Buze
Buze (fl. 528-556) è stato un generale dell'Impero romano d'Oriente.
| Buze | |
|---|---|
| Religione | Cristianesimo |
| Dati militari | |
| Paese servito | Impero romano d'Oriente |
| Forza armata | Esercito bizantino |
| Grado | Magister militum |
| Comandanti | Belisario |
| Guerre | |
| Battaglie | Battaglia di Callinicum Battaglia di Dara Battaglia di Thannuris |
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Biografia
Nativo della Tracia e fratello di Cutzes[1] e di Benilo[2] era zio di Domnetziolo (figlio di sua sorella).[3]
Nel 528, ancora in giovane età, era dux a Palmira e, insieme a suo fratello Cutzes, comandava le truppe stanziate in Libano; in quello stesso anno rinforzarono l'esercito di Belisario raggiungendolo a Mindios, non riuscendo però ad evitare una sconfitta ad opera dei Sasanidi.[1] Nel giugno 530 partecipò alla battaglia di Dara comandando la cavalleria nell'ala sinistra dell'esercito di Belisario. Nell'anno successivo, non poté prendere parte alla battaglia di Callinicum perché malato a Amida. Nel 532 Buze e Bessa difesero la città di Martiropoli dall'assedio sasanide, che cessò non appena gli assedianti vennero a conoscenza del decesso del loro re, Cavade I.[4]
Nel 539 Buze fu inviato a sedare la rivolta degli Armeni, che, rivoltatisi, avevano ucciso in battaglia il generale romano Sitta; Buze riuscì a uccidere uno dei capi della rivolta, Giovanni l'Arsacide, ma ciò provocò la richiesta di aiuto degli Armeni ai Sasanidi contro i Romani, che costituì uno dei pretesti con cui lo scià Cosroe I giustificò una nuova guerra con l'Impero romano d'Oriente.[5] Quando Cosroe I invase il territorio romano nella primavera 540, avviando una nuova guerra, Buze fu nominato magister militum per Orientem e gli fu affidato il comando della guerra, in attesa del ritorno di Belisario dall'Italia.[6] Buze, tuttavia, non si dimostrò all'altezza, perché, avendo timore dei Sasanidi, si ritirò da Hierapolis con le migliori truppe, promettendo di sconfiggere i Sasanidi se avessero assediato la città, ma in realtà fuggendo: infatti, narra Procopio criticandolo aspramente, Buze scomparve completamente dalla circolazione, in modo così perfetto che né gli ierapolitani né tantomeno i Sasanidi sapevano che fine avesse fatto.[6] Ricomparve poi a Edessa, dove impedì agli abitanti di riscattare i prigionieri che i Sasanidi avevano catturato.[7] Nel 541 era a Dara con Belisario e fu uno di quelli che premevano per un'invasione della Persia; probabilmente partecipò alla campagna di Belisario del 541, dal successo limitato.[8] Nel 542, alla notizia di una nuova invasione sasanide, si rifugiò con altri a Hierapolis e chiese a Belisario di raggiungerlo lì, ma Belisario riuscì a convincerli a fare il viceversa, ovvero raggiungere Belisario a Europus.[9] Probabilmente assistette ai negoziati tra Belisario e l'inviato di Cosroe I, in seguito ai quali i Sasanidi si ritirarono.
Nel 542, si diffuse il rumour che Buze e Belisario avessero detto che se Giustiniano fosse stato ucciso dalla peste, avrebbero rifiutato di riconoscere un imperatore eletto senza il loro assenso; quando l'Imperatrice Teodora lo venne a sapere, Buze e Belisario caddero in disgrazia. Se Belisario fu relativamente fortunato, Buze fu imprigionato per due anni e quattro mesi nelle prigioni sotterranee di Teodora, da cui ne uscì miope e fisicamente distrutto.[10] All'epoca del suo imprigionamento era console onorario, secondo Procopio.
Nel 548 Buze difese Germano delle accuse di essere coinvolto in una congiura contro Giustiniano.[11] L'anno successivo assistette i Longobardi contro i Gepidi.[12]
Dal 554 al 556 fu magister militum in Lazica; partecipò all'incontro dei generali romani con il re di Lazica Gubazes II, e rimase shockato per l'assassinio di Gubazes in quello stesso incontro, anche se non protestò perché pensava che fosse stato Giustiniano stesso a ordinarlo.[13] Successivamente, sempre nel 555, fu sconfitto dai Sasanidi a Onoguris,[14] mentre l'anno successivo fu posto a difesa dell'isola di Nesus, un'isola sul fiume Phasis, con l'incarico di difenderla dai Sasanidi.[15] Nient'altro si sa di lui, dopo questi avvenimenti.
Note
- 1 2 Procopio, DBP I,13
- ↑ Procopio, DBG, IV,9.
- ↑ Procopio, DBG, III,39.
- ↑ Procopio, DBP, I,21; Zaccaria, IX,6.
- ↑ Procopio, DBP, II,3.
- 1 2 Procopio, DBP, II,6.
- ↑ Procopio, II,13.
- ↑ Procopio, II,16 e II,18-19.
- ↑ Procopio, DBP, II,20.
- ↑ Procopio, Storia Segreta, 4.
- ↑ Procopio, DBG, III,32
- ↑ Procopio, DBG, III,34.
- ↑ Agazia, III,4.
- ↑ Agazia, III,6-7.
- ↑ Agazia, III,20.
Bibliografia
- Zaccaria, Storia Ecclesiastica
- Procopio, De Bello Persico
- Procopio, De Bello Gothico
- Procopio, Storia Segreta
- Agazia, Storie