Calzaturificio

L'ex Calzaturificio Borri a Busto Arsizio

Un calzaturificio è un impianto industriale in cui vengono prodotte calzature, solitamente su larga scala, quindi mediante l'utilizzo di catene di montaggio; si sono sviluppati dopo la grande industrializzazione europea del 1870, ma particolarmente dopo la seconda guerra mondiale.

Il calzaturificio è una fabbrica destinata alla produzione industriale di calzature.

Storia

La transizione dal lavoro artigianale del ciabattino e del calzolaio tradizionale alla struttura produttiva del calzaturificio moderno avviene nella seconda metà del XIX secolo grazie alla prima meccanizzazione dei processi di taglio e cucitura della tomaia.[1]

In Italia, la nascita del primo vero calzaturificio industriale viene storicamente datata al 1866 a Vigevano, per iniziativa dei fratelli Bocca; lo stabilimento aprì la strada alla progressiva industrializzazione del settore, che trovò una forte accelerazione tecnologica a cavallo tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento con l'introduzione di macchinari complessi.[2] Si ipotizza che la parola sia stata creata nel 1902 a Milano, per indicare una grande fabbrica di scarpe rispetto alle vecchie botteghe.[1]

Caratteristiche

Tutta l'operazione di montaggio del prodotto necessita di un personale lungo la catena mediamente di 30 persone.[1] Attraverso questo procedimento vengono prodotte la maggior parte delle calzature comuni, eccetto la piccola nicchia e le ciabatte anatomiche le quali seguono criteri di cucitura ed assemblaggio a mano.

Note

  1. 1 2 3 Dall'artigianato alla manifattura: lo sviluppo dell'industria calzaturiera, su u-pad.unimc.it, Università degli Studi di Macerata. URL consultato il 21 maggio 2026.
  2. ↑ Vigevano e la storia della calzatura, su vigevano27029.it, 29 maggio 2025. URL consultato il 21 maggio 2026.

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