Caldera di Santorini

Caldera di Santorini
Immagine satellitare della caldera
StatoGrecia (bandiera) Grecia
RegioneEgeo Meridionale
Altezza567 m s.l.m.
Diametro cratere250 m
Ultima eruzione1950
Ultimo VEI2 (stromboliana/vulcaniana)
Codice VNUM212040
Coordinate36°24′13″N 25°23′47″E
Mappa di localizzazione
Mappa di localizzazione: Grecia
Caldera di Santorini
Caldera di Santorini

La Caldera di Santorini (in greco Καλδέρα Σαντορίνης?, Kaldéra Santorínis) è una grande caldera, per lo più sommersa, situata nel Mar Egeo meridionale, a circa 120 chilometri a nord di Creta, in Grecia. Sopra il livello del mare è visibile il gruppo circolare di isole di Santorini, costituito da Santorini (nota nell’antichità come Thera), l’isola principale, Therasia e Aspronisi alla periferia, e le isole Kameni al centro. È stata designata come uno dei "Vulcani del Decennio".

Geografia

La caldera vista dall'alto

La caldera misura circa 12 per 7 km, con ripide scogliere alte fino a 300 metri su tre lati e una profondità massima di 385 metri.[1] Al centro della caldera si trovano due piccole isole vulcaniche: Nea Kameni (“Nuova”) e Palea Kameni (“Vecchia”). L’isola principale, Santorini, ha una superficie di 75,8 km², Therasia di 9,3 km², mentre le isole disabitate hanno le seguenti superfici: Nea Kameni 3,4 km², Palea Kameni 0,5 km² e Aspronisi 0,1 km². Le alte pareti di Santorini, ricoperte da villaggi imbiancati, unite al clima soleggiato e alle buone condizioni di osservazione, hanno reso l’isola una meta privilegiata per i vulcanologi e una delle principali attrazioni turistiche del Mar Egeo.[2]

Geologia

L'Arco Vulcanico dell’Egeo Meridionale descritto dai vulcani Methana, Milo, Santorini e Nisiro.

Il complesso vulcanico di Santorini è la parte più attiva dell'Arco Vulcanico dell’Egeo Meridionale, che comprende i vulcani di Methana, Milo, Santorini e Nisiro. Esso si è formato a causa della subduzione della placca tettonica africana sotto la sottoplacca egea della placca eurasiatica, che avviene con una velocità fino a 5 cm all’anno in direzione nord-est. Questo processo di subduzione provoca terremoti a profondità comprese tra 150 e 170 km.[3]

Le rocce non vulcaniche affiorano a Santorini nelle località di Mikro Profititis Ilias, Mesa Vouno, nella dorsale di Gavrillos, a Pirgos, Monolithos e sul lato interno della parete della caldera tra Capo Plaka e Athinios.[4]

Le isole Kameni, situate al centro della caldera, sono costituite da rocce laviche.

Vulcanologia

La parete della caldera vista da Santorini

La caldera di Santorini si trova al centro del campo vulcanico Christiana–Santorini–Kolumbo, che comprende il vulcano estinto Christiana, la caldera di Santorini, il vulcano sottomarino poligenico Kolumbo e la catena vulcanica di Kolumbo.[5] Questa struttura vulcanica si è sviluppata durante quattro principali fasi di attività, iniziate nel Pliocene da diversi centri locali che solo in tempi relativamente recenti si sono evoluti fino a formare l’attuale edificio vulcanico di Santorini. La caldera attuale è composta da vulcani a scudo sovrapposti, tagliati da almeno quattro caldere parzialmente sovrapposte: la più antica, la caldera meridionale, formatasi circa 180.000 anni fa, la caldera di Skaros, formatasi circa 70.000 anni fa, la caldera di Capo Riva, circa 21.000 anni fa. L’attuale caldera si è formata circa 3.600 anni fa durante l'Eruzione minoica.[6] Le isole Palea Kameni e Nea Kameni si sono formate successivamente a causa di numerose eruzioni minori, inizialmente sottomarine, avvenute al centro della caldera.[7]

Storia eruttiva

Di seguito è riportato un elenco dei principali eventi eruttivi di Santorini:[6]

Data inizio Data fine Caratteristiche dell'eruzione
518.000 a.C.[8] Sconosciuta eruzione da condotto centrale e fessurale, eruzione sottomarina, fenomeni esplosivi, flussi e surge piroclastici, esplosioni freatiche, gravi danni fisici, gigantesche fontane di lava e colate laviche estese, megatsunami e collasso della caldera.
1610 a.C. ± 14 anni (Eruzione minoica) Sconosciuta eruzione centrale e fessurale, eruzione sottomarina ed esplosiva, flussi e surge piroclastici, esplosioni freatiche, danni estesi, fontane di lava, colate laviche, piccoli flussi di fango marini, megatsunami, collasso della caldera, vittime ed evacuazione di massa.
197 a.C. Sconosciuta eruzione centrale e fessurale con formazione di una nuova isola.
31 dicembre 46 d.C. 1 febbraio 47 d.C. ± 30 giorni eruzione con formazione di nuova isola, esplosioni, colate laviche ed estrusione di duomi lavici, tsunami.
15 luglio 726 d.C. ± 45 giorni Sconosciuta eruzione esplosiva con formazione di nuova isola, colate laviche ed estrusione di duomi lavici, con danni.
1570 1573 eruzione con formazione di nuova isola e attività esplosiva.
27 settembre 1650 6 dicembre 1650 eruzione da condotto laterale sottomarino con formazione di nuova isola, colate laviche, vittime, danni e tsunami.
23 maggio 1707 14 settembre 1711 eruzione centrale con formazione di nuova isola, colate laviche e duomi lavici.
26 gennaio 1866 15 ottobre 1870 eruzione con colate laviche, vittime, danni ed evacuazione.
11 agosto 1925 17 marzo 1928 eruzione con esplosioni freatiche, colate laviche ed estrusione di duomi.
20 agosto 1939 2 luglio 1941 ± 1 giorno eruzione con attività esplosiva, esplosioni freatiche, colate laviche e danni.
10 gennaio 1950 2 febbraio 1950 eruzione esplosiva con colate laviche ed esplosioni freatiche.

Nel 2024 i ricercatori hanno identificato una enorme eruzione avvenuta circa 520.000 anni fa, molto più grande dell’eruzione minoica del 1600 a.C. e la più grande conosciuta nei registri geologici. Essa produsse flussi piroclastici dieci volte più grandi di quelli dell’eruzione dell'Hunga Tonga–Hunga Haʻapai del 2022. I depositi piroclastici si estesero fino a 70 km dal condotto vulcanico e raggiunsero uno spessore massimo di 150 metri, con un volume totale di circa 90 km³, oltre sei volte maggiore rispetto ai depositi dell’eruzione minoica.[8]

La gigantesca eruzione minoica del XVII secolo a.C. potrebbe aver ispirato il mito di Atlantide.[9] È stata classificata con indice VEI 7 nell'indice di esplosività vulcanica.[10]

Sebbene oggi sia quiescente, Santorini è ancora un vulcano attivo. Numerose eruzioni minori, prevalentemente effusive, hanno costruito gli scudi lavici scuri di Nea Kameni e Palea Kameni all’interno della caldera.

L’ultima eruzione risale al 1950, e oggi si osserva soltanto attività fumarolica, soprattutto nei crateri più recenti. Strumenti GPS hanno registrato nuove deformazioni intorno alla caldera tra 2011 e 2012.[11]

Attività recente

Nel luglio 2024 Santorini è entrata in una nuova fase di instabilità vulcanica. Dalla metà dell’estate 2024 l’attività sismica è aumentata in modo significativo. La sequenza sismica più intensa si è verificata nell’area dell’isolotto di Anydros, circa 30 km a nord-est di Santorini, dalla fine di gennaio 2025. Nel frattempo si sono registrati anche fenomeni di instabilità sismica all’interno della caldera.[12]

A partire dall’estate 2024 è stata osservata una lenta deformazione della caldera. Tra il 27 gennaio e il 24 febbraio 2025 è stata registrata una rapida inflazione con sollevamenti fino a 7 mm al giorno. Le misurazioni GNSS e i dati satellitari InSAR hanno confermato il sollevamento del terreno.[13] L’intensa attività sismica ha portato all’evacuazione di circa 11.000 persone dall’isola. Le autorità hanno chiuso le scuole e raccomandato di evitare grandi assembramenti al chiuso, mentre il primo ministro Kyriakos Mitsotakis ha invitato i residenti a mantenere la calma.[14][15][16][17]

Un altro studio ha interpretato l’instabilità come un sistema in evoluzione temporale, che è passato da uno sciame sismico influenzato dai fluidi a una sequenza più regolare di tipo tettonico. Lo studio ha utilizzato un catalogo pubblico revisionato manualmente, tecniche di rilevamento delle anomalie e modelli statistici della sismicità dipendente dal tempo per quantificare cambiamenti diagnostici nel tasso degli eventi, nel comportamento magnitudo–frequenza (valore b) e nel clustering spazio-temporale.

Sono state identificate quattro fasi:

  1. Una fase iniziale, di origine vulcanica, iniziata nell’estate del 2024, caratterizzata da un rilascio di momento sismico leggermente accelerato e da una crescente concentrazione dell’attività verso l’area di Amorgos
  2. Un avvio progressivo nel gennaio 2025, contraddistinto da un clustering più marcato, un valore b quasi stabile e una variabilità delle magnitudo in rapido aumento
  3. Un breve ma intenso e caotico episodio all’inizio di febbraio 2025, durante il quale tali parametri indicano un picco di irregolarità
  4. Un intervallo post-crisi in cui le statistiche si riorganizzano verso un andamento più regolare, di tipo tettonico, con un comportamento simile a quello delle sequenze di repliche.

Lo studio sostiene che questi schemi quantitativi, sia precursori sia evolutivi, siano operativamente utili per gli osservatori: monitorare i cambiamenti nel clustering, la stabilità del valore b (ossia la sua coerenza nel tempo e nello spazio, che non è sempre garantita ed è influenzata da fattori come lo stato di sforzo, la presenza di fluidi e la struttura geologica), nonché la variabilità/entropia, può aiutare a individuare quando una crisi di tipo Santorini–Amorgos sta passando da uno sciame influenzato dai fluidi a uno controllato da faglie, con importanti implicazioni per la comunicazione del rischio a breve termine durante future fasi di instabilità nell’area.[18]

Il 15 giugno 2025 è stato rilevato un nuovo sciame sismico sotto Santorini. I terremoti erano per lo più inferiori a magnitudo 3 e si concentravano tra 5 e 20 km di profondità lungo la linea tettonica Kameni, principale via di risalita del magma negli ultimi centinaia di migliaia di anni.[19] Lo sciame sismico è stato causato dal movimento di magma attraverso un sistema di faglie a nord-est di Santorini. Tuttavia, i terremoti sono cessati dopo circa tre mesi, mentre il magma è rimasto a più di 8 km di profondità.[20]

Sito del patrimonio geologico IUGS

In riconoscimento del fatto che Santorini rappresenta “una delle più grandi caldere del Mar Mediterraneo formate da eruzioni pliniane in un contesto tettonico di arco vulcanico”, l’Unione internazionale di scienze geologiche ha inserito “La caldera quaternaria di Santorini” nella lista dei 100 siti di patrimonio geologico mondiale, pubblicata nell’ottobre 2022. L’organizzazione definisce un Sito di Patrimonio Geologico IUGS come un luogo chiave con elementi e processi geologici di rilevanza scientifica internazionale, utilizzato come riferimento e con un contributo significativo allo sviluppo delle scienze geologiche nel corso della storia.[21]

Voci correlate

Note

  1. ↑ (EN) Jonas Preine, Jens Karstens, Christian Hübscher, Tim Druitt, Steffen Kutterolf, Paraskevi Nomikou, Michael Manga, Ralf Gertisser, Katharina Pank, Sarah Beethe, Carole Berthod, Gareth Crutchley, Iona McIntosh, Thomas Ronge e Masako Tominaga, Hazardous explosive eruptions of a recharging multi-cyclic island arc caldera, in Nature Geoscience, vol. 17, n. 4, 2024, p. 324, Bibcode:2024NatGe..17..323P, DOI:10.1038/s41561-024-01392-7, ISSN 1752-0894.
    «It separates the caldera into a northern and a southern basin, which have maximum depths of 385 m and 290 m, respectively.»
  2. ↑ Introduction – Santorini Volcano, su decadevolcano.net. URL consultato il 19 aprile 2011.
  3. ↑ Tectonic setting of Santorini, su decadevolcano.net. URL consultato il 20 aprile 2011.
  4. ↑ Geology of Santorini – The prevolcanic basement, su decadevolcano.net. URL consultato il 20 aprile 2011.
  5. ↑ J. Preine, J. Karstens, C. Hübscher, P. Nomikou, F. Schmid, G.J. Crutchley, T.H. Druitt e D. Papanikolaou, Spatio-temporal evolution of the Christiana-Santorini-Kolumbo volcanic field, Aegean Sea, in Geology, vol. 50, n. 1, 2022, pp. 96–100, Bibcode:2022Geo....50...96P, DOI:10.1130/G49167.1.
  6. 1 2 Santorini, su volcano.si.edu. URL consultato il 29 giugno 2021.
  7. ↑ Santorini Volcanic Caldera, Greece, su geographic.org. URL consultato il 19 aprile 2011.
  8. 1 2 Robert Sanders, Historic Santorini eruption pales in comparison to ancient blowout, in UC Berkeley News, 16 gennaio 2024. URL consultato il 20 dicembre 2025.
  9. ↑ R. S. J. Sparks, Friedrich, W. L. 2000. Fire in the Sea. The Santorini Volcano: Natural History and the Legend of Atlantis, in Geological Magazine, vol. 137, n. 5, Cambridge University Press, 2000, p. 593, DOI:10.1017/s0016756800224618.
  10. ↑ Large Volcano Explocivity Index, in Countries of the World. URL consultato il 17 aprile 2021 (archiviato dall'url originale il 30 settembre 2020).
  11. ↑ NBC News "Volcano on scenic Greek island getting a little restless 3 March 2012
  12. ↑ (EN) C. Papazachos, M. Foumelis, S. Bitharis, Ch. Pikridas, E. Trasatti, E. Papageorgiou, Ch. Ventouzi, Ch. Kkallas, G. Vougioukalakis e O. Vaselli, The Santorini 2024–2025 Volcano-Tectonic Sequence: Constraining the Initial Phase of the Intra-Caldera Unrest, in Geophysical Research Letters, vol. 52, n. 13, Earth and Planetary Science Letters, 16 luglio 2025, Bibcode:2025GeoRL..5215856P, DOI:10.1029/2025GL115856.
  13. ↑ (EN) Pierre Briole, Athanassios Ganas, Anna Serpetsidaki, François Beauducel, Vassilis Sakkas, Varvara Tsironi e Panagiotis Elias, Volcano-tectonic interaction at Santorini. The crisis of February 2025. Constraints from geodesy, in Geophysical Journal International, vol. 242, n. 3, 11 luglio 2025, DOI:10.1093/gji/ggaf262. URL consultato il 10 novembre 2025.
  14. ↑ (EN) Nikos Papanikolaou e Esme Stallard, Thousands evacuate Santorini after earthquakes shake Greek island, in www.bbc.com, BBC, 5 febbraio 2025. URL consultato il 10 novembre 2025.
  15. ↑ (EN) Evacuation of Greece's Santorini island continues as tremors persist, in NBC News, Reuters, 6 febbraio 2025. URL consultato il 10 novembre 2025.
  16. ↑ (EN) Helena Smith, State of emergency declared on Santorini after earthquakes shake island, in The Guardian, The Guardian, 6 febbraio 2025. URL consultato il 10 novembre 2025.
  17. ↑ (EN) ELENA BECATOROS, Scientists say several thousand earthquakes detected near Greece's island of Santorini, in AP News, 11 febbraio 2025. URL consultato il 10 novembre 2025.
  18. ↑ Davide Zaccagnino, Georgios Michas, Luciano Telesca e Filippos Vallianatos, Precursory patterns, evolution and physical interpretation of the 2025 Santorini–Amorgos seismic sequence, in Earth and Planetary Science Letters, vol. 671, 2025, Bibcode:2025E&PSL.67119656Z, DOI:10.1016/j.epsl.2025.119656, hdl:11573/1758403. URL consultato il 9 novembre 2025.
  19. ↑ (EN) Santorini volcano (Greece) - seismic crisis Feb 2025 updates and information, su Volcano Discovery, 15 giugno 2025. URL consultato il 10 novembre 2025.
  20. ↑ Scientists reveal what triggered Santorini 'earthquake swarm', in BBC News, 20 novembre 2025. URL consultato il 20 dicembre 2025.
  21. ↑ The First 100 IUGS Geological Heritage Sites (PDF), su IUGS International Commission on Geoheritage, IUGS. URL consultato il 13 novembre 2022.

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