Cappella ossario

Una cappella ossario, più raramente carnaio, altrimenti nota in latino come carnarium (da cui il francese charnier ed il tedesco Karner), macellum o ossuarium, è un edificio religioso con tratti architettonici più o meno monumentali, solitamente una cappella, dove venivano deposte le ossa dei sepolti affinché terminassero la loro decomposizione prima di essere traslate nell'ossario vero e proprio.
Si distingue, pertanto, dall'ossario monumentale (sia esso un cimitero di guerra o una cripta barocca decorata con resti umani come la celebre "Cripta-Ossario dei Cappuccini" nella Chiesa di Santa Maria Immacolata a via Veneto in Roma) e dall'ossario cimiteriale o ossario comune che è un vano ipogeo, un pozzo di norma costruito in mattoni o cemento armato, posto all'interno del cimitero, nel quale vengono gettate, in modo indistinto e promiscuo, le ossa provenienti da esumazioni o estumulazioni con concessioni scadute e che non hanno più familiari, discendenti o persone che vogliano o possano custodirle.[N 1]
Etimologia
Il "carnaio" nella lingua italiana deriva direttamente dalla parola di lingua latina carnarium. Nelle lingue europee nelle quali la tipologia edilizia comparve, la cappella ossario derivò parimenti il suo nome dal vocabolo latino: charnier in lingua francese;[2] Karner in lingua tedesca, poi variamente adattato regionalmente come Kerner, Gerner, Kärnter o Kerchel; ecc.
Storia

Le cappelle ossario, variamente indicate dalla fonti come ossuarium, carnarium o macellum, comparvero in Europa nel corso del Medioevo come evoluzione dell'ossario cimiteriale:[3] si trattava di gallerie aperte sormontate da tetti utilizzate per elaborare i corpi riesumati dal cimitero a causa della mancanza di spazio, ad esempio durante le epidemie.[4][5]
La particolare attenzione del Medioevo europeo per le ossa dei defunti originava da necessità religiose, oltreché pratiche: si riteneva infatti che le ossa insepolte siano vulnerabili agli spiriti maligni.[F 1] In quei secoli, il metodo di sepoltura più diffuso fu la fossa comune (le fosse individuali divennero la norma solo nella prima metà del XVIII secolo) che, una volta piena, doveva essere svuotata nei carnaria ove i cadaveri potevano terminare la loro decomposizione affinché le ossa venissero poi accatastate nell'ossarium vero e proprio,[6] ubicato o sotto le volte della chiesa[7] in una struttura monumentale a sé stante.[6] Una volta che anche l'ossario era pieno, il sacrestano-becchino trasferiva i resti in una fossa comune durante un secondo servizio funebre a cui era invitata l'intera comunità.[8]
Non è possibile stabilire con certezza se idee precristiane o comunque non cristiane abbiano influenzato l'usanza medievale di raccogliere e ammucchiare le ossa, poiché mancano fasi intermedie nello sviluppo.[9] La più antica testimonianza letteraria sembra essere quella del vescovo Guglielmo d'Acri (c. 1164-1171) che, in un documento del 1161, riferisce che un certo Manso aveva eretto un carnarium «nel cimitero per pietà, per il riposo delle ossa dei defunti, con denaro di sua proprietà».[F 2]
Il più precoce esempio di carnarium data al IX secolo e compare nella cripta della Chiesa di San Michele Arcangelo (Fulda) presso la celebre abbazia tedesca.[3] La tipologia si diffuse tra X e XI secolo nell'Arco alpino (Austria, Svizzera e Germania). La costruzione delle cappelle ossario si moltiplicò dal XIII secolo in poi nelle città che, in ragione del c.d. "Rinascimento del XII secolo",[10] furono interessate da un consistente aumento di densità demografica che rese impossibile qualsiasi adeguata espansione dei cimiteri parrocchiali urbani,[11] come nel caso di Parigi.[N 2] La creazione di precipui spazi destinati a garantire la corretta decomposizione dei corpi si fece allora pressante per generali motivi di salute pubblica.[12][13] Entro i confini del Sacro Romano Impero, per esempio, i sinodi di Münster (1279) e Colonia (1280) resero obbligatoria l'erezione dei carnaria ("volumus, ut in speciali loco ossa mortuorum fideliter reponantur"). Entro il XV secolo, le cappelle ossario erano pertanto abbondantemente diffuse anche in Francia, come nel celebre Cimitero dei Santi Innocenti[14] o nel chiostro della chiesa di Saint-Séverin, entrambi in Parigi,[15] o in Ungheria.[16]
La Riforma protestante, il cui dogma abbandonò il concetto di preghiera di intercessione per i defunti, eliminò ossari e cappelle ossario o li convertì in cappelle per la predicazione, scuole e altri spazi laici. Nelle aree cattoliche, gli ossari continuarono a essere utilizzati. Dopo il Terzo Concilio Provinciale di Milano (1573), l'arcivescovo Carlo Borromeo (c. 1564-1584) sottolineò nuovamente la necessità di ossari per la diocesi di Milano.[F 3] Tra XVII e XVIII secolo, nuovi ossari furono quindi costruiti in varie località e quelli esistenti furono ristrutturati. Nel Seicento, il termine carnarium si riferiva solo alla galleria che circondava la chiesa e il suo cortile, come appunto i citati charnier francesi. Nel Settecento, il surplus delle fosse comuni veniva immagazzinato nella parte superiore di queste gallerie, sotto i tetti, ma le cappelle ossario non venivano più costruite nella forma tradizionale né distinte dagli ossari cimiteriali.[17] Fu l'Illuminismo, seguito dalla Rivoluzione Industriale del XIX secolo, a portare al significativo declino degli ossari, anche nelle aree cattoliche: non a caso, a partire dagli Anni 1760, molte cappelle ossario furono distrutte.
In Svizzera, nel Canton Svitto, il Kerchel è ancora oggi usato sia come camera mortuaria sia come cappella ossario nei locali cimiteri.
Descrizione
Patronato
La cappella ossario era solitamente dedicata a San Michele, psicopompo ed uccisore dei demoni.[N 3] Al suo posto o accanto a lui, i santi patroni delle cappelle sono Tutti i Santi, Giovanni Battista, Santa Barbara (patrona dei Santi ausiliatori e dei morenti)[18] e Caterina d'Alessandria (anch'essa patrona degli Ausiliatori).[19] Il patronato delle cappelle subì spesso frequenti cambiamenti durante l'arco di vita degli edifici.
Architettura
Stante il predetto, atipico, caso del carnarium ricavato nella cripta dell'abbazia di Fulda,[3] la cappella ossario primitiva, sviluppatasi a cavallo tra architettura ottoniana ed architettura romanica, aveva pianta longitudinale, come nel caso della Cappella di San Michele annessa alla Chiesa di Santa Caterina, principiata nel XI secolo e ristrutturata nel XV secolo (distrutta nel 1796),[20][21] della Cappella di San Michele annessa alla Chiesa di Santo Stefano, datata al XII secolo e parimenti ristrutturata nel XV (distrutta nel 1796),[22] e di Ochsenfurt, perdurando ancora nel XIV secolo, come nel caso di Mülaldorf o del Karner di Alsfeld, ad aula rettangolare con abside trilaterale all'estremità orientale.[23]
Successivi esemplari presentano un assetto architettonico più complesso o comunque variegato.[3] In Baviera e Boemia, i Karner romanici sono già piccole rotonde a due piani (sacello in alto ed ossario al pianterreno) con abside sporgente: ad esempio nella Cappella di San Michele,[24][25] Rottendorf e Allersberg. In Austria, i Karner riprendono spesso il modello delle rotonde bavaro-boeme: come il Doppelkarner di Pottenstein, simbolo della città, il grande Ossario di Hartberg (Stiria) o quello di Mistelbach. Le cappelle gotiche non disdegnarono piante quadrate o poligonali, come nel caso del Karner del duomo di Bad Doberan (1250),[26] né un ritorno alla primitiva pianta rettangolare.
Si trovano anche planimetrie più elaborate e, a volte, negli edifici multipiano la planimetria cambia significativamente tra un piano e l'altro. Il carnarium di Ebern (Baviera), attiguo alla Chiesa di San Lorenzo, è un edificio quadrangolare a due piani, con un portico archivoltato al pianterreno e sacello (SS. Petri e Pauli in Ossorio) con attiguo ossario al piano superiore;[27][N 4] a Roding, la funzione del Karner fu assolta da due edifici contigui, costruiti a ridosso della balza su cui sorge la Chiesa di San Pancrazio: la rotonda a due piani della Cappella di San Giuseppe (già battistero) e l'acclusa Cappella di Sant'Anna.[28] La cappella ossario della basilica di Ják (Ungheria) sviluppa una pianta di quattro semicerchi interconnessi a forma di croce.[16]
I Charnier tardogotici parigini, su tutti le gallerie che circondavano come un chiostro riempito di cadaveri in decomposizione il Cimitero dei Santi Innocenti, erano invece gallerie mansardate estese su ampie porzioni di chiostri e cimiteri parrocchiali entro le quali i cadaveri erano riposti direttamente, senza precedente interramento.[14][29]
Karner di Alsfeld
Cappella di San Michele (Oppenheim)
Cappella di San Michele (Perschen)
Karner di Rottendorf (Schmidgaden)
Karner di Ebern
Doppelkarner di Pottenstein (Austria)- Ossario di Hartberg (Austria)
Karner del duomo di Bad Doberan
Impianto decorativo

Come l'ossarium propriamente detto, anche la cappella ossario poteva contenere un impianto decorativo di non trascurabile interesse, a prescindere dal fatto che la struttura comprendesse o meno un sacello che quindi poteva richiedere altare, acquasantiera, ecc.
Il sacello nel Karner di Perschen, per esempio, è celebre per l'alta qualità degli affreschi ivi conservati, spesso valutati come tra i più pregevoli esemplari di pittura romanica bavarese,[25] e lo stesso vale per il complesso impianto decorativo degli affreschi nel carnaio di Hartberg.[30] Tra le arcate dei charnier dei Santi Innocenti a Parigi, già celebri per la presenza ivi di una delle più antiche e famose raffigurazioni della Danza macabra,[31][32][33] si ammassarono nel corso dei secoli diverse opere d'arte epigrafica, tra cui il gruppo scultoreo commissionato nel 1407 dallo scrivano (e presunto alchimista) Nicolas Flamel (1330-1418).[34] Un'altra famosa Danza macabra è ancora oggi visibile nella Cappella di Sant'Anna (Roding).[35]
Note
- Esplicative
- ↑ D.P.R. 10 settembre 1990, n. 285. Approvazione del regolamento di polizia mortuaria. Capo XIII Ossario comune 67 (PDF), su presidenza.governo.it.«1. Ogni cimitero deve avere un ossario consistente in un manufatto destinato a raccogliere le ossa provenienti dalle esumazioni o che si trovino nelle condizioni previste dal comma 5 dell'art. 86 e non richieste dai familiari per altra destinazione nel cimitero. L'ossario deve essere costruito in modo che le ossa siano sottratte alla vista del pubblico»
- ↑ In altre città, come Venezia, il surplus di resti dei cimiteri fu ammassato in località extra-urbane, come l'isola di Sant'Ariano.
- ↑ I rabbini giudei attribuirono all'Arcangelo Michele la funzione di psicopompo e la trasmisero, tramite lo gnosticismo, ai cristiani. Va altresì rilevato che San Michele, la cui festa cade subito dopo l'equinozio di autunno, ereditò molte funzioni equinoziali e mediatrici di Mitra-Elios-Ermes. Mitra-Elios era considerato Demiurgo e kosmokràtor, signore e mediatore del cosmo – Cattabiani 1988, San Michele arcangelo.
- ↑ Gli sviluppi del Karner di Edern sono interessanti perché solitamente tali complesse piante su più piani sono invece tipiche delle cappelle ossario ristrutturate e convertite ad altro uso, come nel caso del Karner, sempre bavarese, di Neustadt an der Aisch, ristrutturato e rialzato di un piano nel XVI secolo come alloggio per il sacrestano della chiesa ed arricchito di un ulteriore piano al principio del XIX secolo quando fu riconfigurato come scuola – (DE) Gernot Schmidt, Die evangelische Stadtkirche St.Johannes der Täufer, su schmidt-gernot-neustadt.npage.de. URL consultato il 9 febbraio 2026 (archiviato dall'url originale il 24 luglio 2018).
- Fonti
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- ↑ (LA) Charles du Fresne, sieur du Cange, Carnarium, in Glossarium ad scriptores mediae et infimae latinitatis, ed. definitiva in 8 v., Didot, 1840-1861.
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- Bibliografiche
- ↑ Lorentz e Sandron 2006, p. 131.
- ↑ Attualmente, in lingua francese, la parola charnier vale sia per la cappella ossario sia per la fossa comune.
- 1 2 3 4 5 Lala Comneno 1993.
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Bibliografia
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Consultazione
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Collegamenti esterni
- M.A. Lala Comneno, Cappella ossario, in Enciclopedia dell'arte medievale, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1993.