce nel Boite, doveva infatti apparire assai diversa da oggi: le rovinose frane provenienti dall’Antelao non avevano ancora trasformato il paesaggio, e il profondo solco del rio Orsolina, unito a quello del Boite, poteva rappresentare chiaramente, per chi risaliva il corso dei due torrenti, una marcata biforcazione valliva.[5]

La chiesa parrocchiale dei SS. Simone e Giuda

Origini e prime attestazioni

Il nucleo è ai piedi del maestoso monte Antelao e viene citato in un antico documento del 1331 in cui si riferisce che il paese donava alle monache del Cadore l'olio per i lumi delle chiese dei sancti Nicolay de Vale de Hospitale, ite ecclesie sancti Floriani, item ecclesie sancti Viti, item ecclesie sancti Simonis de Bevorcha. La chiesa di San Simone a Borca (attualmente dei Santi Simone e Taddeo) è citata anche nel 1570 e nel 1604 quando il patriarca di Aquileia, Ermolao Barbaro, la visitò. Venne semidistrutta nel 1737 a causa di un'imponente frana scesa dall'Antelao. La chiesa conserva l'organo del 1791 costruito da Gaetano Callido, il più famoso costruttore di organi dell'epoca; l'organo è stato recentemente restaurato ed è ancora utilizzato per concerti.

Storia antica e medievale

Longobardi, Carolingi e istituzioni

Il Cadore, compreso Borca, entrò nel Ducato del Friuli nel VI secolo con Alboino e fu organizzato in decane e centene, antenate delle future Regole. Con i Carolingi le strutture di governo si evolvettero in maior (marigo) e centenarius, figure che sopravvissero per secoli.

Domini successivi

  • Duchi di Carinzia (984–1077)
  • Patriarchi di Aquileia (1077–1335)
  • Famiglia da Camino (1138–1335, quando il Cadore costituiva una contea feudale governata da un podestà residente a Pieve)

Passaggio a Venezia

Nel 1420 il Cadore si diede volontariamente alla Serenissima Repubblica di Venezia, entrando in un’epoca di stabilità politica e gestione comunitaria territoriale

Le Regole, la proprietà collettiva e il territorio

Le Regole sono antiche istituzioni comunitarie basate sulla gestione collettiva di boschi, pascoli e risorse. Borca apparteneva al Centenaro di San Vito, mentre Cancia era nel centenaro di Venas, pur partecipando alla Regola di Borca insieme a Vodo.

Il Laudo del 1502 definisce i confini del territorio regoliero, coincidenti con buona parte dell’attuale comune, compreso il versante sinistro del Boite e parte del destro.

Frane dell’Antelao e catastrofi naturali

Frana storica del 1348

Un grande terremoto provocò un enorme distacco che seppellì il paese di Villalonga.

La frana del 1737

Un’enorme frana del 7 luglio 1737 distrusse completamente la frazione di Sala e circa trenta abitazioni, come testimoniato da Prè Bortolo Zambelli e da storici come Moro, Ciani, Donà e Catullo.

La grande frana del 21 Aprile 1814

La frana del 1814 fu una tragedia di proporzioni enormi: secondo il notaio Belli i morti furono 314, solo 62 persone riuscirono a salvarsi. Intere famiglie vennero completamente cancellate e 16 nuclei familiari si estinsero senza lasciare alcun discendente.

La frana, inizialmente lenta, ingannò molti abitanti dei due villaggi, che dopo essere fuggiti dalle case tornarono indietro per recuperare qualche oggetto e liberare il bestiame. Ma "nel batter che fa il ciglio dell'occhio", come scrisse Belli citando la Commedia dantesca, l'immensa mole di materiale si scagliò sui due paesi inghiottendo tutto.

Lo spostamento d'aria fu così violento da far esplodere i tetti ed i taulàs, i cui resti vennero ritrovati ai margini del deposito della frana. Il torrente Boite si bloccò per alcune ore, formando un lago temporaneo che, una volta tracimato, riversò un'enorme quantità di ghiaia nella piana sottostante Boca, dove oggi sorge la chiesa parrocchiale dei Santi Simone e Giuda.

La frana cancellò completamente i paesi di Taulèn e Marceàna. Queste due frazioni affondavano le loro radici in epoche molto antiche: Marceàna è documentata già nel 1239, mentre Taulèn nel 1292.

Per avere una visione più completa di questo terribile evento, risultano molto efficaci le parole del notaio G. Belli, che in quell'anno ricopriva la carica di sindaco di San Vito. Abitando a Serdes, a solo un chilometro e mezzo dal luogo del disastro, fu testimone oculare della scena e descrisse ciò che vide in un lungo e vivido racconto, di cui l'estratto:

Infaustissimo fù il giorno 21 aprile di quest'anno 1814 alle ore 9 antimeridiane del quale distacandosi un tocco di macigno dalle crode Antelau diede una scossa terribile al materazzo sottoposto cosicchè invasato dalle acque del cessato piovoso inverno si mosse al punto delle ore 14 ossiano 9 antemeridiane, e faccendo cenno di venire verso S. Vito si fermò pocco lungi dalla chiesa di S. Cancian, si ammirava la gran caduta con piacere perchè non aveva apportato alcun danno, ed era anche salvata la chiesa, quando dopo 10 minuti partitosi altra montagna di materie nel corso naturale che fa una zatta (zattera), e senza stravogliersi si calava mirabilmente al basso in modo che sembrava lento; la giornata era umida cosicchè la gente non s'attrovava in campagna, ma tutti a casa … erano tutti riuniti in piazza ad ammirare il caso non dubitando in quel luoco alcun sinistro incontro; … si fermò la testa di esse materie quasi tre minuti finchè la coda si agrumò in guisa di serpe, ed indi in un baleno sbalzò da quel luoco ove esisteva la strada Regia alli detti due villaggi che era cinquecento passi Trivigiani di lontananza, meno tempo impiegò detta rovina ad andare di quello poteva impiegare una palla di canone, questa meraviglia orrendissima fu veduta da tutti gl'abitanti del mio villaggio di Serdes…

La frana di Cancia del 1868

Una descrizione della frana, stesa dal parroco Talamini:

La sera del 27 luglio 1868, ore 9 pomeridiane; sotto una grossa pioggia, che continuò per tre ore,. dal vallone dell'Antelao sovraposto a Cancia discese una frana imperiosa e terribile pel suo corso e per la grande sua massa. Giunta in cima al Villaggio di Cancia, in forza della resistenza benchè debole di quelle prime case, che rimasero sepolte, si divise in due rami; l'uno discese a sera e lasciò investite della materia, fracassate e quasi interamente sepolte le case De Gheto Auzel, Cortellon, Bojon, Piloni, Barbatoni e De Zannetto, e sfondò intieramente e travolse le case De Ghetto Garguol, e di Giovanni Mattioro, e una casetta d 'Antonio Barbatone. Da questa parte rimasero vittime undici persone, che vengono registrate qui di fronte. L'altro ramo discese a mattina lungo le case del villaggio e lasciò fracassate e sepolte a metà le case De Ghetto-Nicolò, Varettoni De Molin, Andreotta Teodora, nonchè le stalle e fienili Andreotta Conte. La maggior parte degli abitanti potè sottrarsi fuggendo precipitosamente: una piccola parte restò in mezzo al villaggio bloccata dai due rami della rovina, ma rimase illesa, ad eccezione delle undici persone di Cancia sorprese nelle proprie case dal ramo della rovina che piegò a sera del villaggio, e di Antonio Marinello di Valle di Cadore, questuante, ricoverato in una stalla

La frana di Cancia del 2 luglio 1994

Il 2 luglio 1994 una colata detritica investì l'abitato di Cancia, riversando olre 25.000 m³ di materiale, provocando danni a una ventina di edifici e l'interruzione della strada statale.

La frana di Cancia del 7 agosto 1996

Il 7 agosto 1996 una colata detritica investì di nuovo l'abitato di Cancia, riversando olre 40.000 m³ di materiale, danneggiando vari edifici e interrompendo la strada statale.

Frana del 18 luglio 2009

La notte del 18 luglio 2009 alle 4 di mattinma, a seguito di intense precipitazioni una colata detritica della portata di cinquantamila metri cubi di acqua e ghiaia, scende dal monte Antelao e provoca il cedimento di due file di gabbioni della vasca di accumulo.

Il fronte e il corpo della colata, principalmente composto di sedimento, si è depositato nelle due vasche di contenimento, riempiendo completamente la prima e parzialmente la seconda. La coda della colata, a prevalente componente liquida ha sormontato il primo sbarramento sfondandolo, si abbatte sulla casa direttamente sotto la vasca provocando gravissimi danni e due vittime. La colata ha danneggiato in totale 22 abitazioni nell'abitato di Cancia.[6]

Istogramma delle precipitazioni registrate alla stazione di Rovina di Cancia dalle ore una alle ore quattro del 18/07/2009
Istogramma delle precipitazioni registrate alla stazione di Rovina di Cancia dalle ore una alle ore quattro del 18/07/2009

[7]

Le testimonianze sono quelle del sig. Zanetti, abitante in via Venezia, a valle della vasca terminale del canale. Questi alle ore 3:00 del 18/07/2009 è stato svegliato da un primo forte temporale, che coincide quindi con il primo picco di precipitazione di 11,60 mm/5 min. Dopo essersu alzato ed essere uscito per controllare la vasca di deposito è ritornato a letto ed ha quindi avvertito un altro forte temporale che è iniziato verso le 3:15-3:20, che corrisponde al secondo scroscio con il picco di 6,40mm/5 min alle 3:35. Si è quindi alzato, vestito e con l'automobile è andato sul ponte di via Metanopoli a monte del primo sbarramento, da dove ha appurato che quest'ultimo era sormontato e la vasca a valle quasi colma. Il sig. Zanetti ha quindi chiamato la moglie per avvisarla ed è tornato a casa mentre nel frattempo alle ore 3:58 la moglie chiamava la suocera con il cellulare per avvisarla del pericolo. Tornato a casa la moglie ha caricato i figli ed altri familiari in macchina e si è allontanata, mentre il sig. Zanetti rimaneva sul posto per avvisare gli altri familiari. All'improvviso si è verificato il cedimento dei due gabbioni del coronamento della vasca di deposito bassa e un'onda di acqua e fango si è abbattuta sulla sua casa provocando la morte della madre e del fratello. [8]

Nel 2013, la Regione Veneto ha deciso di dotare il Comune di Borca di Cadore di un sistema di monitoraggio e allarme per incrementare la sicurezza delle persone nel territorio interessato dal fenomeno accaduto a luglio 2009. Ha così affidato a CAE S.p.A.[9], azienda che si è aggiudicata la gara indetta dalla Provincia di Belluno, il compito di realizzare ed installare le postazioni di rilevamento per il monitoraggio delle condizioni meteorologiche e riscontrare l'eventuale innesco della colata detritica.

Frana del 15 giugno 2025

La sera del 15 giugno, dopo un temporale molto intenso che in mezz'ora ha scaricato più di 50 mm di pioggia, si è staccata una colata detritica che smuovendo circa 80.000 m³ di materiale, ne riversa 25.000 m³ nel centro abitato, provocando seri danni alle abitazioni e bloccando la strada statale per 3 giorni.

Istogramma precipitazioni della sera del 15 luglio 2025. Dati ARPAV

Simboli

Lo stemma e il gonfalone sono stati concessi con DPR del 12 marzo 1981.[10]

«Stemma bipartito raffigurante nel 1º l'emblema della Magnifica Comunità di Cadore, cui il Comune di Borca di Cadore appartiene fin dalle origini, cioè abete con il tronco incatenato a due torri a due palchi di pietra con base piramidale, chiuse e finestrate di nero, merlate alla guelfa; nel 2º fascia verticale ondulata d'argento, carica di una folgore, su campo verde.»

Il gonfalone è un drappo di rosso.

Società

Urbanistica e insediamenti

Gli insediamenti tradizionali di Borca, Cancia, Taulèn, Sala e Marceana erano organizzati secondo il modello montano antico, con nuclei compatti e case in legno e pietra. Le trasformazioni del Novecento hanno portato a un’espansione diffusa.

Evoluzione demografica

Abitanti censiti[12]

Geografia antropica

Frazioni

Villanova (Vilanuóa)

Piccola frazione situata sulla riva destra del Boite, sotto le pendici del monte Pelmo e delle Rocchette.

È sorta sulle rovine dell'antico centro abitato di Taulèn, distrutto nel secolo XVIII da una poderosa frana caduta dal monte Antelao, posto sulla riva opposta del Boite.

Attualmente, la frazione è un tranquillo e grazioso centro di villeggiatura.

Cancia di Cadore (Cianžia)

Si trova a sinistra del Boite sotto le pendici del monte Antelao.

Corte di Cadore (Corte)

Il villaggio Eni di Borca di Cadore è di un villaggio turistico, composto da un albergo, una chiesa moderna di notevole pregio architettonico, e da 250 villette, sparse nel bosco e quasi invisibili al turista; il centro è posto sulla riva sinistra del Boite alle pendici dell'Antelao, appena sopra Cancia.

Il villaggio nasce da un progetto di Enrico Mattei, fondatore dell'Eni, e fu realizzato tra il 1954 e il 1963 come un villaggio vacanze e colonia estiva per i dipendenti della società. Il nome ricorda Cortemaggiore, la località del Piacentino dove fu scoperto un giacimento di petrolio che ebbe un grande impatto mediatico. Nel 2001 Gualtiero Cualbu, titolare di un'agenzia immobiliare di Cagliari, lo rilevò, incaricando del lavoro lo stesso architetto che all'epoca aveva progettato il complesso, il novantaduenne Edoardo Gellner.

Già a suo tempo Gellner aveva criticato l'abusivismo edilizio che dilagava deturpando il paesaggio alpino, ideando così un insediamento che "sparisse alla vista": infatti, una volta cresciuti gli alberi che vi aveva fatto piantare, il villaggio appare letteralmente nascosto dal bosco. Inoltre gli alberi aiutano anche a stabilizzare il declivio su cui sorge il centro e a formare l'habitat per diverse specie[13].

Di notevole importanza architettonica la Chiesa di Nostra Signora del Cadore, costruita per la popolazione del villaggio.

Amministrazione

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1980 1985 Giovanni Zanetti Sindaco
12 maggio 1985 6 maggio 1990 Amilcare Lunardelli PCI Sindaco
6 maggio 1990 14 febbraio 1992 Mario De Nard DC Sindaco [14]
14 febbraio 1992 23 aprile 1995 Gianpietro Sala DC Sindaco [15]
23 aprile 1995 19 agosto 1995 Giovanni Zanetti Lista civica Sindaco [16]
19 agosto 1995 19 novembre 1995 Rino Feltrin Lista civica Vicesindaco [17]
19 novembre 1995 16 aprile 2000 Sandro De Marchi Lista civica Sindaco
16 aprile 2000 3 aprile 2005 Sandro De Marchi Lista civica Sindaco
3 aprile 2005 28 marzo 2010 Massimo De Luca Lista civica La sveglia Sindaco
28 marzo 2010 25 maggio 2026 Bortolo Sala Lista civica Insieme per Borca Sindaco
25 maggio 2026 in carica Luca Olivotto Lista civica Orizzonte Borca Sindaco

Altre informazioni amministrative

La denominazione del comune fino al 1941 era Borca[18].

Altre informazioni turistiche

Il Rifugio Città di Fiume
  • Il Regno Di Thor, parco privato per l'arte della falconeria
  • Parrocchia dei Santi Simone e Taddeo di Borca di Cadore
  • Happy Park

Rifugi e Malghe

Infrastrutture e trasporti

La fermata di Borca di Cadore sorgeva lungo la ferrovia delle Dolomiti, attiva in questa tratta fra il 1921 e il 1964[20].

Note

  1. 1 2 Bilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su demo.istat.it, ISTAT.
  2. ↑ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  3. ↑ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  4. ↑ Comune di Borca di Cadore : Amministrazione comunale e sindaco - Comune di Borca di Cadore e città, Belluno, Veneto, su www.comune-italia.it. URL consultato il 5 agosto 2026.
  5. 1 2 AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Torino, UTET, 2006, p. 101.
  6. ↑ Analisi del rischio da colata detritica a Borca di Cadore (BL), località Cancia, Tesi di laurea magistrale di: Ambra Graffi (PDF), su politesi.polimi.it.
  7. ↑ Simulazione degli eventi di colata detritica avvenuti nei bacini del Rio Lazer (TN), Fiames (BL) e Cancìa (BL) mediante i codici di calcolo “D.F.R.M.” e “T.R.E.N.T.2D-df”, Tesi di Laurea di Mauro Boreggio. (PDF), su thesis.unipd.it.
  8. ↑ Simulazione degli eventi di colata detritica avvenuti nei bacini del Rio Lazer (TN), Fiames (BL) e Cancìa (BL) mediante i codici di calcolo “D.F.R.M.” e “T.R.E.N.T.2D-df”. Tesi di laurea di Mauro Boreggio (PDF), su thesis.unipd.it.
  9. ↑ Gara di assegnazione appalto di Cancia (PDF), su Provincia di Belluno.
  10. ↑ Borca di Cadore, su Ufficio araldico - Fascicoli comunali, Archivio Centrale dello Stato. URL consultato il 13 dicembre 2025.
  11. ↑ Comune di Borca di Cadore, Statuto del Comune (PDF), Art. 4 c. 1 Stemma e gonfalone.
  12. ↑ Dati tratti da:
  13. ↑ Edoardo Gellner. Corte di Cadore di Friederich Achleitner, Paolo Biadene, Edoardo Gellner, Michele Merlo.
  14. ↑ Deceduto.
  15. ↑ Eletto consigliere comunale il 6 maggio 1990 e nominato assessore, è divenuto sindaco dopo il decesso di Mario De Nard.
  16. ↑ Eletto il 23 aprile, è deceduto il 19 agosto successivo.
  17. ↑ Eletto consigliere comunale il 23 aprile e nominato vicesindaco, ha guidato la giunta dopo il decesso di Giovanni Zanetti.
  18. ↑ Fonte: ISTAT - Unità amministrative, variazioni territoriali e di nome dal 1861 al 2000 - ISBN 88-458-0574-3
  19. ↑ Seppur in comune di Val di Zoldo è proprietà della Regola di Borca.
  20. ↑ Evaldo Gaspari, La ferrovia delle Dolomiti. Calalzo-Cortina d’Ampezzo-Dobbiaco. 1921-1964, Athesia edizioni, Bolzano 2005. ISBN 88-7014-820-3.

Voci correlate

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Collegamenti esterni

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