Capi di Stato della Romania

In seguito alla proclamazione della Repubblica Popolare di Romania, il compito di capo dello Stato venne affidato al presidente del Consiglio di stato, un organo collegiale eletto dalla Grande Assemblea Nazionale (il Parlamento rumeno) nel proprio seno affinché svolgesse le funzioni parlamentari negli intervalli tra una sessione plenaria e l'altra. Pertanto il capo dello Stato era il presidente del Parlamento, e assumeva il titolo ufficiale di "presidente della Grande assemblea nazionale". La carica ufficiale di presidente della Repubblica rumena, distinta dalla presidenza del Parlamento, venne istituita nel marzo 1974.

Repubblica Popolare (1947-1965), poi Socialista (1965-1989)

N° PresidenteMandatoNote
daa
Commissione presidenziale[1]30 dicembre 194713 aprile 1948ad interim
1° senza cornice Constantin Ion Parhon13 aprile 194812 giugno 1952
2° senza cornice Petru Groza12 giugno 19527 gennaio 1958[2]
3° senza cornice Ion Gheorghe Maurer11 gennaio 195821 marzo 1961
4° senza cornice Gheorghe Gheorghiu-Dej21 marzo 196119 marzo 1965[3]
5° senza cornice Chivu Stoica24 marzo 19659 dicembre 1967
6° senza cornice Nicolae Ceaușescu9 dicembre 196722 dicembre 1989

Repubblica (1989-)

Nota: La Costituzione della Romania vieta ai presidenti di far parte di un partito politico nel corso del loro mandato. I partiti indicati sono quelli a cui il presidente apparteneva al momento del suo insediamento o quelli che ne hanno sostenuto la candidatura.

N° Presidente Elezione Mandato Partito di provenienza
Data Suffragio Inizio Fine
1° Ion Iliescu
(1930–2025)
—
(Consiglio del Fronte di Salvezza Nazionale)
22 dicembre 1989 20 giugno 1990 Fronte di Salvezza Nazionale
20 maggio
1990
12 232 498
(85,07% dei votanti)
20 giugno 1990 11 ottobre 1992
11 ottobre
1992
7 393 429
(61,43% dei votanti)
11 ottobre 1992 29 novembre 1996 Fronte Democratico di Salvezza Nazionale
2° Emil Constantinescu
(1939–)
17 novembre
1996
7 057 906
(54,41% dei votanti)
29 novembre 1996 20 dicembre 2000 Convenzione Democratica Romena
(1°) Ion Iliescu
(1930–2025)
10 dicembre
2000
6 696 623
(66,83% dei votanti)
20 dicembre 2000 20 dicembre 2004 Partito della Democrazia Sociale di Romania
3° Traian Băsescu
(1951–)
12 dicembre
2004
5 126 794
(51,23% dei votanti)
20 dicembre 2004 20 aprile 2007[4] Partito Democratico
— Nicolae Văcăroiu
(ad interim)
(1943–)
— 20 aprile 2007 23 maggio 2007 Partito Social Democratico
(3°) Traian Băsescu
(1951–)
— 23 maggio 2007[4] 6 dicembre 2009 Partito Democratico
6 dicembre
2009
5 275 808
(50,33% dei votanti)
6 dicembre 2009 10 luglio 2012[5] Partito Democratico Liberale
— Crin Antonescu
(ad interim)
(1959–)
— 10 luglio 2012 27 agosto 2012 Partito Nazionale Liberale
(3°) Traian Băsescu
(1951–)
— 27 agosto 2012[5] 21 dicembre 2014 Partito Democratico Liberale
4° Klaus Iohannis
(1959–)
16 novembre
2014
6 288 769
(54,43% dei votanti)
21 dicembre 2014 24 novembre 2019 Partito Nazionale Liberale
24 novembre
2019
6 509 135
(66,09% dei votanti)
24 novembre 2019 12 febbraio 2025[6]
— Ilie Bolojan
(ad interim)
(1969–)
— 12 febbraio 2025 26 maggio 2025 Partito Nazionale Liberale
5° Nicușor Dan
(1969–)
18 maggio
2025
6 168 642
(53,60% dei votanti)
26 maggio 2025 in carica Indipendente

Note

  1. ↑ Formata da cinque membri: Constantin Ion Parhon, Ion Niculi, Mihail Sadoveanu, Gheorghe Stere e Ștefan Voitec.
  2. ↑ Tra il 7 e l'11 gennaio 1958 l'interim venne assunto collegialmente da Mihail Sadoveanu e Anton Moisescu.
  3. ↑ Tra il 19 e il 24 marzo 1965 l'interim venne assunto collegialmente da Ion Gheorghe Maurer, Ștefan Voitec e Avram Bunaciu.
  4. 1 2 Sospeso temporaneamente per impeachment il 20 aprile 2007 e rientrato in funzione il 23 maggio 2007 dopo la celebrazione del referendum.
  5. 1 2 Sospeso temporaneamente per impeachment il 10 luglio 2012 e rientrato in funzione il 27 agosto 2012 dopo la celebrazione del referendum del 2012.
  6. ↑ Dimessosi volontariamente, aveva in realtà già raggiunto il termine costituzionale del suo mandato, ma era rimasto in carica, in accordo con la Corte costituzionale della Romania, in attesa delle celebrazione e della validazione ufficiale delle elezioni presidenziali del 2025, in seguito all’annullamento delle precedenti.

Voci correlate