Camillo Cattaneo
Camillo Cattaneo (Castiglione delle Stiviere, 11 maggio 1573 – Milano, gennaio 1644) è stato un presbitero e ambasciatore italiano, segretario del marchese di Castiglione Francesco Gonzaga.
Biografia

Era figlio di Bettino Cattaneo (?-1603) e da Elisabetta Fezzardi (?-1613), figlia del notaio Giovanni Fezzardi (?-1558).[1]
Fu avviato alla carriera ecclesiastica frequentando il seminario vescovile di Brescia e ottenendo l'ordinazione sacerdotale. Rientrato a Castiglione nel 1593, venne subito apprezzato dal marchese Francesco Gonzaga, venendo nominato nel 1600 parroco di Solferino.[2]
Nel 1604 abbandonò la carica per dedicarsi all'attività diplomatica per conto del principe Francesco. Camillo Cattaneo accompagnò Cristierno Gonzaga, fratello di Francesco, presso la corte imperiale per ratificare gli accordi che lo riconoscevano marchese di Solferino. Nel 1603 seguì il marchese a Praga in occasione delle nozze della cognata Polyxena von Pernstein con Zdenek Adalbert von Lobkowicz, cancelliere supremo del Regno di Boemia.[3] Nel marzo 1604 Camillo venne nominato agente del Gonzaga presso la corte imperiale di Praga e fino al 1611.[4] Ebbe modo di proseguire i suoi studi presso il collegio dei Gesuiti di quella cttà. Intrattenne buoni rapporti con il cardinale Franz Seraph von Dietrichstein, vescovo di Olomouc. Nella sua corrispondenza col marchese Francesco, il Cattaneo espose dettagliatamento le diatribe intercorse tra l'imperatore Rodolfo II d'Asburgo e il futuro successore Mattia d'Asburgo.[5] Tra i vari incarichi richiesti al Cattaneo da parte del Gonzaga vi fu l'interessamento presso la corte cesarea di riconoscere il passaggio a principato del marchesato di castiglione, concessione che giunse nell'aprile 1610.[6]
La morte del primo abate della collegiata di Castiglione, Fausto Pastorio (1556-1610), nel 1610 fu l'occasione per il Cattaneo di ricoprire questo importante ufficio, grazie al'interessamente del suo principe e ratificato dal pontefice con bolla del gennaio 1611.[7] L'ambasciatore lasciò Praga per rientrare a Castiglione per il nuovo incarico di abate nel luglio 1611.[8] Fu incaricato dal cardinale Domenico Pinelli, prefetto della Congregazione dei Riti, di portare a termine l’istruttoria per il processo di canonizzazione del beato Luigi Gonzaga, dal settembre 1611 ad aprile 1612.[9]
Tra il settembre 1613 e maggio 1614 il Cattaneo, su disposizione di Francesco Gonzaga, si recò in Campania per assistere giuridicamente Marta Polixena von Fürstenberg (1588-1619), figlia di Albrecht I von Fürstenberg e di Elisabeth von Pernstein, cognata del Gonzaga, dopo la morte del marito Emanuele Gesualdo, figlio di Carlo (1566-1613), in un incidente di caccia nell'agosto 1613.[10] La questione riguardava i rapporti complicati con i parenti dopo la morte del marito Emanuele.
Nell'ottobre 1616, mentre si trovava nuovamente a Praga per conto del marchese, apprese della morte di Francesco Gonzaga e poco dopo della moglie Bibiana: il Cattaneo si trovò improvvisamente senza appoggi e fece ritorno a Castiglione.[11] Nel settembre 1617 andò in Spagna per riconsegnare le insegne del Toson d'oro appartenute al defunto marchese e per trattare gli accordi per un impegno in qualità di ambasciatore a Roma per conto della Spagna, anche su consiglio del diplomatico Baltasar de Zúñiga (1561-1622), incontrato tempo prima a Praga.[12] Si stabilì definitivamente presso l'ambasciata di Spagna a Roma alla fine del 1619.[13] Papa Urbano VIII nel 1623 gli conferì il prestigioso incarico di cameriere d'onore.[14] Nel 1627 assunse anche l'incarico di agente a Roma per il cardinale gesuita Péter Pázmány, primate d'Ungheria.[15]
Alla fine del 1633, per motivi di salute, lasciò definitivamente gli incarichi diplomatici e si trasferì a Milano, dove si trovava il fratello Vitale, trovando servizio presso il cardinale Gian Giacomo Trivulzio.[16] Nel 1643 fece testamento, chiedendo dopo la morte di essere sepolto nella hiesa di San Donnino.[17]
Morì a Milano nel 1644.[18]
Citazioni
- Il poeta Francesco Della Valle aveva dedicato un sonetto Al Sig. Camillo Cattaneo, Abbate di Castiglione, & Agente del Serenissimo Carlo Arciduca d’Austria.[19]
Note
- ↑ Botturi, p. 14.
- ↑ Botturi, p. 16.
- ↑ Botturi, p. 22.
- ↑ Botturi, pp. 22-25.
- ↑ Botturi, p. 36.
- ↑ Botturi, p. 50.
- ↑ Botturi, p. 61.
- ↑ Botturi, p. 67.
- ↑ Botturi, p. 72.
- ↑ Botturi, p. 82.
- ↑ Botturi, pp. 95-96.
- ↑ Botturi, p. 97.
- ↑ Botturi, p. 104.
- ↑ Botturi, p. 106.
- ↑ Botturi, pp. 114-115.
- ↑ Botturi, p. 122.
- ↑ Botturi, pp. 122-123.
- ↑ Botturi, p. 123.
- ↑ Botturi, pp. 107-108.
Bibliografia
- Camillo Botturi, Al servizio del principe e della Chiesa: l'esperienza di Camillo Cattaneo, abate di Castiglione delle Stiviere (1573-1644), collana Quaderni dell'Accadema - Accademia Nazionale Virgiliana di Scienze Lettere e Arti Mantova, n. 13, Montichiari, Ciessegrafica, 2019, ISBN 979-12-200-4636-7.