Bruto Carpigiani

Bruto Carpigiani (Collesalvetti, 20 maggio 1903 – Bologna, 11 novembre 1945) è stato un ingegnere e progettista italiano.

Biografia

Carpigiani nacque nella frazione Castell'Anselmo di Collesalvetti da un quarantunenne impresario teatrale e da Teresa Bergonzoni, commerciante di Mirandola in provincia di Modena. Bruto trascorse l'infanzia con i suoi due fratelli, Balilla e Poerio, a Mirandola, dove il padre aveva comprato il castello dei Pico per farne un teatro. Bruto, come ricordava la moglie Giuseppina Sghinolfi, era un grande appassionato di motori: appena ebbe qualche soldo comprò una Moto Guzzi e prima di sposarsi si costruì addirittura un prototipo di automobile per farsi vedere in paese. A testimonianza di questa sua passione restano disegni e mockups d'innovativi motori rotativi e di motori con distribuzione a valvole a pistone. Conosciuto come "l'ingegnere", lavorò come progettista all'ACMA dalla fine degli anni venti[1]. Può essere idealmente considerato come il padre di una generazione di tecnici e progettisti che lavoravano nel settore delle macchine per packaging e che permisero lo sviluppo dell'intero comparto industriale bolognese.[2][3]

Istruzione

Conseguito il diploma di geometra, nel 1922/23 si iscrisse alla facoltà di Farmacia dell'Università di Bologna, senza però terminarla. Conseguì il titolo di “ingegnere” nel 1937, in Svizzera, discutendo una tesi dal titolo “La formazione e la determinazione dei costi di produzione in un'impresa meccanica” presso l'Ecole d'Ingénieurs-Spécialistes dell'Institut Technique Supérieur di Friburgo. Si laureò anche alla facoltà di Economia e Commercio dell'Università di Bologna il 15 luglio 1942. Bruto Carpigiani è riconosciuto come pilastro di un'intera generazione di progettisti, tecnici ed imprenditori del comparto bolognese delle macchine automatiche, conosciuto come la packaging valley.[4]

Direzione tecnica dell'ACMA e invenzione della ruota a zeta

All'Anonima Costruzioni Macchine Automatiche (A.C.M.A.) Carpigiani perfezionò le macchine già in produzione e ne progettò di nuove. Sotto la sua direzione tecnica l'A.C.M.A. fu protagonista di un forte balzo innovativo che, successivamente, avrebbe permesso l'esportazione. Tra il 1929 e il 1930 introdusse l'innovazione decisiva per lo sviluppo di tutto il comparto: la “Ruota a Zeta”[5]. Un meccanismo “intermittore” che trasforma il moto circolare continuo in circolare intermittente. La novità consiste nel poter variare soste e movimenti, anche ad alte velocità, in modo preordinato dal progettista, in base alle esigenze di utilizzazione. Il successo della macchina da lui progettata, ACMA 749, è dovuto alla flessibilità e adattabilità del congegno che arriva a superare le macchine americane: venne utilizzata con incartatrice di caramelle, fornendo diverse modalità per incartare. Tale macchina è alla base della flessibilità produttiva e del successo del comparto bolognese delle macchine automatiche.

Invenzione dell'Autogelatiera

Partendo dalla Motogelatiera inventata da Cattabriga si occupò, durante gli anni trenta, di migliorarla e innovarla. Lavorò al mantecatore verticale nelle cantine di Via Valeriani a Bologna, progettando una macchina automatica per la produzione del gelato, perché il gelatiere avesse come unico compito quello di estrarre il gelato dalla macchina.[6]

L'evoluzione, rispetto alla Motogelatiera di Cattabriga, era la chiusura ermetica della scatola ingranaggi e aveva sostituito la spatola a moto alternato con una elicoidale rotativa. La chiusura ermetica favoriva anche una produzione igienica del gelato. Sfortunatamente Bruto Carpigiani non riuscì a veder compiuta la sua opera: morì prematuramente a soli 42 anni.

L'anno successivo alla sua morte, avvenuta nel 1945, Poerio rese omaggio al fratello costituendo l'azienda Carpigiani S.r.l.[7] che iniziò i suoi lavori in via Cairoli a Bologna. L'Autogelatiera fu poi portata a termine per la produzione da Vittorio Francia.

Note

  1. ↑ Roberto Curti e Maura Grandi - Per niente fragile - Bologna capitale del packaging - Editrice Compositori
  2. ↑ Calendario completo - Bologna Welcome, su bolognawelcome.com. URL consultato il 4 giugno 2013 (archiviato dall'url originale il 21 giugno 2013).
  3. ↑ Bruto Carpigiani: alle radici del packaging bolognese - Calendario completo - Bologna Welcome, su bolognawelcome.com, 21 giugno 2013. URL consultato il 18 marzo 2025 (archiviato dall'url originale il 21 giugno 2013).
  4. ↑ Bruto Carpigiani, alle origini del packaging bolognese - Associazione Amici del Museo del Patrimonio Industriale di Bologna, su amicidelmuseo.org. URL consultato il 18 marzo 2025.
  5. ↑ Aurelio Alaimo, Vittorio Capecchi, L'industria delle macchine automatiche a Bologna: un caso di specializzazione flessibile, in D'Attorre Pier Paolo, Zamagni Vera (a cura di), Distretti imprese classe operaia, l'industrializzazione dell'Emilia Romagna, Milano, F. Angeli, 1992
  6. ↑ Desk1, BRUTO CARPIGIANI - Così rivoluzionò la macchina per fare i gelati, su comunicaffe.it, 1º marzo 2015. URL consultato il 18 marzo 2025.
  7. ↑ Renato Coppe (a cura di), Guida culturale industriale commerciale artigianale e turistica di Bologna e provincia, Bologna, Aniballi, 1988, pp. 332-337

Bibliografia

  • Roberto Curti e Maura Grandi - Per niente fragile - Bologna capitale del packaging - Editrice Compositori
  • Aurelio Alaimo, Vittorio Capecchi, L'industria delle macchine automatiche a Bologna: un caso di specializzazione flessibile, in D'Attorre Pier Paolo, Zamagni Vera (a cura di), Distretti imprese classe operaia, l'industrializzazione dell'Emilia Romagna, Milano, F. Angeli, 1992
  • Renato Coppe (a cura di), Guida culturale industriale commerciale artigianale e turistica di Bologna e provincia, Bologna, Aniballi, 1988, pp. 332-337
  • Vittorio Capecchi, L'industrializzazione a Bologna nel Novecento. Dagli inizi del secolo alla fine della seconda guerra mondiale, in Storia illustrata di Bologna, Milano, Nuova editoriale AIEP, vol. 4., 1990
  • Distretti, imprese, classe operaia. L'industrializzazione dell'Emilia Romagna, a cura di Pier Paolo D'Attorre e Vera Zamagni, Milano, F. Angeli, 1992 Emilia-Romagna terra di cooperazione, a cura di Angelo Varni, Bologna, ETA-Analisi, 1990
  • Luigi Arbizzani, Sguardi sull'ultimo secolo. Bologna e la sua provincia, 1859-1961, Bologna, Galileo, 1961
  • Bologna 1980-2005, a cura di Aldo Balzanelli. Supplemento a "La Repubblica", 19 ottobre 2005

Collegamenti esterni