Bronzo corinzio

Esempio di moderno bronzo corinzio ricavato dall'archeologia sperimentale

Il bronzo corinzio (in latino aes Corinthium) era una preziosa lega metallica dell'antichità classica, prodotta in particolare nella polis greca di Corinto.

Benché sia menzionato in varie fonti storiche, la sua composizione è oggi ignota: si ritiene che fosse un bronzo (lega di rame e stagno) di altissima qualità, oppure una lega di rame unito a metalli nobili come oro, argento o entrambi. Pertanto, oggi non esistono esempi certi di oggetti antichi incontrovertibilmente realizzati in "bronzo corinzio".

Storia

Tra le leghe metalliche come bronzo o ottone, chiamate indifferentemente χαλκός dagli antichi greci e aes dagli antichi romani, questa era la più preziosa,[1] usata per realizzare statue e vasi di inestimabile valore.

Secondo una tradizione, la sua nascita sarebbe stata del tutto casuale: come riportato anche da Plinio il Vecchio nella Naturalis historia, durante il sacco di Corinto da parte delle truppe romane guidate dal console Lucio Mummio Acaico (146 a.C.), l'immenso calore dell'incendio avrebbe fuso insieme una grandissima quantità di statue e manufatti in oro, argento e rame, dando vita al nuovo materiale.[2] Tuttavia, già gli stessi autori antichi - Plinio incluso - sollevavano dubbi su questa versione, facendo notare come molti artisti greci vissuti ben prima della distruzione della città fossero celebri per la lavorazione del bronzo corinzio.

La preziosità del bronzo corinzio è attestata anche da altre fonti, come nelle Vite dei Cesari di Svetonio, ove si narra dell'ossessione di Augusto per gli oggetti in corinzio,[3] nonché dalla Cena Trimalchionis nel Satyricon di Petronio Arbitro, ove il ricco liberto Trimalcione si fa vanto di essere l'unico a possedere autentico corinzio, in quanto lo ha acquistato da un artigiano di nome Corinto.[4]

Leghe simili

Leghe simili al bronzo corinzio sono state create anche in contesti storico-geografici distinti dall'antichità classica. Si tratta dello hesmen kem dell'antico Egitto, del tumbaga nella Mesoamerica precolombiana e dello shakudō giapponese.

Note

  1. ↑ D. M. Jacobson e M. P. Weitzman, What Was Corinthian Bronze?, in American Journal of Archaeology, vol. 96, n. 2, 1992, pp. 237–247, DOI:10.2307/505923. URL consultato il 1º agosto 2026.
  2. ↑ Plinio il Vecchio, Naturalis historia XXXIV, 3. Traduzione inglese disponibile su Pliny the Elder, The Natural History, book XXXIV, su www.perseus.tufts.edu. URL consultato il 1º agosto 2025.
  3. ↑ Svetonio, Vita di Augusto, 70. Traduzione inglese disponibile su Suetonius, Divus Augustus, su www.perseus.tufts.edu. URL consultato il 1º agosto 2025.
  4. ↑ Petronio Arbitro, Satyricon, 50. Traduzione inglese disponibile su Petronius, Satyricon, su www.perseus.tufts.edu. URL consultato il 1º agosto 2025.

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