Camilla Spira

Camilla Spira

Camilla Spira (Amburgo, 1º marzo 1906 – Berlino, 25 agosto 1997) è stata un'attrice tedesca.

Vita privata

Era figlia d'arte, suo padre era l'attore austriaco Fritz Spira, deceduto nel 1943 in un campo di concentramento in Voivodina. Anche sua madre Lotte Spira e sua sorella Steffie Spira erano attrici.

Lapide di Camilla Spira e Hermann Eisner
Lapide di Camilla Spira e Hermann Eisner
Ritratto dell'attrice Camilla Spira (titolo sull'oggetto)
Ritratto dell'attrice Camilla Spira (titolo sull'oggetto)
L'attrice Camilla Spira, in piedi a figura intera sulla sinistra, piange con le braccia giunte davanti a sé in un gesto di supplica, sul palcoscenico. A sinistra, quattro uomini sono in piedi dietro le quinte e osservano la scena. (Collezione: Museo Storico Ebraico. Collezione Leo Kok, in prestito dal signor e dalla signora Nijstad-de Wijze)
L'attrice Camilla Spira, in piedi a figura intera sulla sinistra, piange con le braccia giunte davanti a sé in un gesto di supplica, sul palcoscenico. A sinistra, quattro uomini sono in piedi dietro le quinte e osservano la scena. (Collezione: Museo Storico Ebraico. Collezione Leo Kok, in prestito dal signor e dalla signora Nijstad-de Wijze)

Biografia

Camilla Spira frequentò il Liceo e successivamente la scuola di recitazione del Deutsches Theater di Berlino, fondata da Max Reinhardt.

1922

Iniziò la sua carriera teatrale nel 1922 al Wallner Theater e al Deutsches Künstlertheater di Berlino.

1924-1933

In seguito ebbe un ingaggio a Vienna al Theater in der Josefstadt e tornò a Berlino, dove fece il suo debutto cinematografico nel 1924 nel film muto Madre e figlio. Seguirono altri film muti e apparizioni teatrali. Dal 1925 al 1927 si esibì al Deutsches Theater. Lavorò poi nei teatri Barnowsky fino al 1930.

Il suo più grande successo teatrale fu nel 1930 nell'operetta La locanda del cavallo bianco.

Nel 1933 si esibì alla Volksbühne.

Grazie alla sua bella voce, il passaggio dal cinema muto al sonoro si rivelò vantaggioso per la sua carriera. Di solito le venivano affidati ruoli di ragazza tedesca impeccabilmente pulita e sempre allegra, come ad esempio nel film Morgenrot (L'alba), un'epopea eroica su un marinaio di un U-Boot tedesco, uscito nel 1933 poco prima della presa del potere del regime nazista. [1] [2]

Diffamata dal regime nazista come "mezza ebrea", non ricevette più offerte cinematografiche dalla metà degli anni '30 in poi. Si guadagnò da vivere esibendosi per un pubblico esclusivamente ebraico presso l'Associazione Culturale Ebraica di Berlino.

1936-1943

Dopo i Giochi Olimpici del 1936, le condizioni degli ebrei peggiorarono ulteriormente.

Nel 1938, riuscì a emigrare ad Amsterdam con il marito, l'avvocato e vicedirettore generale del birrificio Engelhardt, Hermann Eisner (1897-1977), e i loro due figli.

Ad Amsterdam, in seguito, fu arrestata dagli occupanti tedeschi e deportata nel Campo di transito di Westerbork nel 1943.

A Westerbork, Spira si esibì in uno spettacolo di cabaret organizzato da Max Ehrlich, con l'intento di distrarre i prigionieri rimasti dopo i trasferimenti ad Auschwitz avvenuti il giorno precedente. Insieme a Ehrlich, condivise il palco con Willy Rosen, tra gli altri, e le sue canzoni più famose furono accolte con favore dal pubblico.[3]

Ben presto, anche Spira e la sua famiglia rischiarono la deportazione al Campo di concentramento di Auschwitz. Per evitare la deportazione, contattò Hans Georg Calmeyer, a capo di un dipartimento delle autorità di occupazione tedesche all'Aia incaricato di chiarire i casi di dubbia ascendenza. A quanto pare, l'SS-Oberführer Walter Schellenberg, allora capo dell'intelligence estera presso l'Ufficio centrale per la sicurezza del Reich, che si recava spesso nei Paesi Bassi per operazioni di intelligence, le aveva consigliato di contattare Calmeyer.

Spira fece esplicito riferimento a Schellenberg come sua fonte in due lettere a Calmeyer. [4]

La domanda fu elaborata da Gerhard Wander, il quale informò l'attrice che avrebbe dovuto fornire prove di una paternità diversa, ma indicò anche come tali prove potessero essere sufficientemente comprovate.[5]

L'attrice scrisse di non essere, in realtà, per metà ebrea, ma "completamente ariana". Era nata fuori dal matrimonio. Sua madre, Lotte Spira, aveva avuto una relazione con l'attore ungherese "ariano" Victor Palfy.[6]

"Mia madre me lo confessò già nel 1933, quando la questione ebraica divenne una grave discriminante, fui quindi costretta ad abbandonare la mia carriera di attrice a Berlino."

Nonostante questo la madre non aveva cercato di correggere le origini della figlia Camilla in quanto era sposata, dal 1927, con il dottor Hermann Eisner che in quel periodo lavorava presso il Consiglio ebraico: comprensibilmente aveva delle riserve nell'ammettere la nascita illegittima della figlia da lui.[7]

Calmeyer rilasciò quindi un certificato preliminare di ascendenza in modo che Spira potesse almeno temporaneamente lasciare il campo di transito di Westerbork.

Successivamente fece interrogare sua madre dalla Gestapo di Berlino, la quale confermò la sua presunta relazione con il collega ungherese. In una relazione antropologica, Hans Weinert, nominato da Calmeyer come esperto, concluse infine che Spira somigliava più al suo presunto padre extraconiugale che al suo padre legalmente riconosciuto.

Camilla Spira fu finalmente dichiarata "Vollariana". Il suo matrimonio con Hermann Eisner era ora un "matrimonio misto privilegiato", il che significava che, oltre a lei, anche il marito e i figli ebrei erano protetti dalla deportazione.[8]

La famiglia visse ad Amsterdam fino alla fine della guerra.

I tentativi come quello di Camilla Spira di evitare la deportazione "correggendo" la propria ascendenza erano piuttosto comuni all'epoca e Calmeyer, in molti casi, li appoggiò consapevolmente. Le azioni di Calmeyer furono quasi dimenticate fino a quando, negli anni '80, non sorse un movimento per onorarlo. Il 4 marzo 1992, Yad Vashem onorò Calmeyer postumo come Giusto tra le Nazioni.[9]

1947-1997 Nel 1947, Camilla Spira tornò a Berlino e quivi si stabilì. Quando Berlino fu divisa nel 1949 la Spira risiedeva nella parte Ovest. Ottenne ingaggi al Theater am Schiffbauerdamm[10] e all'Hebbel-Theater, e recitò anche in diversi film con la casa di produzione cinematografica DEFA della Germania dell'Est. Il suo film del 1949, Die Buntkarierten, è oggi considerato un classico della DEFA.

Quando le fu proposto di trasferirsi a Berlino Est per continuare a lavorare, rifiutò, a differenza di sua sorella Steffie Spira.

Ebbe numerosi ingaggi nei teatri di Berlino Ovest e apparve anche in diversi film famosi degli anni '50, come Des Teufels General (Il generale del diavolo), Himmel ohne Sterne (Il paradiso senza stelle) e Rosen für den Staatsanwalt (Rose per il procuratore).

Camilla Spira fu sepolta vicino alla sua casa, nel cimitero della foresta di Dahlem a Berlino, accanto al marito.[11]

Filmografia

  • 1924: Mutter und Sohn
  • 1925: Das Herz am Rhein
  • 1926: Die versunkene Flotte
  • 1926: Wir sind vom K. u. K. Infanterie-Regiment
  • 1926: Die dritte Eskadron
  • 1927: Brennende Grenze, regia di Erich Waschneck
  • 1930: Die lustigen Musikanten, regia di Max Obal
  • 1931: Die Faschingsfee
  • 1931: Mein Leopold
  • 1932: Grün ist die Heide, regia di Hans Behrendt
  • 1932: Gehetzte Menschen
  • 1932: Die elf Schill’schen Offiziere
  • 1933: Der Judas von Tirol
  • 1933: Morgenrot
  • 1933: Il testamento del dottor Mabuse (titolo orig. Das Testament des Dr. Mabuse), regia di Fritz Lang
  • 1933: Sprung in den Abgrund
  • 1935: Hoheit tanzt Walzer
  • 1949: Die Buntkarierten
  • 1950: Semmelweis – Retter der Mütter
  • 1950: Epilog – Das Geheimnis der Orplid
  • 1950: Die lustigen Weiber von Windsor, regia di Georg Wildhagen
  • 1952: Der fröhliche Weinberg
  • 1952: Pension Schöller
  • 1952: Drei Tage Angst
  • 1954: Emil und die Detektive
  • 1955: Des Teufels General
  • 1955: Vatertag
  • 1955: Der letzte Mann
  • 1955: Himmel ohne Sterne
  • 1955: Zwei blaue Augen (1955)
  • 1956: Fuhrmann Henschel
  • 1956: Liebe
  • 1957: Der tolle Bomberg
  • 1957: Das Herz von St. Pauli
  • 1958: Freddy, die Gitarre und das Meer
  • 1958: Nachtschwester Ingeborg
  • 1958: Der Czardas-König
  • 1958: Vater, Mutter und neun Kinder
  • 1959: Rosen für den Staatsanwalt
  • 1961: Vertauschtes Leben
  • 1962: Das Mädchen und der Staatsanwalt
  • 1962: Affäre Blum
  • 1963: Piccadilly null Uhr zwölf
  • 1967: Großer Mann – was nun?
  • 1969: Der Kommissar, Folge: Das Ungeheuer (TV-Serie)
  • 1973: Die Powenzbande (TV)
  • 1975: Motiv Liebe, Folge: Goldener Käfig (TV-Serie)
  • 1983: Gestern bei Müllers (TV-Serie)
  • 1987: Wanderungen durch die Mark Brandenburg: Im Spreeland (TV)
  • 1991: So wie es ist, bleibt es nicht. Die Geschichte von Camilla und Steffie Spira, Filmbiographie
  • 1999: Kurt Gerron und sein „Karussell“ (TV, Dokumentarfilm 1999)

Note

  1. ↑ (DE) Camilla Spira, in FemBio, 1º marzo 2026.
  2. ↑ Camilla Spira. Biographie, in DEFA Filmsterne. (archive.today), 10 febbraio 2013. URL consultato il 6 maggio 2026 (archiviato dall'url originale il 29 gennaio 2017).
  3. ↑ (EN) Camilla Spira, in Music and the holocaust. URL consultato il 6 maggio 2026.
  4. ↑ Middelberg, 2015.
  5. ↑ (DE) Fiktive natürliche Väter, in taz Verlags und Vertriebs GmbH, 12 luglio 2003.
  6. ↑ (DE) Holocaust: Calmeyers Liste: Wie ein "Rassereferent" tausende Juden vor dem KZ rettete, in Taggesspiegel, 29 luglio 2015.
  7. ↑ Middelberg, 2015, p. 112.
  8. ↑ Middelberg, 2015, p. 113.
  9. ↑ (EN) Dr. Hans Georg Calmeyer, in Yad Vashem – The World Holocaust Remembrance Center. URL consultato il 7 maggio 2026.
  10. ↑ Birgit Ahrens, Denn die Bühne ist der Spiegel der Zeit.: Emil Orlik (1870–1932) und das Theater, Kiel, Verlag Ludwige, 2001, Pag 354, ISBN 978-3-933598-19-6.
  11. ↑ Camilla Spira, in Web Archive. URL consultato il 7 maggio 2026 (archiviato dall'url originale il 4 marzo 2016).

Bibliografia

  • (DE) Mathias Middelberg, "Wer bin ich, dass ich über Leben und Tod entscheide?" : Hans Calmeyer -- "Rassereferent" in den Niederlanden 1941-1945, Gottinga, Wallstein Verlag, 2015, ISBN 978-3-8353-1528-0.

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