Brachylepadidae

Brachylepadidae
Brachylepas cretacea
Intervallo geologico
cretacico
Stato di conservazione
Estinto
Classificazione scientifica
DominioEukaryota
RegnoAnimalia
PhylumArthropoda
SubphylumCrustacea
SuperclasseMulticrustacea
ClasseThecostraca
SottoclasseCirripedia
InfraclasseThoracica
SuperordineThoracicalcarea
OrdineBrachylepadomorpha †
Withers, 1923
FamigliaBrachylepadidae †
Woodward, 1901
Generi
vedi testo

Brachylepadidae Woodward, 1901 è una famiglia estinta di cirripedi peduncolati marini[1], unico membro appartenente all'ordine Brachylepadomorpha Withers, 1923[2], i cui resti fossili risalgono tra il Cenomaniano e il Maastrichtiano, ovvero da 100,5 a 66,0 milioni di anni fa (Ma)[3].

Frutto di una profonda revisione della classe Thecostraca redatta nel 2021 da un gruppo di ricercatori coordinati dal taiwanese Benny Kwok-Kan Chan, è una delle 65 famiglie e le oltre 2 100 specie in cui si suddivide l'intera classe in base ai principali eventi morfologici nell'evoluzione dei cirripedi proposti alla comunità scientifica.[4]

Tuttavia in un loro più recente studio, datato 2023, i ricercatori Andrew Scott Gale e Steven U. Vidovic suggeriscono di abbandonare Brachylepadomorpha e di identificare le famiglie che lo compongono rispettivamente come gruppo staminale Verrucomorpha (Pycnolepadidae) e gruppo staminale Balanomorpha (Brachylepadidae).

Tassonomia

Secondo quanto indicato dal sito World Register of Marine Species (WoRMS) e in accordo con quanto indicato da Chan et al[5], la famiglia comprende sette generi, qui di seguito elencate:[1]

  • Brachylepas Woodward, 1901 †
  • Epibrachylepas Gale, 2014 †
  • Fallaxlepas Gale, 2020 †
  • Faxelepas Gale, 2014 †
  • Parabrachylepas Gale, 2014 †
  • Pedupycnolepas Gale, 2014 †
  • Pycnolepas Withers, 1914 †

Note

  1. 1 2 (EN) Brachylepadomorpha, su WoRMS.
  2. ↑ (EN) Chan, Benny K.K. (2021), Brachylepadomorpha, in WoRMS (World Register of Marine Species). URL consultato il 2 febbraio 2026.
  3. ↑ (EN) Age range and collections: Brachylepadidae, su paleobiodb.org. URL consultato il 2 febbraio 2026ì.
  4. ↑ Chan et al, 2021, pp. 817-818.
  5. ↑ Chan et al, 2021, p. 832.

Bibliografia

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